Home > Una sintesi dela situazione debitoria del Comune di Procida

Una sintesi dela situazione debitoria del Comune di Procida

di Dino Ambrosino – Partiamo dai RESIDUI. Questi sono le rimanenze delle gestioni degli anni precedenti. I residui ATTIVI, sono i crediti che il Comune deve ancora incassare, i residui PASSIVI sono i debiti che deve onorare. Sulla carta la somma degli uni equivale alla somma degli altri. Nel nostro caso si parla di un totale di circa 18 milioni di attivi/passivi.

In realtà, però, le spese sono sicure e sottostimate, mentre le entrate sono incerte e sovrastimate. Quindi nella probabile mancanza di coincidenza tra residui attivi e passivi si potrebbe annidare un buco di bilancio (si può ipotizzare la cifra di 6-7 milioni di euro). Tra i residui attivi più consistenti possiamo ricordare i proventi da condono edilizio e i proventi della vendita delle case del Comune (per problemi tecnici e politici ci sono ritardi nella conclusione delle pratiche). Tra i residui passivi ci sono le somme che devono incassare i fornitori del Comune, gli avvocati, i tecnici, le controparti di atti transattivi, etc.

La situazione corrente invece presenta un DEFICIT strutturale di circa 2 milioni di euro. Questo significa che ogni anno le uscite (circa 7 milioni di euro) sono superiori alle entrate (circa 5 milioni di euro). Buona parte delle spese sono rappresentate dal costo del personale (intorno al 50%), dai mutui (10%), e da spese tecniche di funzionamento dell’Ente (Enel, Telecom, materiale, etc.). Le principali entrate sono i trasferimenti dello Stato, l’ICI sulla seconda casa, gli oneri di autorizzazioni edilizie, l’addizionale comunale IRPEF. Nel corso degli anni le Amministrazioni Muro-Lubrano piuttosto che intervenire con tagli di spesa strutturali, hanno pareggiato il bilancio ricorrendo alle entrate straordinarie che non si ripetono ogni anno (vendita del patrimonio immobiliare del Comune, entrate da condono edilizio, arretrati ICI, TARSU, etc.). Nei tempi di vacche grasse, alla fine anni 90 quando si uscì dal dissesto con un avanzo di 4.3 miliardi di lire, i soldi furono sperperati per alimentare un rapporto “fiduciario” con i vari portatori di interesse invece che essere investiti per il risanamento. In seguito sono venuti i tagli del Governo centrale, i debiti del passato da onorare e si è giunti a una situazione di emergenza che è difficile affrontare.

Per l’anno 2010 occorre dunque subito trovare 2 milioni di euro che probabilmente saranno reperiti con tagli alla spesa e entrate straordinarie.

*Dino Ambrosino

Capogruppo di Insieme Per Procida

fonte www.infoprocida.tk

Potrebbe interessarti

Pubblicato nella radio del Procidano il Consiglio Comunale del 30 aprile 2014

In questo Consiglio: Esame ed approvazione del rendiconto finanziario 2013; Modifiche ed integrazioni Regolamento Consiglio …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *