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A Chiaiolella brillano due stelle: Libera e Sabrina

Di Michele Romano

PROCIDA – Nell’idilliaco scenario della splendida baia della Chiaiolella, sotto lo sguardo delicato e suadente della Luna piena, grazie all’impegno generoso e creativo delle donne dell’Associazione Borgo marinaro, si è tenuta una serata agostana in cui sui volti degli avventori si sono viste espressioni di distensione gaudiosa e rilassata. Perle rare dento un vissuto quotidiano della società contemporanea, compreso la nostra cara polis micaelica, schiacciata sotto l’incudine della paura, del risentimento, del rancore, di un egocentrismo esagitato, alimentato anche dai nuovi governanti della società italiana con rischio di deriva antidemocratica.

L’elemento saliente di tale incanto notturno, tra suoni musicali, canti degustazioni, si è manifestato nella sfilata di moda, frutto degli elaborati di due talenti isolani: Libera e Sabrina, accompagnate dalla puntuale ed incisiva illustrazione della empatica Ilaria. Proprio nella costruzione semplice e sobria di tali momenti di aggregazione veniamo a scoprire, in modo quasi magico, che nella nostra collettività ci sono risorse umane eccellenti, e nella specificità dell’evento svoltosi, nel campo di un’antica arte come la sartoria. Così, quando sembra prevalere la rassegnazione verso un futuro opaco e senza prospettive, anche dalla realtà procidana escono fuori codeste fiammelle che alimentano soffi vitali di speranza.

E qui possiamo affidarci alla tipologia su cui si fonda il tenace ed accorato lavoro di cui le due sarte, figlie della nostra cara terra, hanno proposto una meravigliosa dimostrazione cioè la cucitura. E prenderla come figura simbolica e metodica per ricomporre una comunità che, giorno dopo giorno, tende a sfilacciarsi, percorrendo il sentiero rischioso e tortuoso, sotto la spinta ipertrofica dell’Io, al limite del belluino, che conduce al letale campo di battaglia del “tutti contro tutti”.

Il grande ed presidente “contadino” uruguaiano José “pepe” Mujica dice: “noi essere umani abbiamo molta più capacità di sognare che di raggiungere buoni risultati nelle modalità del vivere”. Tale monito ci induce a seguire la strada di Libera e Sabrina ad armonizzare, a mettere insieme la “fantasia” e la dura realtà quotidiana tanto da educarci a pensare ad intraprendere il cammino verso una semplicità felice.

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