A Pietravairano il ritorno del re lazzarone.

Da Capri le lettere private di Ferdinando IV svelate nell’ultimo libro della giornalista Nadia Verdile con prefazione di Raffaele La Capria

Pietravairano – Ferdinando IV di Borbone ritorna nelle terre di Pietravairano. Il re lazzarone sarà protagonista, domani, domenica 17, alle 17.30, presso la sala consiliare del comune, nella presentazione dell’ultimo libro di Nadia Verdile “Abbiamo perduto la bussola! Lettere da Capri di Ferdinando IV a Maria Carolina”, edito da Il Campano. L’evento rientra nell’ambito delle attività culturali 2010 della Biblioteca Comunale “R. Paone” di Pietravairano, realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale “Pianeta Cultura”. Porteranno il saluto il sindaco Francesco Zarone, il responsabile scientifico della biblioteca Giuseppe Angelone. Il volume della Verdile, che gode della prefazione di Raffaele La Capria, sarà presentato da Paolo Mandato, presedente dell’Associazione Pianeta Cultura. Esso raccoglie 27 lettere inedite inviate da Capri, nella primavera del 1787, dal sovrano napoletano alla moglie. «Il re – scrive La Capria – alloggia nel Palazzo Canale che si affaccia sopra la Marina Grande. Con una calligrafia semplice ed accurata, da scolaro, racconta il suo “far niente” nell’isola: si sveglia, fa colazione, una puntatina in chiesa per sentire la messa, la caccia ogni volta che può, il pranzo, il gioco delle carte, qualche breve lettura, un po’ di musica, scrive queste lettere alla moglie, e poi va a nanna alle nove e dorme saporitamente. La sua ortografia spesso incespica, specie quando incontra la seconda lettera dell’alfabeto che lui quasi sempre raddoppia e scrive “adorabbile”, “dubbitare”, “incredibbile”, “subbito”, e così via. Ma la sua prosa diventa graziosa quando alludendo alla gravidanza della moglie e al nascituro scrive di pregare il Signore che gli faccia avere buone nuove della salute della moglie “e che il nuovo nennillo si faccia quietamente i fatti suoi nella panza”. Con la trascrizione ed il ritrovamento di queste lettere la Verdile ha aggiunto un nuovo nome alla lista dei gaudenti che hanno frequentato l’isola». Le lettere sono precedute da un saggio in due capitoli, uno dedicato ai due sovrani e l’altro a Lo Palazzo, la residenza dove, fatta eccezione per il decennio francese, il sovrano veniva ospitato due volte l’anno, in primavera e in autunno, per l’appuntamento con il passaggio delle quaglie. «In queste lettere da Capri – scrive Giancristiano Desiderio in una sua nota al libro – emerge la figura di un uomo che è a disagio nei panni del sovrano. Ferdinando vorrebbe condurre vita gaia e spensierata, libera e senza fastidi, alla napoletana si può dire, e invece è un re. I suoi divertimenti – la caccia, il gioco, gli scherzi, il dolce far niente – sono la manifestazione, imbrigliata nella vita di corte, della sua psicologia da lazzaro privilegiato».

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