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Allievi a bordo: operativa l’intesa

allievi sulle naviConsiderato le peculiarità del territorio isolano, la cui economia è ancora fortemente legata alle attività marinare, è inevitabile seguire con interesse quelli che sono gli aspetti collegati a tali professioni. Da questo punto di vista, con riconoscimento delle competenze, avviamento al lavoro e la prospettiva concreta di un futuro da professionisti del mare, si è conclusa l’attesa degli Allievi Ufficiali diplomati negli istituti tecnici nautici italiani. «Una conclusione – sottolinea l’ammiraglio Nicola Silenti, Responsabile della Delegazione di Cagliari del Collegio Nazionale Capitani di Lungo Corso e Capitani di Macchina, conosciuto ed apprezzato anche sull’isola di Graziella – di segno positivo attesa sin dalla stipula del protocollo d’intesa del 26 febbraio e sancita dall’accordo firmato lo scorso 30 luglio a Roma dalla Confederazione italiana degli armatori, dalla Federazione italiana armamento di linea  e dalle organizzazioni sindacali del settore. Un’intesa siglata con la volontà di favorire l’imbarco degli allievi ufficiali, sottufficiali e comuni per tutti i 12 mesi necessari al conseguimento delle certificazioni previste dalle normative internazionali e dovute come riconoscimento di tale periodo di formazione per il passaggio al grado superiore, previo superamento del relativo esame. L’accordo è in vigore e si applica su tutte le navi battenti bandiera italiana nonché sulle navi di bandiera estera a bordo delle quali siano imbarcati lavoratori marittimi e allievi ufficiali, sottufficiali e comuni ai quali si applica la legge italiana e i relativi accordi sindacali di settore.

L’accordo giunge a nemmeno un mese di distanza dall’atteso rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore marittimo che era scaduto nel lontano 31 dicembre 2010: una vertenza questa che ha interessato un totale di circa 62 mila lavoratori imbarcati su navi italiane ai quali si aggiungono  8 mila addetti impiegati a terra.

L’intesa – continua l’ammiraglio Silenti – arriva in un momento drammatico per l’occupazione nel settore marittimo, alle prese negli ultimi anni con una crisi dirompente dell’intero comparto. Una crisi amplificata dalla mancanza di controlli nella formazione degli equipaggi e da una legislazione inadeguata, che ha prodotto l’effetto scellerato di favorire l’impiego troppo spesso indiscriminato di personale extracomunitario più a buon mercato.

Al netto degli annunci di parte, quindi, – conclude Silenti – l’accordo va senz’altro inteso come una nuova e positiva opportunità per i giovani aspiranti professionisti del mare, costretti a fare i conti nel recente passato con un sistema che sembra avere fatto sforzi d’ingegno sovrumani per rendere il più complicato possibile l’accesso delle nuove leve alla professione. E’ evidente a tutti, infatti, che senza un debutto nel mondo del lavoro non può esservi carriera di sorta per nessuno, meno che mai per gli allievi. Non poche perplessità, invece, ha destato la quantificazione delle indennità mensili da riconoscere agli allievi. Lungi dal voler vedere il bicchiere mezzo vuoto, è bene tuttavia non perdere mai di vista il giusto riconoscimento, anche economico, che spetta a chi ha dimostrato, con lo studio e l’impegno, di meritarlo».

Proprio su quest’ultimo punto trattato dall’ammiraglio Silenti quasi inutile sottolineare come buona parte delle compagnie armatoriali, a fronte di ipotizzati futuri posti di lavoro, allo scoccare della mezzanotte del 1 agosto hanno provveduto ad uniformare, al ribasso ovviamente, tutti i compensi per gli allievi siano essi al primo imbarco che quelli già con esperienza. Della serie il buongiorno si vede dal mattino …

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