ATTUALITA’. Covid-19, il mare ha i suoi eroi: onorificenza al comandante della Diamond Princess

Di Nicola Silenti da Il Sarrabus news

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha conferito il 5 u.s. l’onorificenza di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana al Comandante della nave da crociera “Diamond Princess”, Gennaro Arma, in considerazione del suo esemplare comportamento tenuto nel rimanere a bordo della nave nelle due settimane di quarantena al largo della baia di Yokohama a causa dell’emergenza coronavirus.

Tutti i marittimi italiani, non solo quelli della penisola sorrentina, non possono non essere fieri di lui , ribattezzato a giusto titolo eroe dagli oltre 3700 passeggeri della sua nave, partiti con il legittimo intento di prendere parte a un viaggio spensierato di tregua nella frenesia della vita quotidiana e ritrovatisi nel bel mezzo di un incubo al momento della scoperta degli oltre seicento viaggiatori risultati positivi ai test e alle due vittime del coronavirus: un incubo senza dubbio lenito e circoscritto dalla condotta di Arma, inappuntabile nel suo ruolo di cardine e riferimento costante di un almeno altrettanto valido equipaggio, protettivo e paterno nel rassicurare i suoi passeggeri e nel creare un’atmosfera il più possibile distesa a bordo della nave impedendo che il panico avesse la meglio e, soprattutto, nel gesto più che mai eloquente di abbandonare per ultimo la nave.

Un gesto questo che è scritto a caratteri cubitali nella storia e nella tradizione del mare e che può sorprendere soltanto chi non conosce lo spessore che richiede la responsabilità del comando e il timone della navigazione: uno stupore manifestato a piene mani dai media nazionali di ogni ordine e grado, pronti in simultanea a offrire in pasto a un pubblico ormai assuefatto il confronto in chiaroscuro tra l’eroe Arma e il famigerato antieroe Schettino, quello che invece abbandonò in pieno naufragio la sua Costa Concordia.

Due storie, quelle di Arma e Schettino, che in realtà ben poco hanno in comune, e che molto dicono in realtà di quanto poco gli addetti alla comunicazione tengano in considerazione il mondo del mare e abbiano rispetto della gente che lo popola. Un mondo che, con tutto il rispetto per il pur bravo Arma, l’eroismo lo pratica a piene mani ogni giorno con la fatica e il sudore quotidiano del lavoro di bordo e con l’ardimento di chi, sottoposto dalle leggi del mercato a vincoli, obblighi e scadenze indifferibili, troppo spesso non può esimersi dal navigare in piena burrasca e conoscere la paura inenarrabile del mare in tempesta.

Storie di umanità e rigore che non hanno confronti e non ammettono paragoni, ma che riescono a diventare cronaca soltanto se sconfinano nel dramma o sfociano nella tragedia. Per il resto c’è da giurarci che dei marittimi si continuerà a non parlare mai, in attesa di un nuovo Schettino da dare in pasto ai famelici dell’opportunismo e ai professionisti della morale un tanto al chilo.

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