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AUTMARE e la Consulta

Comunicato Stampa del 16 febbr. 2012
E’ da un giorno, cari amici autmarini, che cerco di mettere su carta le conclusioni di un evento, quello della riunione della Consulta Regionale per la Mobilità, che non si ripeteva da oltre un anno nonostante i rigori del suo Regolamento sia per quanto riguarda le finalità ( la Consulta quale “ strumento di raccordo tra le parti sociali e le istituzioni regionali “ e come “ sede di confronto, di scambio d’informazione e di analisi “); sia per la frequenza delle convocazioni che assumono carattere perentorio soprattutto alla vigilia di eventi speciali quali la programmazione tariffaria ed oraria e/o la scelta di un fatto così traumatico quale può essere la privatizzazione della Caremar in dispregio alla decisione del vecchio Consiglio Regionale che pure deliberava, sostenuta da pareri tecnici mai annullati, una struttura regionale al 51% pubblica con la gestione nelle mani dei privati società.

Ho trovato delle difficoltà per il presente comunicato poiché poco o niente di concreto è emerso dall’incontro: solo enfasi, dichiarazioni auto energizzanti per l’assessorato, vacue promesse per il futuro. Chi pensava, dopo tanto colpevole silenzio, ad un Assessore .Regionale al ramo remissivo, dialogante e meno orgoglio dei suoi “ misfatti”, si è sbagliato di grosso dal momento che sicuro di sé in un monologo tutto pieno di vanagloria e di numeri ha cercato di addomesticare la platea facendoci capire che tutto procede bene nonostante i denunciati drammatici tagli nel settore ferroviario e le difficoltà di una società Caremar ormai moribonda – perché così vogliono – con due unità ai lavori ( Achernar ed Isola di Capri ferme in Cantiere che da oltre cinque mesi) e con un bilancio prive di risorse anche per fare nafta e sicuramente anche per pagare gli stipendi al suo personale. Tutto questo per l’Assessore è argomento di poca importanza se, come è avvenuto, con una baldanzosa ritirata ha preferito affrontare altri temi in altre sedi!

Intanto i problemi sul tappeto sono tutti aperti; elenchiamoli ancora una volta: le richieste di riesame del Piano Orario per tutelare le fasce di garanzia dei pendolari, gli abbonamenti e le regole per il rilascio degli stessi e per il riconoscimento di essi da parte di tutti gli armatori e su tutte le tratte, il tanto decantato carnet da 20 biglietti e l’integrazione negata, il biglietto unico terra-mare, le corse OSP negate nei giorni festivi in contrasto con la volontà deliberativa, i piani emergenziali per sopperire la mancanza prolungata di navi, gli sportelli d’ascolto in ogni scalo, il raccordo intermodale tra la Cumana e la partenza da Pozzuoli per le isole flegree; le corse relative al porto di Mergellina che registra la furbizia armatoriale sia in riferimento alla tariffa maggiorata per le residuali, sia in riferimento a corse OSP con passaggi non previsti; Carte dei Servizi generiche e non corrispondenti agli obblighi sottoscritti (responsabile di scalo, piano per l’emergenza, .. ); la lentezza dell’intervento regionale per prevenire e reprimere ogni abuso, …

Il detto incontro – che registra l’assenza del Presidente della IV Commissione Regionale Domenico De Siano ed anche un irresponsabile ed irriguardoso atteggiamento dell’Assessore nei confronti del costruttivo apporto dato alla discussione dai sindacati – avremmo potuto definirlo totalmente inutile se il funzionario regionale (oggi anche ispettore del mare) Domenico Aiello ed il neo nominato Direttore dell’Acam ing. Sergio Negro non si fossero assunti l’impegno di convocare tavoli specifici, uno per il mare ed uno per le questioni a terra, nei prossimi giorni per dipanare ogni questione. Siamo ancora una volta ottimisti nell’augurarci che le loro intenzioni e la loro buona disponibilità, espresse a conclusione dei lavori, trovino il convinto consenso dell’ineffabile Sen.Vetrella.

La politica ha anche il compito di orientare l’Assessore quando quest’ultimo mostra poco attaccamento per il confronto e per le problematiche “ spicciole”. In questo il nostro disappunto con le forze politiche che siedono nel Consiglio Regionale e nei confronti dei nove Sindaci del Golfo di Napoli che nulla fanno per stare in campo al momento opportuno.

Nicola Lamonica

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