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Brunetta: “Gli studenti sono guerriglieri”…nella giungla della scuola

Dai diciamocelo in fondo se lo sono meritati. Questi che si nascondono nella giungla fatta di cattedre, banchi e lavagne, che si uniscono per studiare… tecniche di assalto innovative, che agli zaini sostituiscono cinture imbottite di tritolo, che alle manganellate rispondono con il lancio delle scarpe. Guerriglieri!!! Un grido si alza dal Governo e a lanciarlo è lui, il Ministro più amato dagli statali, Brunetta.

“Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda” ha detto il Ministro riferendosi alle manifestazioni di ieri in tutta Italia e in particolare dopo gli scontri della sapienza e continua con un tono più da capo dell’esercito di un paese in guerra con: “Sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri”.

Insomma un gruppo di ragazzi che protestano, anche in maniera forte contro una legge del Governo, è trattata come se fosse in guerra, e poi chiedono di non alzare il tono. Mantenere i toni bassi è quello che quotidianamente dicono politici, e poi un Ministro della Repubblica usa toni del genere.

Si può tranquillamente dissentire da quello che l’Onda dice e fa, ma non lo si fa con dei toni che toccano la provocazione o si rischia di tornare alle tremende parole di Cossiga dei primi tempi di movimento degli studenti. La cosa tremenda è il silenzio del Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, seduta accanto al Ministro della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, durante la conferenza stampa sui temi della scuola .

Ieri c’erano stati degli scontri tra polizia e studenti dopo che l’Onda aveva cercato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine per proseguire fuori dalla Sapienza la loro protesta. Una manifestazione illegale a seguito dell’ormai famosa legge sui Cortei, sottoscritta dal Comune di Roma e dalle diverse parti sociali (non gli studenti ovviamente).

Dure le parole dell’ex Ministro dell’Istruzione Fioronoi che chiede alla Gelmini le scuse a nome del Governo ricordando come “gli studenti rappresentano il futuro di questo Paese e che ascoltarli e dare risposte anche quando protestano, senza mai giustificare le violenze, è un dovere”.

Il dissenso non fa parte della politica di questo Governo sembra, e questo è l’ennesimo esempio. Si è scelto di evitare il dialogo con le parti in causa, gli studenti, e quando questi protestano portando delle motivazioni, giuste o sbagliate che siano, invece di rispondere nel merito (e sono passati mesi da quando il movimento ha chiesto al Ministro incontri e spiegazioni) si gioca ancora una volta la carta della durezza e dell’intransigenza.

Soffiare sul fuoco non serve a nessuno o almeno non dovrebbe servire a nessuno, ma ci rimbombano nella testa le parole di Cossiga.

Inutile chiedere le dimissioni, come hanno fatto quelli dell’Unione degli studenti. Le dimissioni le si potrebbero chiedere quando qualcuno fa un errore, ma il Ministro è pienamente consapevole di quello che ha detto e non voleva dire altro. Lui a differenza di altri non smentisce quello che dice.

Foto: www.radiodiaconia.it

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