Buon viaggio Michele

Di Giacomo Retaggio

PROCIDA – La vita, a volte, è crudele, ti gioca dei tiri che ti fanno ricredere su tutto. Stasera dovevo andare presso la sala Pio XII alla Chiaiolella per la presentazione del libro di Michelino Romano “Pensieri itineranti”, ma dieci minuti fa mi è arrivata la notizia che l’autore è morto. Per me è stato un colpo. Volevo bene a Michelino e sapevo quanto ci teneva per questo suo lavoro. Tutti sapevamo che stava male e la preparazione, la stampa, l’impaginazione di questo libro è stata una corsa contro il tempo. Queste cose me le ha riferite l’editore Fioranna che ha pubblicato il lavoro. Ma il Signore non ha voluto che le cose andassero come stabilite. E’ proprio vero: l’uomo propone e Dio dispone! Io ci sono rimasto molto male perché ero molto amico di Michele Romano, fin dai tempi in cui erano vivi i suoi due zii preti, don Liberino e don Salvatore Romano. Su questa sua parentela lui ci scherzava e si definiva “un uomo biprete”, proprio in virtù di questa sua doppia parentela pretesca. Soprattutto come suo zio Liberino lui era un filosofo e dava un’interpretazione filosofica alla vita e alla realtà che ci circonda. Qualcuno, a sentire questo, potrebbe arricciare il naso, ma la filosofia, oltre ad essere la “regina delle scienze” impregna il nostro vivere quotidiano sena che noi ce ne rendiamo nemmeno conto. Il libro si intitola “Pensieri itineranti”, edizioni Fioranna. E’ una raccolta di pensieri, riflessioni, 0pinioni che lui aveva sviluppato negli anni. Difatti le pagine sono scaglionate lungo il corso del tempo, dal passato al presente. Quante discussioni ho avuto con lui in tutti questi anni! Da giovane frequentavo la casa di suo zio Liberino con il quale lui abitava. La madre ci accoglieva sempre lieta, mai un cenno di fastidio. In quella casa si respirava cultura ed allegria. Don Liberino era il regista, noi gli attori. Caro Michele chi potrà mai dimenticare quelle giornate a casa tua! Adesso tutto è finito. Tu continuerai a discutere con gli angeli e i Santi in un ambiente, il Paradiso, in un’atmosfera quasi dantesca.  Ti ricordi le nostre discussioni sulla “prova ontologica si San Tommaso per dimostrare l’esistenza di Dio? Altri tempi, caro Michele! La tua era una filosofia aderente ai nostri giorni perché, dicevi, “L’uomo senza filosofia non può vivere, anche se spesso non se ne rende conto”. Ed io sono d’accordo con te. Quella di stasera, 3 novembre 2022, sarebbe stata una bella serata presso la sala Pio XII; una serata ricca di stimoli, di discussioni, di pareri contrastanti. e tu saresti stato lieto perché il tuo motto era “uomini siate, non pecore matte …..fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”. Ma il Signore ti ha chiamato prima! E noi non conosciamo i fini di Dio. Caro Michele, riposa in pace. Ah! Un’altra cosa ti devo dire: salutami tuo zio, don Liberino. Io, da parte mia, abbraccio tua moglie, le tue figlie e tua sorella. RIP

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