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Raffica di perquisizioni sull’asse Ischia Procida. L’ipotesi di reato è di circonvenzione di incapace.

Sbarcano in massa i carabinieri del Nucleo operativo del Comando provinciale.

FONTE IL  GOLFO – Guidati dal maggiore massimo responsabile del Nucleo e dal pubblico ministero Graziella Arlomede. Indagini che servono a chiarire se vi sia stata la circonvenzione di un uomo proprietario di diversi immobili tra Casamicciola e Procida. Tutte le operazioni sono durate diverse ore per la gran mole di manoscritti rinvenuti soprattutto a Ischia. Tra gli indagati anche un dipendente della pubblica amministrazione di cui non si conoscono al momento le generalità
( 18-7-2009 ) Napoli – C’è stata una contemporaneità di perquisizioni disposte sull’asse Ischia-Procida e che ha visto la presenza, soprattutto nell’isola di Graziella, del sostituto procuratore della Repubblica Graziella Arlomede. Con lei sono giunti i militari del Nucleo operativo del Comando provinciale di Napoli coordinati da un maggiore. L’alto ufficiale e il pubblico ministero si sono fermati prevalentemente nell’isola di Procida, mentre altri militari coadiuvati da un maresciallo aiutante maggiore, si sono recati in un’abitazione di Casamicciola. Al fine di rivenire materiale utile alla indagine che è coperta da stretto riserbo. Queste le notizie che sono trapelate dalle indagini, che si appalesano molto delicate per le persone che ne sarebbero coinvolte. C’è una voce che sussurra che nel registro degli indagati sarebbero iscritte tre persone e chi invece ne riferisce solo due. Come mai tanto “clamore” e spiegamento di forze per svolgere una indagine simile? Di mezzo vi sarebbe la suddivisione di alcuni beni immobili di grossa rilevanza e soprattutto altri beni utili. Si sussurra, sempre in ambienti giudiziari, che vi sarebbe anche una somma di denaro che sarebbe stata divisa al momento della morte del legittimo proprietario. Così come pure di oggetti d’arte di grosso valore commerciale. L’ipotesi che attualmente viene contestata è di circonvenzione di incapace. E’ la ipotesi che trapela nel segreto delle indagini, ma appare un po’ poco per la determinazione con la quale la magistratura si è mossa, chiamando finanche il Nucleo operativo e un ufficiale che coordina le attività. Una struttura della Benemerita che si occupa di indagini delicatissime e quelle soprattutto nei confronti della malavita organizzata. Da quanto si è appreso ci sono volute più di tre ore per scartabellare l’intera mole di carte che sono state rinvenute in questa abitazione di un uomo abbastanza anziano ed amico molto stretto di colui che è deceduto qualche anno fa e con cui divideva buona parte della giornata. Questo rapporto avrebbe consentito all’indagato di poter ottenere dall’amico due appartamenti, di cui uno a Casamicciola e l’altro a Procida. I carabinieri del Nucleo operativo sono stati diverse ore a frugare per la casa per trovare elementi utili per consentire al pm Arlomede di avere le idee più chiare su questa vicenda. In particolare sono stati prelevati alcuni fogli di carta su cui erano scritte delle frasi. Il più delle volte delle riflessioni su quanto accadeva nella giornata. Alcune scritte da chi oggi non c’è più ed altre dall’indagato abbastanza anziano. E’ stato fatto quindi un elenco minuzioso di tutto quello che è stato rinvenuto, anche e soprattutto questi oggetti, soprattutto quadri raffiguranti alcune nature morte e paesaggi, che sarebbero stati realizzati dal proprietario che li avrebbe poi donati all’amico. Il tutto si concentrerebbe su una denuncia presentata, in cui si asserisce che quest’uomo sarebbe stato circuito da questo amico e da altre persone di Procida, di cui uno riveste anche un ruolo nella pubblica amministrazione. Siamo soltanto a delle voci, non c’è un vero e proprio riscontro oggettivo che consenta al cronista di avere la prova certa e genuina per indicare i veri obiettivi di questo blitz in massa della Procura. E’ solo certo che l’ipotesi di accusa si poggia prevalentemente sulla circonvenzione di incapace. Per una “distribuzione” di beni mobili e immobili a più persone che sarebbero venute in contatto con il ricco proprietario. Mentre si procedeva alla perquisizione a Casamicciola, il pubblico ministero con il maggiore dell’Arma dei carabinieri procedevano a eseguire una perquisizione nell’ufficio del dipendente della pubblica amministrazione e successivamente si trasferivano presso l’abitazione ove vive con la famiglia. Al fine di rinvenire elementi che potessero quantomeno chiarire questo episodio. I carabinieri che hanno lavorato a Casamicciola si sono quindi spostati sull’isola di Procida insieme all’anziano uomo per iniziare la perquisizione nella abitazione utilizzata per determinati periodi dell’anno dallo stesso indagato. Da quanto si è appreso, sarebbero stati prelevati dei documenti ritenuti importanti e comunque che potrebbero chiarire quale fosse il rapporto che intercorse tra l’intestatario di questi beni e coloro che ne hanno ricevuto benefici. Bisogna capire se quelle donazioni sono state fatte nella pienezza delle facoltà mentali. O se invece il tutto sarebbe avvenuto con una circonvenzione tesa ad impossessarsi di alcuni beni senza che vi fosse la manifesta volontà. E’ quello di cui si lamentano alcuni dei denuncianti. Il pm Graziella Arlomede ha comunque nelle mani l’atto notarile con il quale si esprime la volontà di cedere alcuni beni, in che modo e che quantità. E soprattutto quei beni mobili che sono ritenuti i più “succulenti”. Tutte le operazioni sono durate diverse ore, tanto che si sono concluse nella tarda serata di giovedì a Procida. Dopo questo passaggio verso Casamicciola che è durato oltre tre ore e mezza e che ha impegnato i carabinieri che si sono trovati di fronte un’abitazione abbastanza grande e una marea di carte poste in ogni angolo, il che ha costretto a redigere un verbale di sequestro molto minuzioso per descrivere cosa stessero prelevando, di chi era il manoscritto, a cosa si riferisse ed altro anche per agevolare il lavoro del magistrato che dovrà occuparsene in questi giorni. Le indagini sono comunque all’inizio e non si può dire allo stato che vi sia effettivamente un’attività tesa a circuire una persona anziana al fine di “fottergli” la proprietà. L’accertamento ovviamente si estenderà nell’ascoltare il notaio, che dovrà chiarire se quando ha recepito la volontà del donatore questi fosse nella pienezza delle proprie facoltà mentali. In questi casi il notaio pone una serie di domande per capire se effettivamente è in grado di intendere e di volere e lo fa dinanzi ad alcuni testimoni che perlopiù sono suoi dipendenti. E’ chiaro che se l’atto è stato fatto secondo i crismi della legge, nessuno degli attuali indagati può preoccuparsi più di tanto di rischiare di essere sottoposto a processo penale. Se così fosse, ne verrebbe coinvolto colui che ha sottoscritto la volontà del donatore. E come è consuetudine in questi casi, la polizia giudiziaria dispone una serie di sommarie informazioni sentendo i medici che hanno tenuto in cura l’uomo che ha lasciato tutto quel ben di dio. Al fine di recepire notizie utili per chiarire se la patologia di cui soffriva nel periodo in cui è stato firmato l’atto notarile fosse tale da consentirgli di avere una piena e cosciente volontà e un autocontrollo tale da essere sicuro di quello che stava sottoscrivendo. Solo dinanzi a questi risconti chiari e determinanti si può arrivare alla totale conoscenza della penale responsabilità o meno per gli attuali indagati.

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