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Caro Romolo

romolo runciniCaro Romolo,

tu  non ci sei più, ma io voglio scriverti queste righe come se fossi ancora tra noi. Rivedo la tua testa con i capelli bianchi arruffati, i tuoi occhi celesti di bambino, il tuo sorriso schietto e contagioso, la cravatta in disordine, la tua andatura rapida e solenne ad un tempo.

Sono cinque anni da che sei andato via da Procida, ma è come se fossero trascorse poche ore. L’ultima volta che ci siamo sentiti per telefono è stato qualche mese fa e la tua voce era brillante ed entusiasta come sempre. In sottofondo sentivo la voce di Giuliana, tua moglie, che come al solito interferiva dando consigli o redarguendoti su quello che dicevi. Tutto come sempre.

Lei aveva sempre qualcosa da ridire su di te: la giacca ti pendeva male, eri spettinato, i pantaloni erano gualciti e tante altre cose. E tu ascoltavi in silenzio con la tua espressione fanciullesca, per nulla infastidito, perché sapevi che lei ti voleva bene. E come si poteva fare a non volerti bene? Ricordo le sere d’inverno che sei venuto a casa mia per le riunioni di “Rocca”, con don Michele ed altri amici, ed il tuo eloquio forbito e colto ( complice il cognac) ci trasportava in un’altra dimensione. Tu sei stato l’ultimo  vero intellettuale, dopo Moravia, Elsa Morante, Cesare Brandi, ad essere approdato a Procida. Perché tu eri sinceramente innamorato di Procida.

L’isola ti piaceva soprattutto d’inverno quando dal terrazzo di casa tua osservavi le onde del mare della Chiaia agitato per il vento di scirocco. O quando passeggiavi sul lungomare della Chiaiolella e gli spruzzi di acqua salata portati dal ponente ti bagnavano la faccia. Tu eri un uomo dalla cultura eccezionale, docente universitario, autore di diverse pubblicazioni, ma dentro eri rimasto un bambino. Eri avvolto nel mondo del “fantastico” che con il tempo era diventato la tua vera ragione di vita. Non tutti hanno compreso il tuo valore ed i tuoi intenti e di questo hai sofferto. E ti sei anche arrabbiato.

Ma poi ti sei assuefatto anche alle delusioni perché in te l’amore per Procida veniva prima di tutto. Ricordo la prima volta che venni a casa tua, palazzo Ferraioli, via Marcello Scotti, ultimo piano. Mi sembrò di essere entrato in un altro mondo, un “mondo fantastico” per l’appunto: le pareti erano rivestite tutte ( ma proprio tutte!) di libri. Migliaia di libri. Nei giorni precedenti mi avevano riferito:” Sai, sta per venire a Procida un professore che si trasporta dietro un TIR carico di libri!” Sinceramente non ci avevo creduto, ma adesso mi dovevo ricredere. Le cose stavano veramente così.

Ed un’altra cosa mi colpì: una stanza piena, ma strapiena, di giocattoli. Giocattoli di epoche passate, dal trenino di legno al cavalluccio, dall’arlecchino di latta al carillon con la ballerina e tanti altri. Un altro tuffo in un mondo di un “fantastico” passato, pensai. Quanto ti devo, caro Romolo! Ogni volta che discorrevo con te ne uscivo arricchito. Eri prodigo di consigli nei miei riguardi: quando ti sottoposi in visione il manoscritto del mio libro sulla rivoluzione del ’99 a Procida, tu mi suggeristi che il titolo  doveva essere “U viso!” per richiamare l’attenzione sul condannato che davanti al boia si manteneva con la testa abbassata. Di questo libro mi hai anche scritto la dotta prefazione. Di un altro mio libro, “L’acqua del mare è salata”, mi volesti fare la presentazione. Ricordo ancora le facce estasiate nel sentirti parlare di quelle persone che gremivano piazza dei Martiri, quella sera.

Che amico eri, caro Romolo! E che aria di pulizia, di onestà intellettuale, di entusiasmo, di signorilità emanava da te! Eh si, sei stato l’ultimo vero signore degno di tale titolo… Riposa in pace.

Giacomo  Retaggio

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2 commenti

  1. grande dott retaggio…….tutto azzeccato del prof……grande persona uomo coltissimo che ricordo ancora quando passava per piazza dei martiri e veniva a comprare i giornali nella mia tabaccheria……lo conoscevo così, di vista come suol dirsi……qualche volta abbiamo scambiato due parole, e da ciò che diceva traspariva tutto il suo sapere
    PROCIDA HA PERDUTO UN ALTRO AMANTE………CHE DIO L’ABBIA IN GLORIA

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