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Cenerentola e la forza dirompente del mare

Di Miriam Colturi

PROCIDA – Le isole dell’arcipelago campano, Capri, Ischia …e Procida, vengono menzionate, di solito, in questa successione, non casualmente o nel rispetto del mero ordine alfabetico, bensì per il valore che viene loro attribuito dall’immaginario collettivo, in termini di prestigio e di fascinazione.

In quest’ottica, Procida presenterebbe qualche analogia con la Cenerentola della favola, anche lei bella quanto le sorellastre, più virtuosa di loro, relegata, tuttavia, a ruoli subalterni, perché  priva di relazioni familiari e di parentele illustri, in grado di valorizzarla adeguatamente.

Eppure, Procida può annoverare al suo attivo e sul suo territorio, la presenza, alquanto assidua, di figure di spicco del jet-set e del mondo delle riviste patinate. C’è una foto, che, ogni tanto, fa capolino da qualche parte, a testimoniare l’audacia di alcuni, che, superando imbarazzo e ritrosia, hanno voluto farsi immortalare con una personalità del calibro di Luca Cordero di Montezemolo, il quale, come altri “vips”, è frequentatore abituale dell’isola, di cui apprezza e gode la possibilità di privacy, rigorosamente protetta dal naturale riserbo degli autoctoni.

È fuori dubbio che questo tipo di clientela adduca lustro al turismo isolano, ma, non va taciuto, peraltro, come la precipua ricerca di anonimato che ne motiva il soggiorno, mal si concili con l’eventuale vantaggio che se ne potrebbe trarre ai fini della visibilità e della promozione pubblicitaria, come accade per le più note sorelle, dove notizie relative ad ospiti famosi vengono ampiamente diffuse e conclamate. Ma va bene così, anche se poi capita che, tra i crolli drammatici delle coste ed il penoso contrarsi degli arenili, le “risorse” paesaggistiche si vanifichino nella generale indifferenza, mentre il giovane sindaco sul quale convergono tante aspettative, in un tale frangente, la cui soluzione si configura con un’assoluta, vitale priorità, debba limitare il proprio ruolo e le funzioni che lo esplicano, ad un necessario, quanto banalmente scontato, reperimento di zone a rischio delle quali interdire l’accesso ai visitatori, mediante l’affissione degli appositi divieti.

I bene informati tendono ad attribuire superficialità ed inadempienze al grave deficit finanziario che affligge le casse comunali e che pregiudicherebbe, dunque, l’adozione dei provvedimenti del caso, ritenuti troppo onerosi sul piano economico. D’altronde, il problema è realmente serio, così come serio è il doversi, inevitabilmente, confrontare, prima o poi, con la maestosa solennità del mare, la cui forza dirompente, si sa, ignora i debiti e non ammette deroghe.

 

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2 commenti

  1. Non tutti i cosiddetti “vip” si nascondono. Per esempio le scorse settimane su “Repubblica.it” c’era una bellissima video intervista di Alessandro Baricco fatta da una sua abitazione a Procida

  2. Considerare Procida la minore isola tra le tre eccellenti consorelle è, come definire di minore rilievo un quadro di dimensioni ridotte rispetto ad uno simile più grande . .. Piuttosto bisognerebbe adeguare le naturali e/o procurate risorse locali ad un livello decoroso che, garantisca a ogni ospite una adeguata assistenza sul territorio … non sempre elargita . Questo è il compito riservato alla giunta comunale che, dovrebbe adeguarsi alle aspettative legittime d’ogni ospite o residente sull’isola . Per ciò ben vengano i gruppi di cittadini ” attivi ” in tal senso pur che, non si limitino a dibattere questioni che richiederebbero rimedi immediatamente attivi e, sopratutto buona volontà d’ accordarsi senza fazioni di colori e/o di valori dissimili !

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