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Cetraro. Condannati i pescatori bracconieri che aggredirono il consigliere nazionale dei VAS Emilio Quintieri

Condannati a quattro anni e mezzo di distanza dai fatti, dopo un lungo processo che si è protratto per varie udienze
dinanzi al Giudice di Pace di Cetraro Elisabetta Pelaia. Non si tratta di pericolosi criminali, ma di due pescatori del posto, P.M., classe
1979 e P.M.E., classe 1955, padre e figlio, che nel maggio del 2007, in concorso tra loro, offesero l’onore ed il decoro di Emilio Quintieri, Consigliere Nazionale dell’Associazione Verdi Ambiente e Società Onlus (Vas) minacciandolo con espressioni in dialetto calabrese (“ti uccidiamo, te la faremo pagare, lordo, merda”) e gli cagionarono, colpendolo con pugni e calci, lesioni personali volontarie guarite nel decimo giorno. Il Procuratore della Repubblica di Paola Luciano D’ Emmanuele aveva disposto la citazione a giudizio degli imputati contestandogli la violazione degli Artt. 110, 594, 612 c. 1 e 582 del Codice Penale. I fatti venivano ascritti anche ad un’altra appartenente alla locale marineria T.R., classe 1979, parente degli altri imputati, per la quale è stata emessa sentenza di non doversi procedere per essere il reato estinto per avvenuta rimessione della querela da parte di Quintieri durante la fase dibattimentale e contestuale accettazione
dell’imputata che, nell’occasione, aveva chiesto scusa all’ ambientalista dinanzi al Giudice. Il Vice Procuratore Onorario Elvira
Gravina aveva chiesto di dichiarare estinto il reato nei confronti dell’ imputata T.R. per intervenuta remissione di querela con relativa accettazione mentre per gli altri imputati P.M. e P.M.E. di condannarli al minimo della pena. L’Avvocato Francesca Occhiuzzi, difensore e procuratore speciale di Quintieri, aveva chiesto la condanna degli imputati (eccetto la T.R.) ed in accoglimento della costituzione di parte civile condannarli al pagamento di Euro 5.000,00 ed alle spese di giudizio. L’Avvocato Alfonso Mungiguerra, difensore d’ufficio degli imputati, chiedeva per mero scrupolo difensivo l’assoluzione degli imputati ed in subordine la loro condanna al minimo di pena come richiesto dal P.M. All’esito dell’istruttoria dibattimentale “appare provata la responsabilità degli imputati P.M. e P.M.E. per i reati loro ascritti in quanto sono emersi elementi sufficienti ad integrare gli estremi della condotta nell’episodio contestato.” I testimoni hanno dichiarato “senza contraddizioni di avere assistito alla scena” ed in particolare di “avere visto gli imputati malmenare il Quintieri con calci e pugni dopo averlo buttato per terra e dopo una discussione”.
Anche la persona offesa confermava “con dovizia di particolari” quanto effettivamente avvenuto nella pubblica piazza del Borgo San Marco. “ … la prova della colpevolezza scaturisce dal raffronto delle dichiarazioni di tutti i testimoni dalle quali emerge indiscutibilmente il comportamento violento degli imputati ed il concorso nell’azione.
Nessuna prova a discolpa è stata addotta, dal difensore degli imputati, idonea a neutralizzare gli elementi a carico per cui alla ritenuta responsabilità per il fatto che ha causato danni alla persona offesa consegue la condanna al risarcimento del danno. La persona offesa ha diritto ad essere risarcita dei danni patrimoniali e non in conseguenza dell’aggressione subita. In particolare a Quintieri Emilio deve essere riconosciuta una invalidità temporanea assoluta di giorni 7 quantificata in Euro 315,00 a cui deve essere aggiunta la somma di Euro 300,00, su base presuntiva, per il dolore e la sofferenza patiti in seguito all’aggressione nonché un risarcimento di Euro 500,00 per i danni morali in conseguenza delle offese arrecatogli in un luogo pubblico.” Il Giudice Pelaia con la Sentenza nr. 23/11 depositata il 7 Dicembre scorso ha quindi dichiarato gli imputati P.M. e P.M.E. responsabili dei reati loro ascritti e concesse le attenuanti generiche li ha condannati al pagamento di Euro 516,00, in solido, di multa oltre al pagamento delle spese processuali. Li ha condannati, altresì, al risarcimento dei danni materiali e non quantificati nella somma di Euro 1.115,00 nonché al pagamento delle spese e competenze di giudizio complessivamente liquidate nella somma di Euro 1.000,00 di cui Euro 600,00 per diritti ed Euro 400,00 per onorari oltre Iva e Cpa come per legge. Sono contento dell’esito del processo – dichiara l’ex Consigliere Nazionale dei Vas Quintieri – perché i pescatori, anche con delle querele, hanno cercato di farmi passare da vittima a carnefice.
Purtroppo per una di queste querele sono finito a giudizio come imputato (ingiuria e percosse) ma l’istruttoria dibattimentale
effettuata ha chiaramente dimostrato la radicale infondatezza e calunniosità delle accuse rivoltemi. E per questo sono in attesa della
sentenza prevista per il prossimo 27 gennaio salvo ulteriori rinvii. Un pubblico ringraziamento – conclude Quintieri – è doveroso farlo al mio difensore di fiducia Francesca Occhiuzzi per la professionalità espressa nel trattare i numerosi processi che mi vedono protagonista. L’aggressione perpetrata ai danni del noto ambientalista cetrarese era avvenuta a causa della sua grande attività di contrasto alla pratica della pesca ilegale con reti pelagiche derivanti (c.d. reti spadare) nel Circondario Marittimo di Cetraro portata avanti unitamente al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, Guardia Costiera ed i suoi Uffici Periferici nonchè il Reparto Ambientale Marino presso il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, all’epoca dei fatti, guidato dal Ministro On. Alfonso Pecoraro Scanio.

Cetraro lì 14 Dicembre 2011

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