PROCIDA – Nella giornata di ieri è venuto a mancare il dott. Alfonso Capodanno medico, imprenditore e non per ultimo politico che tra gli anni ’80 e ’90 ha ricoperto diverse cariche pubbliche. Tante le manifestazioni di affetto e di stima giunte attraverso i social a ricordo di uno stimato professionista e di un uomo concreto, per alcuni aspetto visionario, che senza tanti fronzoli arrivava giusto al dunque. Lo vogliamo ricordare riportando un post dell’amico, collega e coprotagonista di tanti momenti della vita politica della nostra isola dott. Giacomo Retaggio: “Caro Alfonso, ormai non ci sei più, ma per me sei sempre vivo e presente. E ti dico grazie. Ogni volta che mi stendo sul lettino della dialisi ( e lo faccio due volte la settimana da quasi due anni) penso a te perché tu fosti, una trentina di anni fa, ad avere l’intuito di impiantare un centro di emodialisi a Procida. E la cosa fu tanto più prestigiosa perché per la nostra isola rappresentava una soluzione all’avanguardia. Pensino, i nostri compaesani. che prima per la dialisi bisognava recarsi in terra ferma. E questo bisognava farlo sempre, d’estate e d’inverno, con il tempo buono e con il tempo cattivo. Chi si sottopone a emodialisi vive legato ad una macchina; basta non praticarla anche per poco tempo e si passa a miglior vita. Ricordo i drammi di qualcuno che doveva fare la dialisi e non poteva recarsi a Napoli perché, causa il mal tempo, i mezzi non passavano. Nella mia famiglia ho avuto uno zio, un fratello di mio padre, che si è sottoposto a dialisi per venti anni ed andava tre volte la settimana al Monaldi per sottoporsi al trattamento. A quei tempi tu non avevi ancora impiantato il Centro dialisi a Procida. Caro Alfonso, tu adesso non ci sei più e la tua assenza, per quanto dolorosa, rientra nell’ordine naturale delle cose: tutti dobbiamo morire; chi prima e chi dopo, ma tutti dobbiamo dare l’addio a questo mondo. Ma, se è vero e giusto che la vita di un uomo si misura in base alle sue opere, tu occupi un posto di primo piano nel ricordo dei tuoi simili e di tutti quelli che ti hanno conosciuto: tu con il tuo intuito hai prolungato la vita di molta gente, sottoscritto compreso. E scusate se è poco! Che la terra ti sia lieve, caro Alfonso!”.
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