Circomare Procida. Rafforzato il dispositivo di sicurezza in mare

COMUNICATO STAMPA

Ultimati i lavori di ordinaria manutenzione, la Guardia Costiera di Procida ha riarmato il mezzo minore GC 262 con personale militare in servizio presso la Sezione Unità Navali dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Procida. Rafforzato, quindi, il dispositivo di sicurezza a mare programmato dalla Guardia Costiera di Procida a partire dal prossimo week end, con il previsto pattugliamento congiunto del GC 262 sul lato di Levante dell’isola, lungo la congiungente Punta dei Monaci Punta Solchiaro, ed una dipendente motovedetta sul lato di Ponente, che affaccia sul canale di Procida. Decine le segnalazioni pervenute tramite il numero blu 1530 alla Sala Operativa della Guardia Costiera di Procida nella giornata di domenica 3 luglio u.s. con mirato riguardo alle località Corricella e Chiaia, tanto che l’intervento della CP 454, intenta in attività di esercitazione in zona, è stato praticato con difficoltà a causa del fitto reticolato di unità all’ancora.

“Le problematiche connesse al flusso dei diportisi sono ben diverse per i due versanti dell’isola” riferisce il comandante del porto, T.V. (CP) Flavia LA SPADA. “Dalla Corricella alla Chiaia riscontriamo molte segnalazioni afferenti ancoraggi sottocosta, mentre dalla spiaggia della Silurenza a Ciraccio siamo costantemente impegnati a far rispettare i divieti di ancoraggio per la presenza di cavi elettrici sottomarini, seppure al di là della zona di mare riservata alla balneazione”.

Da una parte, infatti, il Compartimento Marittimo di Napoli ha disciplinato con propria ordinanza la distanza di sicurezza dalla costa, vietando il transito e l’ormeggio delle unità da diporto all’interno dei trecento metri dalla linea di costa quando vi è presenza di arenile, ovvero di duecento metri se lo specchio acqueo è prospiciente una parete rocciosa. L’eventuale condotta trasgressiva è verbalizzata, ai sensi dell’art. 1174 del codice della navigazione, con sanzione amministrativa di 1032, 00 euro. Dall’altra, l’ordinanza n. 32/02 della stessa Capitaneria di porto di Napoli ha disposto il divieto di ancoraggio, di pesca, di ogni attività di recupero marittimo od altra forma di utilizzazione del fondale marino, nella zona di mare compresa dall’allineamento del molo di sopraflutto del porto di Procida alla vetta isola di Vivara. Benché sia riportato nella cartografia ufficiale, sulle carte nautiche 10 e 127 con il simbolo INT L “zona di cavi sottomarini” ed avvertenza per l’utente di consultare carte a scala maggiore ed il Portolano di riferimento, nonché sulla carta nautica 129 per esteso, il divieto in parola è uno dei più disattesi dai diportisti. A seguito dell’ultimo episodio di danneggiamento di alcuni cavi sottomarini nella tratta Ischia- Procida- Pozzuoli, la Prefettura di Napoli ha chiesto agli uffici marittimi di riferimento di intensificare l’attività di monitoraggio allo scopo di scoraggiare detto comportamento illecito. Proseguirà, inoltre, sino alla fine di agosto, ogni sabato e domenica, la concertata attività di vigilanza integrata della fascia costiera, mediante il pronto intervento sugli arenili dell’isola di una pattuglia mista composta da agenti della Polizia Locale e militari della Guardia Costiera. “Un servizio in più, nato dalla condivisione con la Guardia Costiera di obiettivi comuni, offerto dalle nostre Istituzioni ai cittadini ed agli ospiti dell’isola” ha commentato il Colonnello Giuseppe Trotta, comandante della Polizia Locale del Comune di Procida.

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