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Come ridurre i consumi energetici degli edifici?

La ricerca “energy-efficent buildings: heating and cooling equipment”, effettuata dall’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), mostra come le tecnologie quali solare termico, pompe di calore, immagazzinamento di energia termica e produzione combinata di calore ed energia per gli edifici hanno la capacità di ridurre le emissioni di CO2 fino a 2 miliardi di tonnellate (Gt) entro il 2050 – circa un quarto delle emissioni provenienti oggi dagli edifici – e risparmiare l’equivalente di 710 milioni di tonnellate di petrolio entro il 2050.

Gran parte del risparmio energetico potenziale individuato potrebbe essere raggiunto rapidamente, sia perché le tecnologie necessarie sono già disponibili, sia perché i sistemi di riscaldamento e raffreddamento vengono generalmente sostituiti dopo un utilizzo compreso tra i 7 e i 30 anni, mentre la vita degli edifici stessi dura mediamente da 30 a più di 100 anni.
In occasione della presentazione del rapporto, il direttore dell’AIE Bo Diczfalusy ha ricordato come l’efficienza energetica e le tecnologie a zero-emissioni possano offrire molte soluzioni a basso costo per ridurre il consumo di energia e il costo della bolletta al consumatore; dal momento che i trattamenti termici di aria e acqua incidono per circa la metà del consumo energetico totale di un edificio, adottando misure adeguate il risparmio potenziale risulta essere elevato.
La tabella di marcia consiglia i paesi OCSE di incentivare la sostituzione di impianti obsoleti negli edifici esistenti e l’installazione di impianti “puliti” di ultima generazione negli edifici di nuova costruzione. Ecco i quattro punti fondamentali per la realizzazione di questo processo:
– Sistemi solari termici attivi in cui l’acqua calda sanitaria viene riscaldata dal sole.
– Sistemi di riscaldamento e di produzione di energia combinati, che producono simultaneamente riscaldamento ed energia elettrica che può essere venduta alla rete.
– Sistemi a pompa di calore che consentono alta efficienza e producono calore o raffreddamento anche simultaneamente.
– Accumulo di energia termica, che facilita un uso maggiore di energia rinnovabile, consente il funzionamento ottimale di riscaldamento e raffreddamento e fornisce maggiore flessibilità nei sistemi di bilanciamento energetico.
Per rendere efficace la trasformazione delineata nella tabella di marcia, il numero totale di pompe di calore installate nel settore residenziale dovrebbe crescere da circa 800 milioni di oggi a quasi 3,5 miliardi nel 2050. La capacità termica solare aumenterebbe di oltre 25 volte il livello di oggi per raggiungere i 3 743 GWth, mentre la capacità di cogenerazione distribuita negli edifici sarebbe di 45 volte superiore al livello di oggi, raggiungendo i 747 GWe. Entro il 2050, metà di tutti i sistemi di riscaldamento e di produzione di acqua calda dovrebbero essere dotati di accumulo di energia termica. ( tratto da http://rugiadapoint.it/articoli/0706111207/solare-cogenerazione-pompe-di-calore-accumulo-ridurre-i-consumi-energetici-degli )

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