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Come uscire tra colpa e punizione

Di Michele Romano

Quando accadono circostanze tragiche, come l’attuale pandemia, dopo un periodo di panacea universale in cui, bontà, tenerezza, gentilezza, calore del fuoco familiare, cura dell’ ambiente, solidale, accorata partecipazione. Alla lotta degli eroici guerrieri ( medici, infermieri, volontari, forze dell’ordine, etc)  contro il pernicioso e delittuoso male invisibile, si passa nello spazio di un mattino, all’istinto bestiale di gettare la colpa su qualcuno, sull’altro al di fuori di noi.

A prescindere dal fatto che sia o non sia giusto, ciò tende a costituire quasi  la prioritaria fonte di sollievo dalle emozioni dolorose. Anche se c’è e non c’è  l’evidenza del bersaglio, il senso della perdita, del dolore viene trasferito nella raffigurazione dei capri espiatori.

Per di più, nelle tragedie planetarie, a colpe particolari, se ne aggiunge una generale, collettiva. Ciò sta accadendo nella polemica politica, economica, scientifica, socio-culturale e con toni sempre più volgari e virulenti nella informazione e comunicazione mediatica.

L’atto conseguenziale alla colpa diventa la punizione da affibbiare.

E qui entriamo in una dimensione oscura, indecifrabile, perché il campo di intervento non è chiaro, trasparente tanto da potere affermare, con nettezza, che si punisce per correggere, palesemente, chi ha sbagliato.

Al contrario, si scivola verso il rischio fondato di dare sfogo ad una punizione vendicatrice che,,.         Inevitabilmente, si riverbera, nelle sue modalità terribili e crudeli sulla moltitudine di soggetti gracili, deboli, precari, indifesi, invisibili del Globo terrestre.

Come uscirne?

Smettere il gioco stucchevole delle reciproche accuse e acquisire una limpida consapevolezza di trovarsi davanti ad una   alternativa esistenziale: assumersi il peso, l’onere della parte di colpa che ci tocca, oppure apriamo il cuore e la mente  al nostro libero arbitrio fino al punto di riconoscere che la questione della colpa perde spessore per il semplice fatto che tali accadimenti come tanti altri devastanti si trovano nelle Ruote della giostra della Madre Terra che gira.

Per cui il nostro impegno e compito è quello di attrezzarsi con umiltà, abnegazione solidale, competenze, senso pedagogico di servizio, ad essere pronti, attenti, fiduciosi ad affrontarli dentro un comune e pacifico destino

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Un commento

  1. Belle e sagge considerazioni da Michele Romano che, con lucidità e partecipazione non solo emotiva, ci conduce a ragionamenti che circoscrivono degnamente simili e dolorosi ..quanto inevitabili argomenti di cocente attualità !

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