Concerto della Banda musicale, che bella serata

di Giacomo Retaggio

PROCIDA – L’8 aprile 2023 il tempo non era dei migliori. Mentre salivo verso Santa Margherita per assistere al concerto della banda di Procida, una pioggerellina sottile ed un’arietta gelida mi facevano venire dei dubbi se era un concerto natalizio o del tempo pasquale. La chiesa era illuminata e nell’oscurità appariva come un faro di luce. Mi venivano in mente i monaci domenicani che la gestivano gli anni addietro. E mi chiedevo cosa avrebbero pensato vedendola oggi. Entrando in chiesa ho provato una sensazione di tepore. Ci voleva proprio! Il “golfo mistico”, vale a dire si suoni discordanti degli accordi dei vari strumenti per accordarli , riempiva l’ambiente di una sonorità molto spiccata. La sala si affollava gradualmente. Bella gente! Gli orchestrali vestiti di nero, seri, col papillon, Giuseppe Cascone prende la parola e tra le altre cose dice che sono quarant’anni che suona. All’anima! Come passa il tempo. In cuor mio gli auguro altri cento anni. Il maestro Franco Trio agita la bacchetta. Il concerto ha inizio.”Fantasy march of the Boyards” è il primo pezzo. una gradevole marcia di ambiente anglosassone. Segue “I pini di Roma” di Ottorino Respighi. Questo non è un brano facile; penso che abbia richiesto parecchia fatica da parte dei ragazzi. Lo stormire delle fronde, il vento che si infiltra tra i rami, la vita che si agita intorno a questi alberi sono resi musicalmente con una ricchezza strumentale ed un’abbondanza melodica piacevolissima all’ascolto , ma difficilissima da rendere. Il pubblico ha capito ed alla fine una vera “Stannding ovation” ha sommerso il maestro ed i suonatori. Bravi! Bravi! Bravi! Hanno fatto seguito altri brani: “Tre latin dances”, “Molly on the Shore”, El Camino Reel” . Tutte le esecuzioni sono state perfette. Alla fine, come risposta alle numerose richieste di bis da parte del pubblico, la banda si è esibita nella “marcia trionfale” di Aida. Ebbè! Che volete? come diceva quel poeta: “La musica è nostra, poi è eseguita con sentimento”. E così il pubblico è esploso in un applauso finale, intenso, liberatorio. E’ stata una bellissima serata! Una di quegli avvenimenti che ti riconciliano con il mondo, con la vita, con i tuoi simili. Mentre mi allontanavo dalla chiesa dopo il concerto, sempre sotto un’acquazzina fastidiosa e con gocce ungenti come punture di spillo spensavo che non ci sono ringraziamenti adatti per questi giovani suonatori, per il loro maestro, per tutta la schiera dei sostenitori. Questi giovani hanno superato il limite della sufficienza per approdare nella piena eccellenza. Prego il Padre Eterno affinché mi dia ancora qualche anno di vita per seguire questi ragazzi nel loro percorso artistico. Bravi! Bravi! Bravi!

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