Contratti a tempo indeterminato scuola – I sistemi di reclutamento del personale docente rilevano tutta la loro inefficacia

PROCIDA – Lo scorso 21 ottobre, si è tenuto un incontro di informativa tra i rappresentanti del Miur e le Organizzazioni sindacali, in modalità videoconferenza, avendo a tema “assunzioni a tempo indeterminato personale scolastico a.s.2022/2023”.

Su espressa richiesta delle organizzazioni sindacali del Comparto Istruzione, l’amministrazione ha effettuato una prima ricognizione dei contratti a tempo indeterminato stipulati per l’anno scolastico in corso per i diversi profili professionali (personale docente, educativo e ATA). Pur nella estrema parzialità dei dati illustrati (al momento comunicati solo in maniera informale), emerge in modo evidente che dei 94.130 posti autorizzati per l’immissione in ruolo del personale docente, se ne è assicurata la copertura per meno della metà. L’estrema frammentazione delle procedure, molte della quali tutt’ora in itinere, sta determinando un deciso ritardo nella registrazione dei dati complessivi. Per questo motivo, la stessa amministrazione si è riservata di inviare una rappresentazione grafica più puntuale, impegnandosi ad effettuare un ulteriore incontro (a distanza di un mese circa) per rilevare con maggiore precisione la situazione attuale e prospettica.

Decisamente più lineare la situazione che interessa il personale educativo e ATA.

Su questo versante, infatti, sono state effettuare le seguenti assunzioni:

collaboratori scolastici n.6.653 sui 6712 posti autorizzati

assistenti amministrativi: 2059 sui 2078 posti autorizzati

assistenti amministrativi: 611 sui 630 posti autorizzati

dsga: 71 – al momento sono state esaurite tutte le graduatorie di accesso al profilo

persone educativo: 45 sui 66 posti autorizzati

Alla luce di tanto, la Federazione Uil Scuola Rua rileva come le procedure di reclutamento del personale docente continuino a mostrarsi del tutto inadeguate sia nella loro strutturazione (troppo frammentate, in discontinuità con quelle precedenti, inutilmente selettive), che nel loro sviluppo temporale. Situazione resa evidente dal fatto che, a fronte di un elevato numero di posti disponibili, non si riesce ad assicurarne la copertura se non per una quota limitatissima dei posti, tutti peraltro, autorizzati. Situazione questa non nuova, considerato che un’analoga condizione si è già determinata negli anni scorsi. Per converso cresce il numero del personale precario chiamato a coprire i posti vacanti. Una situazione davvero intollerabile che rileva l’inadeguatezza delle procedure attivate, finanche difficili da monitorare e che vanifica i progetti di vita di un numero elevatissimo di personale scolastico continuamente alla ricerca di stabilità e di futuro. Paradossalmente, risulta di impossibile applicazione pratica la tanto teorizzata continuità didattica, i cui fautori si sono preoccupati di inserirla addirittura tra le misure incentivabili all’interno del PNRR, che viene continuamente disattesa proprio da queste procedure a dir poco fallimentari. I rilievi rilevati diventano ancor più comprensibili se comparati con la situazione del personale ATA.  Questo, infatti, dispone di un sistema di reclutamento lineare, alimentato da graduatorie continuamente aggiornate dall’anzianità di servizio e tale da ottimizzare tutti i posti autorizzati.

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