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Coro Polifonico di San Leonardo, che OMaggio

Di Giacomo Retaggio

PROCIDA – Chi si lamenta con il solito refrain: “A Procida non si fa mai niente!” è rimasto smentito la sera del 7 maggio u.s. dopo aver assistito al concerto che si è tenuto in Santa Margherita nuova. C’è stata l’esibizione del “Coro polifonico S. Leonardo” in simbiosi con l’”La chamber orchestra” che partecipa al festival di musica da camera che si tiene ad Ischia. Si tratta di una formazione orchestrale composta da musicisti di varie nazioni diretta dal maestro Peppe Carannante e di cui il Direttore artistico è il “nostro” maestro del coro Aldo De vero. Questi professori hanno fatto una puntata a Procida, portando il loro entusiasmo ed il loro amore per la buona musica. Ha prodotto un certo effetto in chi assisteva la presenza nella chiesa di un centinaio di persone, tra coriste e musicisti, sulle scale dell’altare e giù davanti ad esso. La “location” è splendida e sotto l’incalzare delle note e del canto l’atmosfera è diventata quasi surreale densa, come era, di lirismo e fraseggio musicale. Il canto e la musica danno soprattutto gioia e trasportano chi ascolta in una dimensione quasi ultraterrena. E questa gioia la si vedeva sui volti di questi musicisti che, ad onta della consuetudine del suonare tutti i giorni, era come se suonassero la prima volta. Alcuni di essi erano avanti cogli anni, ma nei loro occhi si avvertiva l’entusiasmo di una giovinezza, forse, ritrovata. Questo è il segreto della musica! Scrive Riccardo Muti nel suo libro che “ quando si affrontano autori come Mozart,Verdi, Beethoven, si entra in contatto con qualcosa che racchiude delle verità, a volte anche imperscrutabili, e si rimane sgomenti rendendosi conto che dietro a delle note apparentemente semplici si nasconde l’universo intero, con la sua armonia.”L’entusiasmo prodotto dalla buona musica e dal bel canto è contagioso e si è trasmesso  rapidamente al pubblico che affollava la chiesa facendolo esplodere in un applauso pieno, spontaneo, scrosciante, quasi liberatorio della gioia che ogni ascoltatore aveva dentro di sé. Il coro ha dialogato con l’orchestra in modo ineccepibile. I brani di Mendelsson, Brahms, di Mozart, di Faurè, di Frisina sembravano calare sull’ascoltatore dall’alto, volteggiare nell’ambiente e risalire in un’altra dimensione. Il massimo della suggestione si è raggiunto (forse perché chi scrive ha un debole per questa composizione ed avverte un brivido lungo la schiena ogni volta che la sente) quando il Coro, con il supporto dell’intera orchestra e dell’organo di Elio Di Bernardo, ha eseguito “And the mother did weep”di Jenkins . Una piacevole sorpresa è stata la scoperta che Aldo De Vero sa anche cantare. Ad un certo punto ha ceduto la bacchetta di direttore al suo omologo Peppe Carannante, si è intrufolato tra le coriste ed ha fatto sentire la sua voce baritonale. Complimenti a lui! Un altro momento di pura emozione e di divertimento si è avuto quando l’orchestra ha eseguito la “Sinfonia degli addii” di Hydn. E’questa una composizione in cui durante l’esecuzione gli orchestrali, ad uno ad uno, si alzano, spengono la candela sul leggio e si allontanano, simulando una sorta di addio, finché non ne rimangono due soli. Peccato che nella sala, data l’ora pomeridiana, c’era troppa luce ! Gli ultimi due pezzi eseguiti sono stati del repertorio classico napoletano: “O sole mio” e “‘u surdato nnammurato”. Applausi a gogò e spontaneo, inevitabile coinvolgimento del pubblico che batteva il tempo con le mani secondo i canoni classici della tradizione partenopea. Una chicca di questo splendido pomeriggio è stata l’esposizione di un vestito alla procidana confezionato da Gerardina Lubrano. Una sorta di ambasceria di Procida nel mondo. Verso quel mondo multiculturale in cui il “Coro polifonico di S. Leonardo” sta proiettando l’isola. Grazie e complimenti!

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