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Critical Mass Procida: Lettera aperta all’Associazione Cicloverdi Napoli

critical mass procida 22-08-08

E’ ancora attialità la vicenda dei ciclisti della Critical Mass Procida, multati dalla polizia municipale dopo la passeggiata in bici del 22 agosto, non fosse altro per il fatto che dopo i primi 6 cittadini riconosciuti e notificati dopo più di 10 giorni  – i partecipanti ricordiamo erano più di 30 persone – sono arrivate altre due multe con un mese di ritardo, facendo salire ad 8 i ciclisiti trasgressori. Per avere notizie sulla Critical Mass Procida cliccate su Procida Critical Mass.

Abbiamo ricevuto da Marina Ambrosino anch’essa tra i multati, che fa parte tra l’altro del Coordinamento Cittadinanza Attiva, la lettera che ha inviato all’Associazione Cicloverdi che riportiamo qui di seguito.  La vicenda ha torvato l’attenzione di numerosi gruppi di Critical Mass in tutta Italia, moltissimi siti hanno riportato la notizia tra cui il sito nazionale Critical Mass Italia. La stessa F.I.A.B. (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) ha ricevuto una segnalazione da parte dei ciclisti procidani. Anche lo stesso blog di Beppe Grillo  nella newsletter “La rete del Grillo” , che viene inviata ai lettori tutte le settimane, nell’edizione del 9 settembre 2008 ha ripreso la lettera inviata da uno dei giovani procidani multati che  era stata pubblicata dal quotidiano Repubblica nella edizione nazionale. Titolo emblematico: “Via l’ICI. stangate alle bici”

Cari amici Cicloverdi,
noi siamo un gruppo di amanti della bici dell’isola di Procida, che ci ritroviamo il mese di Agosto, nella condizione di non poter uscire di casa, soprattutto con bambini e ragazzi, per fare una passeggiata in bici.
Forse non conoscete la nostra isola che ha una superficie di 4 Kmq circa con la quasi totalità delle strade che non supera la larghezza di 160 cm, tranne due provinciali di lunghezza inferiore ad 1 Km che però hanno una corsia sempre occupata dalle macchine in sosta.
Ci siamo chiesti spesso come risolvere il problema, ma la soluzione non è così facile, dato che è impossibile costruire o recuperare una pista ciclabile. A questo punto abbiamo pensato di promuovere, in maniera del tutto libera (con un semplice passaparola), una sorta di Critical Mass nostrana, anche se il termine non è appropriato per un gruppo che non supera le venti biciclette.

Fatto sta, e vengo al dunque, che il 22 agosto, un venerdì pomeriggio, ci riuniamo presso un giardino pubblico e decidiamo di partire tutti insieme, formando “un’entità da rispettare” nei confronti di automobilisti e motociclisti, sempre in corsa, sempre al limite del rispetto delle velocità consentite e assolutamente padroni della strada.
La nostra è una passeggiata senza fretta e senza polemica, ma iniziano le prime lamentele da parte dell’altro traffico, consistente in auto, taxi, microtaxi, motorini, pullman (e chi più ne ha più ne metta) che iniziano a strombazzare, a lanciare insulti, a passare molto pericolosamente anche sfiorando spesso le bici dei nostri figli sempre affiancati al margine destro della strada (figurarsi se noi genitori avremmo messo a repentaglio la vita dei nostri figli).
In Piazza della Repubblica, facciamo il giro della rotatoria, rispettando le precedenze, e ci fermiamo per un bicchiere d’acqua, e per permettere il defluire delle automobili.

A questo punto il vigile chiede se può aiutarci ma noi diciamo che saremo partiti di lì ad un minuto.
Continuiamo il giro che termina poi con canti e tammurriate nel giardino pubblico da dove siamo partiti.
Passa una settimana e ripetiamo l’esperienza che reputiamo comunque positiva, perchè in linea di massima, non ci è stato contestato nulla dai vigili e anche perchè comunque crediamo possibile un cambio di mentalità e una sensibilizzazione del cittadino al problema della sostenibilità del territorio.
Tutto sembra comunque andare senza particolari problematiche, se non il fastidio di chi sente di aver dovuto ridurre i limiti di velocità sempre sostenuti.

La sorpresa arriva a casa dove viene notificato, a solo otto persone alle quali non è stato mai chiesto un documento di riconoscimento al momento della presunta infrazione, un accertamento di violazione alle norme di circolazione stradale, riconducibile non al codice della strada ma, nientedimeno, ad un Decreto Legge n.66 1 bis del 22/01/1948.
La notifica recita così: “Quale promotore e partecipante alla manifestazione “Critical Mass- Special Summer”, unitamente a più persone riunite (ma non è detto chi e quante), con l’ausilio di biciclette ostruiva ed ostacolava la libera circolazione di veicoli e pedoni sulle strade ordinarie dell’isola di Procida. La violazione suddetta prevede l’applicazione di una sanzione che va da EUR 2500.00 ad EUR 10000.00 da parte del Prefetto di Napoli. L’infrazione non è stata contestata all’atto dell’accertamento perchè impegnati nel servizio di ordine pubblico reso precario dai manifestanti.”

Questa vicenda non finisce qui, abbiamo preparato un ricorso al Prefetto e daremo, per quanto possibile, eco all’accaduto (c’è già stato un comunicato Ansa e un articolo su Repubblica).
Certi della vostra solidarietà, vi invitiamo ad approfondire la questione.

Marina Ambrosino del Coordinamento Cittadinanza Attiva Procida

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