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DIVIETO ASSOLUTO SERALE: ANTICOSTITUZIONALE ED INGIUSTO

Di Geppino Pugliese

PROCIDA – ART. 16 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo LE LIMITAZIONI CHE LA LEGGE STABILISCE PER MOTIVI DI SANITA’ O DI SICUREZZA”.

Quindi, perchè il divieto assoluto è anticostituzionale?

Semplice! Perchè non sussistono le due motivazioni alla base della ordinanza.

I motivi sanitari non sono comprovati scientificamente da analisi di laboratorio che attestano il livello di inquinamento di p.p.m. di sostanze nocive.

I motivi di sicurezza sono del tutto arbitrari: “Basterebbe pensare che se ci fossero problemi di sicurezza dalle 19 fino alle due di notte, a maggior ragione, il divieto dovrebbe estendersi per tutto il giorno”.

Si capisce benissimo ch’è una misura SOLO PUNITIVA E ANTIPOPOLARE

Posso capire che il Sindaco, per ragioni di visibilità, adotti queste illegittime ordinanze capestro per i procidani, dimostrandosi duro e puro, ma, a mio parere, si mette sullo stesso livello di un altro ex sindaco che, per farsi pubblicità sui giornali e nelle tv nazionali, chiamò le “GUARDIE PADANE” per controllare il traffico a Procida, mortificando e declassando i VVUU locali: “UNA VERA E PROPRIA VERGOGNA”

Mettere un divieto totale la sera, significa mortificare la libertà di movimento dei giovani e non, che sono costretti, obtorto collo, a rimanere a casa a guardare la TV.

Come si può tarpare le ali a questa gioventù che ha voglia, durante l’estate, di potersi spostare da una parte all’altra dell’isola, e divertirsi come fanno tutti i giovani del mondo.

Bisogna avere tanta cattiveria e insensibilità per non recepire questi messaggi.

I Procidani tutti, giovani e anziani, sono PENALIZZATI DURAMENTE da questa decisione che, a mio parere, sfiora il ridicolo e LA FOLLIA TOTALE.

Eppure, basterebbe un po di sano realismo e di buon senso.

Mettere un inizio di divieto assoluto dalle 19.00, in pieno sole, con la gente ancora sulla spiaggia o dedite allo sport.

CON I NEGOZI COMMERCIALI ANCORA APERTI è PURA FOLLIA

Non ha nessun senso logico e razionale.

Il traffico deve essere sì sorvegliato e regolamentato ma, detto in termini medici :”NON  POSSIAMO AMPUTARE UN BRACCIO SE ABBIAMO UN GRAFFIO AD UN DITO” .

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12 commenti

  1. Angelo Salvemini

    La verita’ e’ soltanto nel saggio detto procidano di una volta………: “muscio nun ce trase…tuost me fa male”……

  2. Annarosaria meglio

    NON penso che sia una pratica punitiva , anzi e un bene per i ragazzi specialmente loro che non camminano un metro a piedi che gia” sono stanchi, ricordo i studenti degli anni 60 andavano a scuola ,in andata e ritorno a piedi e nonerano per niente stanchi.

    • Che il signor geppino si faccia una passeggiata con un bimbo in carrozzina

    • Dici bene Rosaria

      ma ti riferisci agli anni 60,da allora, molto è cambiato,ci si è andato sulla luna,la povertà era estrema,non c’era internet…insomma ora è un altro mondo. E’ difficile accettarlo,ma la realtà ,ora,è totalmente cambiata,anche se ,molte volte,in peggio,purtroppo.

  3. Inviterei il signor Geppino a camminare a piedi, poi discuteremo se sull’isola c’è , o meno, sicurezza. (Faccio notare che in tutto il mondo vi sono i marciapiedi per i pedoni ( e non credo allo scopo di offrir loro l’ebbrezza d’una maggiore altezza) mentre a Procida sono quasi del tutto inesistenti. Perciò se si vuol garantire una mobilità sicura (la costituzione tutela la libertà di muoversi, non quella di muoversi danneggiando gli altri) o si facciano i marciapiedi in tutte le strade di maggior percorrenza, o si proibisca l’uso dell’auto tutto l’anno. Altre soluzioni non ve ne sono. Corollario: mezzi pubblici adeguati alle dimensioni delle strade, (non i cassoni attuali); orari rigorosi per il carico scarico merci; proibizione assoluta dei camion di grosse dimensioni; limite di 20 km orari per bici, motorini e bici elettriche (quest’ultime tassativamente vietate ai minori di quindici anni); tutti i sabati dell’anno divieto di circolazione dalle nove di sera, fino alle quattro del mattino anche dei motorini. (repressione dei giovani, della loro mobilità? ma non diciamo sciocchezze: un giovane, una ragazza quattro chilometri quadrati se li divorano in un amen, magari anche godendo spazi ed angoli di quest’isola ancora bellissima recuperando l’uso dei sensi castrati dal mezzo meccanico.

    • Ha ragione Basilio:

      Ritorniamo agli anni del dopo guerra,dove per strada padroneggiavano carrette,asini e buoi, con tanto di escrementi a terra…

      non so se ridere… o piangere… leggendo tutto

      :

      • anche negli anni 60 giravano carrette, asini e qualche cavallo, buoi non ne ho mai visti, ma i loro escrementi non erano così pericolosi come il traffico. Ti inviterei a non ridere ne piangere ma a riflettere.

      • infatti in tutti i centri storici del mondo, per non dire Capri che è qui a poche miglia, – spadroneggiano carrette, asini e buoi, con tanto di escrementi a terra – mi vien da piangere pensando a chi è ancora legato al mito dell’auto, questa si roba passatista.

  4. Non posso non condividere quanto detto da Basilio. I giovani Procidani e i villeggianti provenienti dalla terraferma hanno un motivo in più per percorrere quei quattro chilometri quadrati ed accorgersi che il mondo non è fatto solo di telefonini e motori. Sulla sicurezza poi c’è da dire tanto, motocicli, ciclomotori e, peggio, bici elettriche, per la maggior parte truccate per non pedalare, sfrecciano in barba a tutte le regole del codice della strada e del buon senso. Chi scende dal pennino preferisce arrivare alla Chiaiolella contromano, così si fa prima,via Rivoli, nota per la sua ridottissima larghezza, viene impunemente percorsa da bici e scooter in direzione via G.da Procida, così come gli stessi veicoli dall’olmo percorrono contromano via Flavio Gioia fino al cimitero. E’ punitivo impedire a questi giovani Procidani e non di poter anarchicamente fare il proprio comodo nelle ore del divieto? Cosa c’è di punitivo in una decisione che permette alle persone NORMALI di poter camminare lungo le strade di Procida ? Su quattro chilometri quadrati i veicoli a motore, se non quelli pubblici, magari più frequenti, non dovrebbero proprio esistere. Anche sullo scarico delle merci e sulle dimensioni dei camion che circolano condivido quello che dice Basilio, non di rado si vedono i bus, ma anche le vetture, sfiorare i muri delle case per passare nell’angusto spazio lasciato da grandi furgoni in fase di scartico, questo non è un problema di sicurezza? Una precisazione per un refuso presente nello scritto di Geppino, le ali non sono bottiglie che si TAPPANO, semmai si tarpano.

  5. Grazie signor Geppino per farci conoscere il suo punto di vista sulle varie tematiche

  6. Vorrei ringraziare Basilio e Felice

    che,con i loro interventi,mi danno la possibilità di meglio esprimere il pensiero,anche perchè dal dialogo nasce l’approfondimento e l’analisi approfondita.

    Forse, una lettura superficiale dell’articolo ,può dare l’impressione di essere ,io, un anarcoide libertario, che tutto tollera e minimizza.

    Dirò subito che non è così,è l’esatto opposto,e spiego il perchè.

    Molte delle problematiche relative alla sicurezza sollevate da i postanti,marciapiedi inesistenti,velocità

    elevate,.non osservanza delle regole stradali ,camion bus,etcetc, sono cosi evidenti che non si possono

    negare .nessuno a procida può dire di sentirsi sicuro quando cammina x strada.

    Ma,detto questo,con il mio articolo.ho inteso affermare che l’approccio alla risoluzione o diminuizione

    di questi mali,non è la proibizione e la coercizione.Anzi,sono controproducenti e dannosi,questi divieti.

    Perchè non risolvono nè leniscono le problematiche,anzi fa aumentare la rabbia e il malcontento :

    il dopo-divieto ci porta esattamente alla situazione precedente. Ecco perchè ho accusato il Sindaco di farsi .solo pubblicità : ” Le Sue ordinanze capestro e punitive,servono solo ad aumentare il malcontento e la rabbia.

    Non è la proibizione la risoluzioni dei problemi del traffico. E’ solo un palliativo inutile.Non guarisce.

    C’è un codice della strada,ci sono regole comunali, ci sono le forze dell’ordine,

    ebbene,facciamo osservare le leggi e i regolamenti vigenti.

    Penso che,come detto anche da Basilio e Felice, l’abnorme numero di veicoli sta soffocando Procida e i

    Procidani, Bisogna avere la consapevolezza di ciò,tutti dovrebbero contribuire con l’esempio a creare le condizioni per una migliore visibilità e sicurezza.

    I modi sono tanti,dalla scuola alle famiglie,nelle istituzioni pubbliche e nella partecipazione popolare alle politiche comunali,può derivare un notevolissimo contributo alla comprensione del ” fenomeno” e ,se possibile,alla sua risoluzione.

    L’ultima cosa la vorrei dire a Felice per quanto riguarda l’espressione che ho usato ” tappare le ali”.

    In effetti ,ha ragione,si dovrebbe dire ” tarpare le ali”,lo so benissimo.

    Ho usato impropriamente quel verbo,ma è stata una mia licenza, un modo ” figurato ” ,non nel senso letterale di occludere qualcosa,con le ali non ci azzecca proprio,poi.

    Ma ,inteso, come ostacolo,impedimento, le ali , come senso figurato di ” slancio ” vitalità.

    Ho usato molta fantasia ,certo,

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