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Spiaggia di Ciraccio: l’angolo di paradiso che non c’è più

C’era una volta via Serra. Non solo 10 mt circa di viale che attualmente porta ad un hotel. La strada andava ben oltre e si congiungeva tramite dei terreni privati, a via Salette. Ci passavo addirittura in moto negli anni 80. E’ da allora che ogni anno, quello che si chiamava “l’angolo di paradiso“, scompare ad una velocità incredibile. La spiaggia sottostante è quella di Ciraccio, una volta la più bella spiaggia di Procida secondo me, perché ancora selvaggia e meravigliosamente naturale. Oggi purtroppo, questa meravigliosa spiaggia, versa in uno stato di degrado mai visto prima. 

In oltre un trentennio, sono caduti diversi metri di costone. La spiaggia erosa lascia colpire il piede della costa dalle forti mareggiate da Ovest determinandone il cedimento e a nulla è servito l’intervento diretto dei proprietari della zona. Era l’11 gennaio del 2013 quando circa 20 metri di costa per 2 metri di spessore, viene giù all’improvviso. Sembra un terremoto.

Purtroppo non è stato l’unico episodio e man mano il mare è arrivato fin sotto gli stabilimenti balneari. In 30 anni si sono succedute diverse amministrazioni comunali. Ognuna della quale ha promesso un intervento per difendere quel tratto di costa, intervento puntualmente disatteso. Nel marzo del 2014, l’allora sindaco Capezzuto, effettua un sopralluogo con i tecnici per decidere cosa fare e, constatato che bagnanti ignari passano le loro migliori ore su quell’arenile, decidono di mettere una barriera in legno spazzata dal mare in pochi giorni. Fu poi la volta della barriera in ferro anch’essa divelta dalla forza del mare. Ma attualmente, sotto questa costa, non c’è nemmeno un cartello con divieto di balneazione e centinaia di persone continuano ignare a rischiare la propria vita sostandovi ogni giorno.

Eppure nel 2016 Città Metropolitana stanzia dei fondi per la spiaggia di Ciraccio. In particolare, i provvedimenti adottati da de Magistris riguardano l’approvazione del progetto preliminare relativo ai lavori di “Protezione della costa nell’unità fisiografica di CIRACCIO nel comune di Procida per un importo complessivo di € 2.100.000,00 di cui € 1.552.500,00 per lavori di riduzione del rischio idrogeologico e protezione della costa. Evidentemente fondi mai arrivati o deviati per altri progetti.

A proposito di altri progetti. Pare invece che oltre DUE milioni di euro siano stati messi a disposizione per il costone sottostante l’ex Arcate.  Onestamente non si capisce perché una zona priva di civili abitazioni e un tratto di mare interdetto debba essere favorito da un’opera di messa in sicurezza. Nel frattempo anche in zona Ciracciello durante la settimana scorsa, si é avuto un distacco di costa dai Faraglioni a pochi metri dai bagnanti.

Tutti questi paradossi rendono ancora più incredibile la situazione, praticamente statica, degli interventi che si dovrebbero fare in questo tratto di costa anche alla luce dei dati forniti dall’Autorità di Bacino che segnala dal 1965 al 2004 il settore di Ciraccio ha perso ben 11 metri di costa con un arretramento di 0,3 metri l’anno contro 0,1 di Chiaiolella.

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3 commenti

  1. goffredo scotto

    una precisazione. L Angolo del paradiso ( storico ristorante risalente a qualche decennio fa) non c’è più non perchè è franato , ma perchè è diventato una piccola struttura ricettiva Azzurromare. il viottolo che si parla nell articolo non è franato ieri , ma oltre 40 anni fa. Meglio specificarle certe cose per chi legge e non è a Procida non può costatarle. I proprietari che si trovano sul costone sono lasciati soli a fronteggiare a proprie spese con ingenti somme per realizzare muri di rinforzo per difenderle . Si chiedono con sollecitudine tutti i pagamenti del comune , e mai si tiene presente lo sforzo economico che questi proprietari devono fronteggiare. Anzi dovrebbero essere anche risarciti per i danni che subiscono oltre al pagamento dei lavori che sono costretti a realizzare ripeto per evitare casi come quello che è avvenuto qualche anno fa alla Chiaolella col crollo di una casa e la realizzazione successiva della scogliera. Prima devono succedere i disastri e poi si fa qualcosa, chi a proprie spese li evita, nessuno vede niente .

    • Caro Goffredo Scotto Di Carlo l’Angolo del paradiso era anche una bella spiaggia che adesso non c’è più. In questi giorni i “nastri rossi” della capitaneria si sono allargati di parecchio per mettere sotto sequestro tutta l’area del vecchio stabilimento e per tentare di proteggere i bagnanti dalle polveri dell’amianto sotterrato dietro al muro di confine e chissà quali altre porcherie. Senza parlare degli “effluvi” che emana la fogna fatta con i piedi e praticamente sulla sabbia. Ogni volta che arriva un temporale il tombino salta e… buonanotte! Ciraccio era bellissima e affascinante. Adesso mi vergogno anche di guardarla per lo stato in cui versa.

  2. Se negassi di non essere al corrente o meglio rattristato su quanto stia accadendo alla mia bella Isola, senza dubbio mentirei ! Ebbene sarò accorto nel ribadire un concetto che tanto ci sta a cuore: creare soluzioni a problemi, spesso senza considerare che le stesse le usiamo a sproposito. Le mie riflessioni ricadono su una parte dei progetti esecutivi, con il fine di consolidare alcun tratti di costa a Procida. Mi sovviene all’orecchio che il Comune con impegno e maestranza si stia occupando attraverso una fase di progettazione prima e lavori atti alla messa in sicurezza e recupero del costone ad Ovest di Marina di Corricella poi al fine apportare concretamente beneficio alla collettività. Lavoro necessario a carattere d’urgenza che consentirà finalmente una sicura e più ampia fruizione della banchina del borgo dei pescatori, non so dirvi però se in tal modo noi tutti ci avvicineremo al buon senso o come dire sarà veramente urgente tra le opere a farsi risistemare un anche un costone, quello ad Ovest ben lontano dalle abitazioni il cui compito è sovrastare il mare ormai interdetto da 10 anni orsono ?? Forte dei presupposti che tale opera debba svolgere mi pervade una forte negazione e cosi urgente salvaguardare un tratto di costa libero a picco sul mare o salvare la vita di bagnanti ignari che usufruiscono di un ampio arenile nella splendida e ormai dimenticata Baia di Ciraccio e Ciracciello ancora madre di un architettura spontanea. La parola che vi propongo è RIVEDETE con coerenza.

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