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Procida: L’ex Onorevole è corso ai ripari, seppur l’evidenza non può essere smentita.

frana costa ciraccioCOSTONE FRANOSO A “CIRACCIO”, LUIGI MURO PARLA DI SPIAGGIA INTERDETTA, TUTTAVIA NON SOLO MANCA LA SEGNALETICA CHE INDICHI IL PERICOLO FRANA, MA D’ESTATE QUELL’ARENILE E’ COMUNQUE FREQUENTATO DAI BAGNANTI!

All’ex Deputato che mi accusa di essere un giornalista di parte e non libero, rispondo che anche lui è di parte, ma che purtroppo sta dalla parte sbagliata, perché il suo partito politicamente è da sempre al servizio dei potenti della società. Io personalmente, Dottor Muro, sono orgoglioso di essere libero di stare dalla parte dei deboli e dei diseredati della società e di svolgere la mia modestissima attività giornalistica al servizio degli interessi di tutta la collettività, anche se per far questo pago da sempre un prezzo molto alto.

di Gennaro Savio

Hanno destato non poco scalpore le immagini dei nostri servizi giornalistici con cui denunciavamo la vergognosa situazione di degrado e di pericolo presente sulla stupenda, suggestiva e panoramicissima spiaggia di “Ciraccio” a Procida, dove, nel tratto pubblico, il costone che fa da spalliera all’arenile, risulta paurosamente fragile e franoso con massi di grossa dimensione e pilastri di cemento armato che continuano a crollare. La cosa che ci aveva maggiormente stupito è la totale mancanza di cartelli che indichino il “pericolo frana”, ecco perché abbiamo tempestivamente presentato un’istanza inviata al Sindaco Vincenzo Capezzuto, all’Ufficio Tecnico, al Comando dei Vigili Urbani e per conoscenza all’Ufficio Circondariale Marittimo di Procida, in cui si chiedono chiarimenti in merito e al momento non abbiamo ancora ricevuto risposte dalle Istituzioni interpellate. Ma il clamore che hanno fatto le nostre immagini con commenti di condanna sul web e nelle piazze dell’isola di Graziella, non potevano lasciare indifferenti gli amministratori di Procida, che attraverso l’ex Onorevole ed ex Sindaco Luigi Muro, attuale Presidente del Consiglio comunale, hanno cercato di correre ai ripari, seppur l’evidenza di quello che abbiamo mostrato non poteva certamente essere smentito. In un’intervista rilasciata a Teleischia, Luigi Muro, a cui non possiamo non riconoscere grande esperienza politica, da avvocato di fama qual é, rispetto alla nostra dura “arringa” ha cercato di abbozzare una difesa netta circa l’operato della sua amministrazione e dopo aver spiegato che altre zone della costa procidana sono state messe in sicurezza in riferimento alla parte di costone franoso di “Ciraccio” ha affermato: “Questa zona era già interdetta da molti anni. Questa parte diciamo così delimitata lateralmente, era una parte pericolante che ovviamente aveva delle complessità ed è stata sempre segnalata, soprattutto nel periodo estivo. Durante l’inverno le piogge eccetera hanno fatto crollare il costone ma era già, ripeto e ribadisco, segnalato ed interdetto”. Sin qui le parole di Muro. Innanzitutto bisogna subito dire che così come ci stanno riferendo in queste ore i procidani confermando quanto ci aveva già dichiarato Stanislao Strazzi, interdizione o meno d’estate questa spiaggia risulterebbe comunque frequentata dai bagnanti sin sotto il belvedere e a dimostrarlo ci sono anche i rifiuti ammassati e che certamente non tutti sono stati portati via dal mare. Per quanto concerne, invece, la mancanza di cartelli che indichino il “pericolo frana” se effettivamente fossero finiti sotto i massi crollati vuol dire che non solo erano pochi, ma che non sono stati neppure immediatamente sostituiti. Ma la cosa più grave è la mancanza di cartelli all’ingresso della spiaggia, dove, al contrario, in bella mostra c’è quello in cui si chiede ai bagnanti di mantenere pulito l’arenile. Peccato, però, che non faccia altrettanto l’Amministrazione comunale, visto i cumuli di rifiuti presenti lungo il suo percorso. Poi Luigi Muro ha voluto fare anche un apprezzamento al mio operato giornalistico, non senza una vena polemica: “Io comprendo, anzi ringrazio Savio per il contributo di informazione che dà. Ricordo che Savio non è un giornalista libero, ma è una parte politica che legittimamente, per carità, ma sempre di parte fa dell’informazione. Quindi ringraziamo ma diamo anche le informazioni corrette”. Muro, insinuando evidentemente che noi daremmo informazioni non corrette, dice che bisogna dare delle informazioni corrette, ma non è stato in grado, perché la realtà dei fatti è innegabile, di smentire quanto in maniera estremamente corretta abbiamo denunciato con immagini e commenti inequivocabili ed eloquenti e cioè l’estrema pericolosità del costone della spiaggia di “Ciraccio” e la mancanza assoluta di cartelli che allertino i bagnanti del pericolo. Poi ha aggiunto che io non sarei un giornalista libero perché appartenente ad una parte politica che fa informazione di parte. Evidentemente Muro considera liberi solo i giornalisti che promuovono ed esaltano il sistema capitalistico dominante e i suoi governi antipopolari di centrodestra, centro e centrosinistra borghese e padronale. Un sistema, un potere e dei partiti buoni a governare gli interessi dei capitalisti e a massacrare quelli della classe lavoratrice e delle masse popolari. Io personalmente, Dottor Muro, sono orgoglioso di essere libero di stare dalla parte dei deboli e dei diseredati della società e di svolgere la mia modestissima attività giornalistica al servizio degli interessi di tutta la collettività, anche se per far questo pago da sempre un prezzo molto alto. Anche lei Avvocato è chiaramente di parte e mi consenta di dirle che si trova, con la sua appartenenza politica e partitica, anche cristianamente parlando, dalla parte sbagliata, dalla parte cioè di coloro che stanno meglio socialmente ed economicamente. Un’ultima osservazione. Il mio lavoro giornalistico non solo non è remunerato da nessuno, e questo mi rende un giornalista veramente libero, ma per portarlo avanti mi costa enorme sacrificio in termini di tempo, salute e nottate insonni.

SULLA SPIAGGIA DEL POSTINO IL COSTONE E’ STATO MESSO IN SICUREZZA NEL 2009

Ritornando alla condizione dei costoni che costeggiano la caratteristica costa Procidana, bisogna sottolineare che un buon lavoro di messa in sicurezza è stato effettuato nel 2009 dalla Provincia di Napoli sulla suggestiva spiaggia detta del “Postino”, perché è stata il set dell’ultimo film di Massimo Troisi girato proprio sull’isola di Graziella. Tranne pochi metri dell’ultimo tratto, tutto il costone è stato imbrigliato da una rete metallica allo scopo di contenere nuovi smottamenti, che invece si continuano a verificare sul muraglione opposto che costeggia l’ingresso all’arenile. La spiaggia del “Postino”, come possiamo vedere dalle immagini che scorrono in sovraimpressione, rappresenta un luogo a dir poco incantevole dove mare, terra e vegetazione mediterranea si fondono in maniera armoniosa in uno spettacolo naturalistico più unico che raro. Peccato che anche qui, così come accade a “Ciraccio”, l’Amministrazione comunale non provveda a farla pulire anche nel periodo invernale e soprattutto ora che siamo a ridosso della nuova stagione turistica. Infatti, cumuli di rifiuti sono sparsi un po’ ovunque e certamente la loro presenza contrasta, in maniera evidente, con la bellezza di una natura stupenda e incontaminata.

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Un commento

  1. GENTILE SIG. SAVIO, NELL’ATTESA DI CONTATTARLA TELEFONICAMENTE LA RINGRAZIO PER LA CORRETTA INFORMAZIONE E MI DISPIACE CHE I MIEI CONCITTADINI NON ABBIANO IL SUO CORAGGIO . ANZI LA INVITO AD APPROFONDIRE IN NUOVE INCHIESTE QUELLE COSE, SONO TANTE, CHE NON VANNO BENE A PROCIDA , IN PRIMO LUOGO L’ISTALLAZIONE DI UN ‘ANTENNA RADIO IN LOCALITA’ VIA REGINA ELENA, CON I RELATIVI PROBLEMI DI ELETTROSMOG .

    DOTT. MAURO ANGELO RUOCCO

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