Eav ancora ignora Procida. Servizio insufficiente e giovani autisti procidani lasciati a casa

Di Giuseppe Giaquinto

PROCIDA – Ancora una domenica da incubo per il trasporto pubblico locale. Quella appena trascorsa ha offerto tutte le lacune di un servizio pubblico che stenta a decollare. I minibus presenti sul territorio non riescono a soddisfare la richiesta dell’utenza, specie nei fine settimana. Ridotto il numero dei passeggeri che può avere accesso a bordo a seguito delle norme anticovid ancora vigenti. Sui capilinea decine e decine di turisti costretti ad incamminarsi a piedi, dopo aver pagato profumatamente un soggiorno a Procida. Sulle fermate intermedie, nelle ore di punta, tanti procidani ed ospiti hanno atteso inutilmente il transito di un bus con posti disponibili a bordo.

E, come se non bastasse, la settimana si è aperta con un lunedì nero. Meno della metà dei bus in circolazione rispetto al previsto, per avarie varie, con enormi disagi per quanti dovevano partire o raggiungere le varie località del territorio.

Altro che un bus ogni 10 minuti propagandati dal palazzo comunale.

Una situazione allarmante che ha lasciato nello sconcerto più totale le migliaia di turisti presenti questo fine settimana sull’isola, che dopo aver pagato fior di soldi per il tragitto via mare, si sono visti negare la possibilità di raggiungere le spiagge con un mezzo pubblico

Una vergogna che non può più essere taciuta, e di cui debbono fare “mea culpa” il governatore De Luca e il Presidente dell’EAV De Gregorio e, non solo per la situazione in cui versano i trasporti nella Regione Campania, ma anche per l’insufficienza con cui si continua a mantenere il trasporto pubblico a Procida, per loro forse solo un puntino geografico ma per noi una località turistica tra le più rinomate d’Italia che merita ben altra considerazione.

Ma la cosa che ci ha più sconcertato in queste ore è stata la scelta dell’EAV di sostituire gli autisti stagionali procidani con altre assunzioni di autisti provenienti dalla terraferma, lasciando a casa dei ragazzi che da alcuni anni garantivano un aiuto sostanziale al servizio, espletando il proprio lavoro con professionalità e diligenza. Oggi, alla vigilia delle elezioni regionali, vengono sostituiti da personale della terraferma.

Eppure Procida rappresenta per l’EAV un bacino economico di tutto rispetto. Ma evidentemente il rispetto per l’isola dovrebbero chiederlo in primis gli amministratori del territorio che, come al solito, si fanno mettere i piedi in testa.

Eppure, far arrivare giovani autisti dalla terraferma, significa trovare loro degli alloggi, significa difficoltà di raggiungere il posto di lavoro, significa gestire turni compatibili con gli orari dei traghetti. Ma, soprattutto, significa lasciare a casa dei propri concittadini che non meritano di essere prima utilizzati e, poi, buttati via.

Noi siamo dalla parte dei giovani autisti procidani che, anche solo per pochi mesi, riuscivano a farsi apprezzare e a guadagnarsi qualche “spicciolo”. Ci piacerebbe che la politica difendesse la nostra isola dall’essere terra di conquista e soprattutto che avesse le idee chiare per garantire un trasporto pubblico adeguato ad un territorio che vuole presentarsi, ai procidani stessi ed ai turisti, in modo più ordinato, non invaso dalle lamiere che distruggono ogni bellezza e suggestione, ed opportunamente servito da un sistema di trasporto che invogli seriamente a lasciare l’auto a casa.

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