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EAV: Quando i pinguini domestici diventano impianti di aria condizionata

di Giuseppe Giaquinto

PROCIDA –In riferimento alla nota diramata oggi dalla società EAV circa la presenza sull’isola di Procida di 11 bus su 12 dotati di aria condizionata, nonché sul confronto della situazione attuale con quella del 2013, quando secondo l’azienda circolavano solo 5 bus vorrei fare alcune osservazioni.

I condizionatori o meglio i pinguini domestici montati sui vecchi bus circolanti sul territorio procidano non possono certo trasformare come d’incanto queste vetuste macchine in autobus forniti di aria condizionata. Questo perché i modelli scelti e montati sulla testa degli autisti corrispondono, come si può vedere sui cataloghi pubblicati in internet, a piccoli condizionatori da parcheggio per cabine di camion. In pratica servono a rinfrescare le cabine dei camion quando questi sono fermi nel parcheggio ed hanno il motore principale ed il relativo condizionatore principale spenti. E’ facile intuire che in una cabina di qualche metro quadrato, dove fino a poco tempo prima c’è stata l’aria condizionata accesa e vi è una sola persona ed è chiusa, il modello in questione serve a coprire la specifica esigenza di rinfrescare la testa dell’autista. Altra cosa, invece, è garantire ad utenti assiepati in questi piccoli bus un viaggio confortevole con aria condizionata, garantita da apposito impianto di condizionamento, a fronte di un biglietto che non costa poco.

A tal proposito mi piacerebbe invitare i dirigenti dell’EAV a farsi un giro a Procida, ma non sulla fresca terrazza del palazzo merlato, bensì nei bus stracolmi e privi di aria e di ogni altro comfort nelle ore di maggiore afflusso. Solo così possiamo colmare quella differenza che c’è tra chi sta dietro una scrivania con aria condizionata e chi ogni giorno si confronta con le inefficienze di un trasporto pubblico inadeguato.

Per ciò che attiene alla presenza di soli 5 bus sul territorio isolano nell’anno 2013, voglio ricordare che poco prima c’era stato il fallimento della società e che i procidani sono ben consapevoli dei disservizi subiti in seguito a ciò. Ma è giusto anche ricordare che negli anni immediatamente precedenti, la Sepsa prima e l’Eav dopo, assicuravano al territorio isolano nelle ore di maggiore afflusso e nelle ore di divieto ben quattro bus sulla linea L1,  due Bus sulla linea L2,  due bus sulla Linea C1 ed un bus sulla Linea C2,  garantendo partenze ogni 10 minuti sull’asse principale ed ogni 20 o 30 minuti sulle linee C1 ed L2, fino alle 3 di notte, con la messa in servizio di ulteriori Bus bis nelle varie necessità, a fronte, poi, di una capienza dei bus utilizzati certamente maggiore di quella attuale ed un servizio certamente più soddisfacente dell’attuale e con  incassi sicuramente maggiori.

Il problema vero è che da troppo tempo l’isola manca di un’attenzione adeguata e di investimenti mirati e, ultimamente, anche di interfacce capaci di comprendere le esigenze e le necessità dei singoli territori e delle varie utenze nei diversi periodi dell’anno e di riferire e pianificare con la dirigenza un trasporto pubblico il più soddisfacente possibile. Fare proclami è facile, il difficile è assicurare un servizio decente ad una località eccellente come l’isola di Procida.

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