Ermanno Corsi era un signore d’altri tempi. Onesto, colto, elegante, sempre gentile. Autorevole senza mai essere sopra le righe. Un uomo buono, nel senso più profondo e raro della parola.
Non ci sentivamo da un po’ di tempo. Giovedì scorso gli avevo inviato il mio libro. Attendevo con trepidazione e con la certezza di ricevere, come sempre, una cartella” piena di osservazioni lucide, affettuose, preziose.
Invece, è arrivata la notizia che mai avrei voluto leggere. Cruda. Improvvisa. Inaccettabile.
Ermanno è stato membro della Giuria del Premio per oltre 15 anni. Un giornalista straordinario, un maestro silenzioso da cui ho imparato tanto.
Non l’ho mai sentito dire una parola dura, mai una caduta di stile. Amava profondamente Procida, e al Premio ha dato il suo cuore. Oggi è un giorno davvero triste.
Ciao Ermanno, amico vero.
Sono certo che anche in Paradiso avranno saputo riconoscere il tuo valore — e ti avranno accolto con il rispetto e la gratitudine che meriti.
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