Home > politica > Giaquinto lancia l’hashtag #notassafiglidiprocida

Giaquinto lancia l’hashtag #notassafiglidiprocida

PROCIDA – Nella prossima seduta del Consiglio Comunale, fissata per il 29 novembre, al punto n. 11 all’ordine del giorno figura “modifiche regolamento contributo di sbarco” e il combattivo Giuseppe Giaquinto di “Procida in Movimento” non ha perso l’occasione per riproporre la “no tassa di sbarco” per i “Figli di Procida”, iniziativa che tantissimi consensi ha raccolto sui social e non solo. «Al momento – dice Giaquinto – non ci è dato conoscere di quali modifiche si tratti. L’auspicio è ovviamente quello che vi risulti inserito il tanto reclamato esonero dal pagamento del contributo di sbarco per i  “Figli di Procida”. Una battaglia che portiamo avanti da tempo e che ha visto, nel frattempo, molte altre isole italiane provvedere alla modifica dei propri regolamenti per esonerare chi è nato, o anche residente alla nascita, come nel nostro caso, unitamente ai loro nuclei familiari, dal pagamento dell’iniquo contributo. Del resto anche i nostri ripetuti appelli hanno convinto, nel tempo, molti, tra cui organi di informazione, l’opposizione in consiglio comunale, politici della vicina isola d’Ischia, come l’on.le Maria Grazia Di Scala ed il prof. Nicola Lamonica, la Federconsumatori Campania, lo stesso valente segretario del PD locale che ha annunciato segni di apertura verso l’iniziativa. Gli unici a mostrare resistenze sono stati proprio i componenti dell’amministrazione comunale che, accampando giustificazioni di tipo contabile, hanno sempre rinviato la questione, nonostante il Sindaco si fosse palesemente detto persuaso dalla bontà dell’iniziativa ed impegnato a risolvere la questione.

Voglio evidenziare – continua Giaquinto – che solo in questo anno 2018 molti comuni isolani hanno provveduto a modificare i loro regolamenti per esonerare chi, nel rapporto con le rispettive isole, non poteva essere considerato uno “straniero”. Cito tra tutti l’Isola d’Elba,il Comune di Porto Torres, il Comune di Carloforte, le isole Eolie, l’isola di Ponza.

In tutti è nata la consapevolezza che applicare una tassa per lo sbarco a chi è nato ed ha vissuto una parte della propria vita sulle isole e poi è “emigrato” per necessità lavorative o familiari, non può e non deve essere considerato un estraneo. Proprio in questi giorni, il comune di Carloforte, in Sardegna, ha approvato un nuovo regolamento da cui è possibile estrapolare il comma più appropriato per riscrivere anche il regolamento del Comune di Procida. Il comma dice: “Sono esentanti dal pagamento del contributo di sbarco, tra gli altri, tutti i cittadini nativi nel nostro Comune ancorché non residenti e i cittadini emigrati in altri Comuni. Per entrambi sono esenti dal pagamento anche i rispettivi nuclei familiari”. Questo ci sembra un buon esempio di inclusione e di rispetto per chi, per necessità varie, ha dovuto lasciare l’isola.

Abbiamo già avuto modo di chiarire che laddove, per altri, l’estensione si riferisce ai nati sull’isola e ai loro nuclei familiari per noi si tratterebbe di indicare che sono esentati, almeno, tutti quelli che alla nascita risultavano residenti a Procida unitamente ai loro nuclei familiari.

Un incidenza sul bilancio comunale di poche migliaia di euro che certamente non avrebbe compromesso le finanze comunali, visto anche i plurimi utilizzi di risorse pubbliche di questi ultimi tempi, e che sarebbe in parte stato recuperato dalla maggiore presenza sul territorio di interi nuclei familiari di origine procidana con una maggiore spesa economica sull’isola.

Voglio ricordare che lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2018/29019 sull’isola d’Elba, ha rivolto un saluto a tutti coloro che vivono sulle isole e a chi per motivi di studio e di lavoro vive altrove, invitando tutti ad uno sforzo per rinsaldare e far rimanere vivi ed inclusivi i rapporti di questi ex isolani con le proprie terre di origine.

Concordiamo poi, perfettamente, con l’appello lanciato dal prof. Lamonica quando indica l’applicazione del contributo di sbarco a chi può considerarsi a tutti gli effetti un “Figlio di Procida” come la mercificazione di sentimenti e vincoli affettivi che non esprime solidarietà né coltiva un senso di appartenenza all’isola e alla propria comunità. “Siamo chiamati ad affermare valori piuttosto che numeri”, ha esternato il Prof. Lamonica.

Ecco perché – conclude Giuseppe Giaquinto –  spensiamo di lanciare l’hashtag  #notassafiglidiprocida ed è importante che i “Figli di Procida”, ma anche gli altri cittadini, facciano nuovamente sentire il loro punto di vista. Proviamo a far sentire la nostra condivisione. Colleghiamoci alla pagina facebook “Comune di Procida” e scriviamo:#notassafiglidiprocida».

Potrebbe interessarti

Giaquinto: Difendere il borgo di Corricella significa salvaguardare il nostro futuro

PROCIDA – «La Corricella Patrimonio dell’Umanità – scrive Giuseppe Giaquinto in un post – sostiene …

13 commenti

  1. Si scrive “Hashtag”

    • Guglielmo Taliercio

      giusto

      • Lo so che è giusto.
        Questo mi fa capire che livello di informazione e spirito di ricerca c’è in giro.

        I giornalisti usano questi paroloni in inglese e poi non sanno ne scriverlo ne parlato.

        Informatevi e ricercate prima di pubblicare.

        • Guglielmo Taliercio

          Caro Franco ti ringraziamo per l’attenzione. A proposito visto che sei un cultore del buon scrivere ne (negazione) si scrive né.

  2. Dovreste essere più umili. Ma tutti sanno che alla fine pubblicate solo ciò che è di vostro interesse e di vostra convenienza!

    Fate i bellocci per un “nè” quando scrivete cazzate dalla mattina alla sera.

    Lanciò un hashtag

    #Vergognatevi

    • Maurizio Scotto

      Affermazioni gratuite e poco rispettose.”Il Procidano” è un eccellente organo di informazione per i procidani che risiedono fuori dall’isola .Ha il grande vantaggio di non aver “padroni” per cui ,al pari della magistratura,è AUTONOMO ed INDIPENDENTE che di questi tempi è …tanta roba!!!!

    • Caro Franco! Che ne pensi di prenderci un caffè in piazza? Ah scusa, dimenticavo che i trolls come te non bevono caffè… Allora t’invito a cambiare lettura. Torna su FB, ti aspettano.

      • Hahaha Frankie go back on fb vorrei dire…eccone un’altro….scusami mi spieghi il significato di troll? Vabbè còmunque per rispondere al precedente…nessun “padrone” ” autonomo e libero” ceeeertoooooo

        Credeteci

        Arrivederci cari

  3. Peccato che i miei commenti precedenti hanno deciso di non pubblicarli…molto libero come sistema di informazione!
    Ciaoooo

  4. Se posso esprimere la mia modesta opinione (quale commentatore abituale), ritengo che le critiche rivolte al giornale vadano tutte accettate o considerate in silenzio da parte dei giornalisti. Diverso è l’atteggiamento mentale del lettore che, a volte, troppo focosamente le avanza. Questo, tra l’altro evita di ingenerare e perpetuare chiazzate che sviliscono tutti. Inoltre, la responsabilità degli errori – chi non ne fa?- è notevolmente maggiore per i giornalisti, che hanno tempo e calma, e anche sistemi e mezzi di verifica dello scritto prodromici alla pubblicazione. Invece, chi commenta, in genere, lo fa di fretta ed utilizzando mezzi non sempre adeguati.
    Chi commenta, inoltre, anche se fosse ignorante, avrebbe il diritto di avanzare critiche senza essere sbeffeggiato per le sue incongruenze lessicali. Nel caso specifico, Frankie, ha fatto una critica, forte ma giustificata, sul vezzo che è ormai diffuso nei mezzi di informazione di abbandonare l’Italiano, e questo potrebbere essere, a volte, anche un bene per i poveri lettori, per avventurarsi, senza le dovute accortezze, nel “mare magnum” (ed ignoto ai più dell’Inglese).
    Tutti, giornalisti e lettori commentatori, dovrebbero contribuire a mantenere vivace la comunicazione senza immiserirsi in critiche all’insegna di ” Chi song’io e chi si tu !”. Scusate lo sfogo.

    • Sandrino che dire…

      Sei un grande!

    • Come commentatrice di questo spazio
      a volte riesco a pubblicare … a volte no !
      Ma da quando lo uso, durante le mie descrizioni mi reco,
      con costante pazienza, su internet traduzione e/o significati,
      per non incorrere in palesi errori d’ortografia o di contenuti .
      Certo non scrivo con impeto, neanche quando cito
      un periodo già utilizzato in altra occasione e,
      rileggo tutto ciò che scrivo prima di cliccare l’invio,
      a volte proprio mentre lo state verificando !
      Secondo me, da brava docente anche se non di lettere, miglioro anche nell’esposizione e nella logica descrittiva !
      E posso evitare inconciliabili polemiche .. poi che questo spazio
      essendo esposto al pubblico, deve conservare i requisiti concessi .
      Grazie di aiutarmi in questa impresa !

  5. Frankie goes to fb

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *