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Giornalismo 2.0. Testimonianza di chi ha vissuto il sisma da Teramo

Pubblico volentieri una mail inviata al nstro Rudy Bandiera da Lorenzo Marini, che durante il terremoto si trovava a Sant’Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo. Se qualcuno di voi ha delle testimonianze da mandare, scrivete a info [at] rudybandiera.com:

“Quello che desta più impressione quando si viene svegliati di soprassalto da una violenta scossa di terremoto non è tanto la vibrazione del letto, quanto quella specie di boato dal suono cupo e sordo che sembra salire dalla terra e avvolgersi intorno alla propria casa.
A 55 km in linea d’aria dall’epicentro del terremoto della notte tra domenica e lunedì scorsi, la violenza (e l’alta frequenza) delle oscillazioni sembrava tale da far apparire imminente il crollo della casa.
Posso assicurare che, dal momento in cui si viene svegliati nel letto che si muove con violenza, sottratti pochi secondi per capire che non si sta sognando, rimangono pochissimi istanti per decidere cosa fare e si può immaginare cosa abbia significato tutto ciò per gli abitanti della provincia de L’Aquila.
Dopo aver verificato la presenza di eventuali danni nei muri ed essersi resi conto dello scampato pericolo, la prima cosa che viene spontaneo fare è quella di accendere la televisione per capire cosa sia successo.
Chi non era dotato di parabola o di decoder digitale terrestre, ha dovuto aspettare oltre un’ora per rendersi conto della portata e della esatta localizzazione della tragedia, perchè solo RaiNews24 e probabilmente SyTG24 (dico ‘probabilmente’ perchè non ho l’abbonamento a Sky) sono state in grado di uscire con un’edizione straordinaria a meno di mezz’ora dalla scossa notturna.
Non c’è sicuramente paragone rispetto al totale black out che per diverse ore (se non addirittura giorni) impedì di rendersi conto della reale gravità del terremoto in Irpinia, ma viene comunque da chiedersi quale sia la capacità di copertura delle redazioni giornalistiche delle tv generaliste in caso di eventi drammatici improvvisi.
L’ultimo aspetto su cui porre l’accento riguarda, a mio parere, la vicenda del tecnico Giuliani e delle sue presunte capacità di prevedere un terremoto.
Coloro che sostengono che sia un ciarlatano forse avrebbero dovuto (prima di denunciarlo per procurato allarme) applicare il tanto citato “metodo scientifico galileiano” a cui si appellano (osservazione, misurazione, ipotesi e verifica).
Se già da tempo Giuliani sostiene queste sue teorie, non sarebbe stato più semplice recarsi a casa sua e chiedere di spiegarle, di motivarle e di analizzarle? Il professor Barberi, nella trasmissione “Porta a Porta”, ha asserito di non aver mai ricevuto dati da Giuliani su cui effettuare eventuali verifiche. Ma qualcuno glieli ha mai chiesti?
Poi a nessuno crea scandalo che ogni giorno giornali e televisioni diano spazio a sedicenti astrologi, presunti maghi o futurologi, mentre si denuncia una persona che espone una sua teoria, quando sarebbe forse il caso di esaminarla e, solo dopo, stabilire eventualmente che non sia fondata sul piano scientifico.
Non voglio certo paragonare il ‘procurato allarme’ causato da un oroscopo con quello (dagli effetti potenzialmente molto dannosi) dell’annuncio di un terremoto, ma, a tragedia avvenuta, qualcuno, intervistato in televisione, avrebbe potuto esimersi dal riferirsi a Giuliani con l’appellativo “questo tipo”, anzichè con il suo nome e cognome.

http://www.rudybandiera.com

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