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I giovani procidani tornano al mare

Procida. I giovani tornano al mare. La navigazione marittima è di nuovo l’obbiettivo a cui guarda la gioventù isolana. La conferma del trend arriva da due dati ufficiali: la maggioranza dei ragazzi di terza media – ben 49 , tra cui 8 donne, sugli 86 che compongono gli studenti delle varie sezioni della scuola media inferiore isolana “A. Capraro”- ha scelto di iscriversi al primo corso del prossimo anno scolastico 2012 / 13 dell’indirizzo nautico dell’Istituto Superiore “F. Caracciolo” – “G. da Procida”. Il fatto è in netta controtendenza a quanto si era verificato negli ultimi dieci anni quando la maggior parte dei ragazzi si era rivolto verso gli indirizzi liceali. Ad ulteriore conferma dell’interesse che la carriera marittima esercita di nuovo nelle giovani generazioni procidane, arriva il sondaggio emerso nel corso dell’incontro, svoltosi nei giorni scorsi presso l’istituto superiore isolano, tra i diplomandi nautici, capitani e macchinisti, con i dirigenti della “V. Ships”, una delle maggiori società del mondo che agiscono nel settore dello shippin management. Alla domanda di Roberto Giorgi, presidente della “V:Ships”, di quanti dei 101 giovani presenti, avevano intenzione di andare a navigare, hanno alzato la mano 91 studenti; solo 10 hanno risposto che avrebbero proseguito gli studi all’Università. Un vero e proprio ribaltone: negli anni scorsi, solo il 20% dei giovani sceglieva la via del mare, mentre l’80% si iscriveva all’Università.
“Il boom delle iscrizioni al settore nautico ci ha inorgoglito ma non sorpreso – dice Maria Saletta Longobardo, dirigente scolastico dell’istituto superiore isolano, – in quanto da tempo stiamo lavorando assiduamente per il rilancio del Nautico. L’istituto – prosegue la preside – ha infatti potenziato le sue attrezzature didattiche con una serie di laboratori di simulazione tecnica che permettono ai giovani di imparare, quasi dal vivo, le manovre in mare. Inoltre, insieme ad altre agenzie culturali ed istituzionali del territorio, come la Guardia Costiera e la Pro Loco, abbiamo promosso una serie di iniziative atte ad irrobustire e consolidare quella coscienza marinara che a Procida, per motivi tradizionale e logistici, è un fattore naturale. La riorganizzazione del Museo del Mare, la presenza di un nostro stand al villaggio dell’America’s Cup, a Napoli, una convenzione con il Collegio Capitani di Napoli, per l’effettuazione e la preparazione degli allievi dei corsi base necessari per gli imbarchi e gli esami post diloma di “patentino” e “patente”, sono le nostre ultime iniziative”.
In verità, negli ultimi tempi, la vocazione marinara era alquanto scemata, vuoi per motivi di carattere generale ( la durezza del lavoro, la lontananza della famiglia, una certa crisi dei noli marittimi), e più particolari. Fra questi quello della pirateria marittima che da anni infesta il settore. Il dramma vissuto dai quattro procidani a bordo della “Savina Caylyn” e della “Rosalia D’Amato”, per oltre un anno sequestrati dai pirati somali, aveva allontanato i giovani dal mare. Molti dei giovani allievi capitani e macchinisti, già in carriera, avevano rifiutato gli imbarchi sulle petroliere e le rinfusiere per paura di finire, durante la navigazione oceanica, nelle mani dei pirati . Commenta il comandante Geppino Scotto di Carlo, presidente dello storico circolo Capitani e Macchinisti di Marina Grande: “ In un momento in cui a terra è crisi nera, le famiglie e i nostri giovani si rivolgono di nuovo al mare, la nostra fabbrica naturale, per trovare lavoro. Ora sta alla classe dirigente isolana sostanziare questa scelta, con le dovute iniziative, a carattere didattico, ma anche normativo e burocratico, per consentire loro di stare al passo dei tempi”.
DOMENICO AMBROSINO

Un commento

  1. Gennaro Cibelli

    Caro Direttore,
    bellissima notizia, peccato che alla fine del quinquienno formativo, quanti decideranno di intraprendere la carriera nautica dovranno accollarsi i primi 10000 Euro per relativi corsi e certificati obbligatori vari come da convenzione internazionale STCW 95, porte chiuse dappertutto perche’ in mare c’e’ tanta ma tanta crisi e per abbassare i costi le Societa’ di navigazione preferiscono assumere personale extra comunitario, per intenderci: filippini, indonesiani,malesi, indiani, rumeni, bulgari e chi pu’ ne ha piu’ ne metta!
    Purtroppo attalmente questa e’ la realta’!

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