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“I vivi ed i morti”

Di Argo

PROCIDA – Sono relegato da parecchi anni in un buio anfratto murario a riposare in eterno nella speranza di essere premiato al più presto. Ma la mia speranza è stata interrotta dall’opera dei viventi che, lungi dal rispettare la mia vita e quella degli altri occupanti il detto anfratto, usano quest’ultimo per le loro terrene beghe. Alcuni dei miei viventi aventi causa hanno pensato di verificare il nostro stato di salute (?) aprendo “le porte dei nostri appartamenti” ed hanno trovato l’amara sorpresa che tutti noi in perenne sosta eravamo inondati da acque e liquami provenienti dai nostri stessi loculi atti a “rinfrescare le nostre ossa”. Poveretti avranno detto ed insperatamente si sono attivati per eseguire le ritenute e necessarie opere che consentissero di farci riposare all’asciutto, chiedendo ed ottenendo dai sig.ri amministratori l’autorizzazione a ricostruire ex novo “l’appartamento” con i necessari lavori. Non l’avessero mai fatto! Si sono scatenati intoppi ed impicci preposti da terzi, lontanissimi parenti, che mai abbiamo visto innanzi al nostro appartamento ,che all’improvviso si sono inventati diritti ma nessun dovere, facendo intervenire parenti amministratori per farsi tutelare nell’esercizio di diritti a loro non attribuibili, che anziché risolvere il problema sono entrati anche loro nella “mischia” con provvedimenti dati e revocati in un caos abituale della loro gestione comunale. In questa diatriba si è pensato bene da parte di questi ultimi autorizzando espressamente i viventi di farci “parcheggiare” nella sala mortuaria alla merce di vivi ed in compagnia di morti più freschi di noi. Siamo così inamovibili da più di tre mesi, in attesa che i lavori autorizzati venissero ultimati, revocando ogni provvedimento impeditivo, per consentire alle nostre vecchie e povere spoglie di ritornare ad abitare nel nostro “appartamento” fresco di costruzione ed asciutto. Ma la nostra speranza è svanita nel giro di qualche giorno per l’intervento di un tecnico degli” intrusi(per capirci dei lontanissimi parenti mai visti e mai conosciuti)che ha contestato i lavori a farsi assumendo la “necessità di altri lavori di riattazione ” in un contesto familiare per il quale per il nostro appartamento non hanno dato prova di averne diritto, ma ancor più della frequenza per un briciolo di rispetto per i nostri resti. L’intromissione degli “abusivi”, parenti degli amministratori potenti, ha fatto determinare questi ultimi a sospendere gli autorizzati lavori ed a pretendere per la loro esecuzione dai più interessati nostri aventi causa, un accordo con gli intrusi estranei avvertendo che in mancanza del quale nessun lavoro sarebbe stato autorizzato. Siamo io ed i miei compagni-parenti-a giacere nell’angolo della sala mortuaria in attesa delle determinazioni dei viventi e mi viene spontanea la domanda: “è giusto? Mi è sorta una cattiva domanda: a parti invertite quali sarebbero state le loro detrminazioni! Scusate adesso devo lasciarvi è entrato un amico anche lui in attesa di ritornare in vita!”

P.S. E se invece di un sogno fosse una amara realtà?

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