”Il progetto di codice marittimo del procidano Michele De Jorio”  di Alfonso Mignone

Nicola Silenti da Marittimi&Navi

IL 23 gennaio p.v.alle ore 18.00 si svolgerà,presso la Casina dei Capitani,con il patrocinio del Comune di Meta e dell’associazione Istruttori Associati Marittimi , la presentazione del saggio”Il progetto di codice marittimo del procidano Michele De Jorio”  di Alfonso Mignone, avvocato salernitano specializzato in diritto della navigazione e dei trasporti.

Edito da Passerino e disponibile in formato cartaceo e e-book, il libro di Mignone  è dedicato all’opera dell’avvocato e magistrato procidano che il 20 dicembre 1779 ebbe l’incarico da Ferdinando IV di Borbone di complilare un testo che raccogliesse i capitoli ,gli usi,i regolamenti ,le ordinanze e le leggi di navigazione e commercio del Regno di Napoli.Il progetto,vecchio sogno di Carlo III e sostenuto anche dal ministro della marina Lord Acton,consisteva nel dotare il Regno di Napoli di un apposito codice tenuto conto che Napoli per la sua naturale posizione geografica aveva sempre favorito lo sviluppo delle marine,sia mercantili che militari.Nonostante le buone intenzioni la compilazione non fù mai promulgata a causa degli sconvolgimenti politici e alla morte del giurista durante il governo francese .

D’inestimabile valore storico, l’opera di De Jorio — che seguiva la “storia del commercio e della navigazione dal principio del mondo sino ai nostri giorni” che il De Jorio aveva dato alle stampe nel 1778 — assemblò in un corpo unico teoria, storia e consuetudini di diritto pubblico e privato dandogli il titolo di Codex Legum Neapolitanorum. Una sorta di summa del pensiero dell’intellettuale procidano che non si limita alla navigazione ma spazia dall’agricoltura alle manifatture, dalle lettere e le arti sino alla morale e alla finanza andando ad abbracciare tutte le materie d’interesse del Regno.

Stampato a Napoli in 25 esemplari per consentirne l’esame da parte dei Consiglieri di Stato, il testo si articola in una serie di precetti ed esortazioni rivolte a tutti i sudditi del regno passando in rassegna questioni già allora spinose e dibattute come i dazi marittimi, la proprietà e il possesso dei beni ritrovati in mare, i contratti (come le lettere di cambio, la polizze di carico, il deposito nautico e il pegno dell’ipoteca marittima) e la disciplina delle controversie, affidata per lo più alle decisioni arbitrali tratte dai pareri legali dei giuristi napoletani di settore del XVII secolo.

Altro passaggio di grande interesse del saggio di Alfonso Mignone è l’Appendice dedicata a un altro grande lavoro di De Jorio, il regolamento per la pesca del corallo conosciuto come Codice Corallino, un lavoro incentrato su un’attività all’epoca in pieno fermento e che aveva nella Campania uno dei suoi snodi principali.

Potrebbe interessarti

Pensieri itineranti il libro di Michele Romano

PROCIDA – Giovedì 3 novembre ore 18,00 presso la Sala Pio XII a Chiaiolella, verrà …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *