Home > cultura > Il Venerdì Santo Procidano il giorno senza fine

Il Venerdì Santo Procidano il giorno senza fine

PROCIDA – “Caro amico, che vieni dal continente in questa giornata con spirito vacanziero, tu che per noi sei un “furastiero”, ti sei mai chiesto cosa significhi per un Procidano il Venerdì Santo? Se non l’hai ancora fatto e non ti impegni a farlo non potrai mai comprendere quest’isola. La processione del Venerdì Santo è un evento corale che coinvolge tutta Procida. E questo da secoli”.

Con questi caratteri, che oramai lo contraddistinguono in maniera inequivocabile, inizia l’ultima “fatica” letteraria del dott. Giacomo Retaggio racchiusa nel libro, presentato lo scorso 14 aprile (Domenica delle Palme) nella sala consiliare “V. Parascandola” e disponibile nelle edicole e librerie, dal titolo: “Il Venerdì Santo Procidano il giorno senza fine”, con un ricco ed originale corredo fotografico di Aniello Intartaglia, il coordinamento artistico di Nico Granito e che vede come editore il Comune di Procida (parte dei proventi derivanti dalla vendita saranno devoluti per la processione del Venerdì Santo).

Nove i capitoli del libro (Per capire Procida; Quaresima Procidana; Il Corteo degli Apostoli del Giovedì Santo; Il Venerdì Santo; Cristo Morto; Chiamata; Agonia; Via Crucis) che, come scrivono nella prefazione il Sindaco Raimondo Ambrosino e l’assessore alla cultura Nico Granito, nasce con lo scopo: “Di fornire al lettore uno sguardo laico sui riti della Settimana Santa e costituire per i posteri un punto di riferimento in particolar modo su come vengono vissuti dai procidani. Per questo motivo è stata scelta una formula narrativa in grado di rendere in modo genuino e diretto l’unicità di questa tradizione con un “cicerone” d’eccezione: il dott. Giacomo Retaggio; infatti Giacomo da “sotto al muro” racconta ad uno spettatore, una sorta di amico immaginario, le varie tappe di questa Santa Settimana. Sotto al muro è il punto di vista di chi osserva la processione con discrezione ma con attenzione viva diventandone poi inevitabilmente parte attiva. Il ruolo fondamentale è occupato dalle immagini di Aniello Intartaglia che selezionate sapientemente forniscono le giuste suggestioni sui momenti salienti della Settimana Santa diventando anch’esse racconto e non semplicemente illustrazione dello stesso”.

Da questo punto di vista il testo, tra l’altro, rappresenta un immenso album di famiglia che Aniello Intartaglia descrive così: “Ogni volta che guardo il mio archivio, in tutte le parti relative alla Settimana Santa, non posso fare a meno di pensare a questo: dal ragazzino che diventa uomo, all’anziano che non c’è più, tutti con quella particolare luce negli occhi, figlia del nostro Venerdì Santo. Sembra sempre la stessa cosa? Assolutamente no. Tutto si evolve, solo gli attori restano immutati, ma la scena intorno a loro cambia sempre”.

Sarà forse per questo, come sottolineano il Sindaco Ambrosino e l’assessore Granito a conclusione della prefazione che: “Non è un mistero quindi il motivo per cui più di mille procidani partecipano ogni anno attivamente a questo rituale e non è un mistero perché tanti visitatori da tutto il mondo si recano a Procida per vivere questi eventi e gustarne l’unicità che si concentra in pochi giorni ma che per chi è di Procida sono giorni senza fine”.

Potrebbe interessarti

L’isola nel cuore

Di Annarosaria Meglio  Ed eccomi qui finalmente come ogni estate tornare nella mia isola. Ogni …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *