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IN QUANTO TALE, NOI

Di Porfilio Lubrano  Lavadera          

Fra tanti sensi che sembrano rincorrersi per appropriarsi di compimento, per identificarsi di meritorio sviluppo senza dunque snaturarsi di adeguata finalità, investendosi di spiccata giustizia per cercare di garantire pari opportunità senza limite alcuno, anche  e soprattutto chi è ad esempio più piccolo geograficamente, non debba essere isolato per essere isola – pervero – a maggior ragione se piccola isola. Cosi territorialmente argomentando il concetto di isola minore, non deve quindi fuorviare l’osservazione, l’atteggiamento e soprattutto la sensibilità con particolare riferimento al mondo giovanile, alla sua formazione, alla sua educazione, alla sua valorizzazione secondo gli integri dettami della socializzazione estesa ad ogni livello. In tale discorso tanto ampio da potere  –  persino paradossalmente per la logica del “troppo è comunque come il mancante“  –  essere riduttivo e limitato per la inevitabile generalizzazione insito in esso, eccomi dunque  –  quantomeno –  ad aspirare ad una data aspettativa di fiducia, ovvero concreta quanto basta a compulsare di crescente credibilità  e di entusiasmo:  tutto ciò che è sano, che è genuino, non foss’altro perché alimentato da spirito di gruppo, da anima d’assieme, da valori condivisi,  se demorde è solo perché non riceve gli input/stimoli giusti, le esperienze che sostanziano tesori (soprattutto fatti di potenzialità ancora inespresse), in quanto tali  ancora inesplorati,  reconditi e cosi inaspettati, sicchè per converso  invece scorrendosi del vero tempo espresso dalla aggregazione sociale in termini di concretezza. Con queste premesse mi sono sentito – e mi sento dunque come di crescendo – fiero di potere apportare il mio contributo grazie alla carica di Presidente onorario della società sportiva “Procida Football“; una società che vuole essere discontinuità per tutto ciò che del passato è stato deteriore, anzitutto in termini – purtroppo, appunto ed in sintesi – divisivi e di insana contrapposizione anziché di libero confronto (arricchendosi in tal modo di diversità di vedute fondate su variegate esperienze nel settore) e cosi di integrazione fra le forze in campo, fra le energie ed i valori presenti che attendo quindi  con tale dunque di essere espressi e – conseguentemente – esitati. Pertanto la triade di riferimento non può che essere famiglia/scuola/sport in un tutt’uno inscindibile, rivisitata alla luce dei criteri di adeguatezza, proporzionalità, ragionevolezza, impegno sinergico, senza tra l’altro quindi, proclami e voli pindarici,  aspettative utopiche, dando senso al compimento di tutto ciò che è tutela, riconoscimento, crescita e valorizzazione, acquisendosi di lustro, di meritoria visibilità per la nostra isola. Più in concreto, educazione, ordine,  disciplina e – correlativamente –  regole certe, diritti e doveri, correttezza , rispetto e deontologia nei rapporti societari, interorganici, interpersonali e con le istituzioni (come nell’esempio della paritaria utilizzazione del campo sportivo e di eventuali strutture di supporto) saranno i capisaldi con cui coinvolgere, sensibilizzando le coscienze – soprattutto genitoriali – in tal senso.   Cosi con il contributo di tutto quanto innanzi che non può che essere assunto di base, non ci saranno mai iniquità e connesse disparità di trattamento, nessuna alienazione di sorta,  giacchè tutto verrà ricondotto alla unità di intenti condivisa predetta, con la bussola della partecipazione senza riserva alcuna, con la logica perpetrata del senso di ciò che è compimento nel divenire imperniato su coerenza, competenza (specie settorializzata e canalizzata), passione da trasmettere di crescendo, come opera di sano e leale  proselitismo,  ingenerando convincimenti e consapevolezze assimilabili a tanti cerchi concentrici che si evolvono di – parimenti – sana e corretta emulazione, esempio da seguire verso l’alto;  insomma come tante comunità che si armonizzano fra di loro secondo il principio direttivo che la libertà di ognuno finisce laddove inizia il bisogno dell’altro, partecipandosi di confronto, effettiva libertà a condividersi all’alba del coesistere. La vita è fatta di esempi ed ogni persona – in fondo – è tale perchè si sostanzia esprimendosi di interezza nel discorso più ampio del tutto è in tutto, sicchè – specie – nei piccoli centri già solo l’ammissione della notorietà di ognuno è segno tangibile per chi vuole crescere – migliorandosi – insieme, sia nell’assorbente concetto del sociale e sia nel contenuto espresso dalla rampa di partenza propria delle famiglie, delle scuole e dello sport: peraltro educare alla legalità ed al connesso senso civico, educare alla socialità è anche e soprattutto questo, passando per stati di coscienza individuali e collettivi improntati alla trasparenza ed al democratico modo di intendersi ed integrarsi, accludendo in tal modo obiettività, serenità e discernimento per ogni e qualsivoglia valutazione in merito. All’insegna di cotanto futuro IN QUANTO TALE, NOI, eccomi per eccome che ci sono e ci sarò sempre (ovvero con tali premesse ineludibili ed assorbenti) nello – per lo – stare insieme, laddove compartecipi del fondamentale profilo educativo proprio dello sport, ovvero di chi lo vive senza opportunismi né strumentalizzazioni ma solo per dire ci sono perché ci sono nei fatti e ci sarò ancora e per sempre, insieme a tutti voi che vogliate condividere questo progetto di vita, in quanto tale omnicomprensivo e di cui – ritengo – dobbiamo ritenerci orgogliosi e responsabilizzati contribuendo  cosi a formare le nuove generazioni.   

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7 commenti

  1. …non ho capito un ca…….

    • nemmeno io 🙁

      • Quando uno conosce il suono di un po’ di parole difficili (ma non il significato), è rimasto mezza giornata in mezzo al campo sotto al sole a capo scoperto e, per riprendersi si è concesso un paio di bicchieri, è pacifico che può succedere che i “pensierini” scritti escano confusi. In quanto tale, noi… ti cosigliamo un pò di riposo e un controllo medico. Se poi ti astieni dal comunicare oralmente e per iscritto, sei a posto.

        • Porfilio Lubrano Lavadera

          Sig. Sandrino, con questa sintesi, prima di scrivere sul mio conto, anzitutto la invito a documentarsi sul mio percorso di studi (ad esempio, anche confrontando il suo libretto universitario, ammesso che sia laureato, con il mio – laddove ho terminato gli esami in 4 anni ed 1 mese circa – con una buona media) e/o a verificare il mio rendimento scolastico precedente nelle discipline letterarie/umanistiche; il tutto tenendo presente che oltre a studiare lavoravo dall’età di circa 12-13 anni per mantenermi gli studi, specie universitari, così come anche notorio per la mia estrazione operaia. Per quanto riguarda il profilo calcistico, effettivamente ho giocato poco in gare ufficiali per un tragico evento familiare che me lo ha impedito (tra l’altro, se vuole, può consultare qualche allenatore locale circa le mie capacità calcistiche dell’epoca): in ogni caso mi è bastato nel 1980 aver avuto l’onore di giocare contro le giovanili del Napoli – in gara ufficiale, appunto – , ovvero contro giocatori che poi avrebbero calcato anche i campi di gioco di serie A e B. Pertanto e rimanendo a disposizione per dimostrarle quanto innanzi (anche documentalmente e pubblicamente, con eventuali approfondimenti), infine penso sia giusto che un controllo medico lo faccia chi metta in discussione le evidenze, specie se relative a ciò che è incontrovertibilmente sostanza, esempio di vita, dignità, coerenza, trasparenza e sacrificio quotidiano che da sempre mi contraddistinguono.

          • Mi fa piacere notare che, quando vuole, riesce a comunicare in modo comprensibile. Perchè non lo ha fatto prima? Forse, per rendere noto a tutti che aveva fatto le scuole “alte” e che aveva imparato un pò di “latinorum”?
            Chi comunica ha il dovere della chiarezza, se ha voglia di essere compreso ed esercitare un ruolo socialmente utile. Altrimenti è puro narcisismo, ammesso che ci sia la sostanza.
            Confido che la prossima volta saprà tener in conto le esigenze di chi la legge.
            In ogni caso, la mia polemica è stata eccessiva e me ne duole.

          • Guglielmo Taliercio

            Si ricorda a tutti che se ci saranno altri commenti nel merito dell’articolo (più che sulla forma) saranno approvati. In caso di commenti tanto per fare un po’di polemica e disquisizioni la discussione si chiude qui. Grazie per l’attenzione

  2. geppino pugliese

    Non voglio commentare l’articolo dell’Avv,anche perchè anche a me mi sembra un po ostico….alla comprensione..
    Ma ,è INTOLLERABILE che il fake name, o pseudonimo, Sandrino,OFFENDE
    in maniera pesante un’articolista,che ,nel bene e nel male,esprime suoi concetti,anche se tortuosi,
    PREGHEREI il Dir. del ” PROCIDANO” di NON PUBBLICARE post di persone che non si dichiarino con nome e cognome

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