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Ingenito: Nell’era digitale e delle vetrine online occorre fare scelte oculate

PROCIDA – Sulle vicende che interessano il variegato mondo del commercio campano interviene Agostino Ingenito, rappresentante delle imprese extralberghiere della Campania che dice: “Andrea Prete, presidente dell’UnionCamere della Campania chiarisca perché intende spendere 700mila euro all’anno di soldi delle imprese della regione per allestire uno showroom stile Rinascente degli anni 70. E la Regione Campania giustifichi il cosiddetto “investimento” aprendo questo negozio con cinque vetrine nell’ex sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura, nota per l’atto terroristico del 1969 . Chi farà cosa e perché? Nell’era digitale e delle vetrine online, questi signori firmano contratti per affittare dei locali non già in qualche paese estero magari per qualche joint venture internazionale ma per garantire probabilmente ai soliti noti di avere una dependance di lusso per i viaggetti a Milano. Appare ingiustificabile il silenzio di tanti consiglieri regionali e di pseudo associazioni di categoria, ormai scatole vuote di matricole Inps decotte, che nulla dicono in relazione a questa operazione. Con quei soldi si possono garantire alle imprese campane ben altre opportunità, lanciando ad esempio una vera e propria piattaforma online di vendita di prodotti campani, garantendo una vetrina online per iniziative ed eventi e fornendo servizi a supporto delle tante micro imprese artigianali e commerciali ora vessate da tasse e balzelli e costretti a subire desertificazione e mancanza di sostegno concreto. Falliti i centri commerciali naturali mai nati, non risolto il problema delle aperture festive, come pure rimasto inalterato l’impianto ormai vetusto dei saldi, come ormai improponibili i costi degli affitti dei negozi senza che vi sia stata un’azione concreta per calmierare i prezzi, costringendo molti a fare debiti o chiudere definitivamente mettendo sul lastrico centinaia di famiglie monoreddito. Il Governatore faccia la cosa più giusta, rescinda da quel contratto e condivida un progetto di sviluppo tecnologico a supporto di tutte le imprese campane. E a Milano condivida con la Regione Lombardia di occupare spazi per eventi in sedi regionali lombarde mediante un semplice e più facile accordo di programma e di amicizia. Gli organismi direttivi e politici delle decotte Camere di Commercio, coinvolte in scandali e commissariamenti vari, siano concreto riferimento per le esigenze delle imprese del territorio oppure si dimettano come deve immediatamente fare l’UnionCamere della Campania. Chiediamo l’intervento del Governo per le competenze che spettano in materia di controllo e sorveglianza”.

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