Procidablues. Ballate del mare salato

Procidamia intervista Procidablues – Il libro verrà presentato martedì 21 dicembre ore 1930 presso l’ex chiesa di San Giacomo  – spazio curato dall’associazione Poiesis.

Come nasce Procidablues?
Procidablues nasce una sera d’estate del 2009, alla presentazione del libro di Francesca Borgogna. Mi venne da pensare che la gente che scriveva a Procida era proprio tanta e che sarebbe stata una bella idea di raccogliere un racconto da ogni autore per creare un’antologia veramente “procidana”. un racconto che fosse ispirato neturalmente a Procida, senza alcuna limitazione.
Cosa unisce le storie e gli autori?
Solo Procida li unisce. Null’altro. I generi sono tutti diversi: si passa dal noir alla storia d’amore, dal racconto storico al racconto vissuto sul filo dei ricordi, dal fantasy alla fantascienza, dal racconto ispirato ai miti della nostra letteratura (Graziella ed Arturo) al racconto contemporaneo etc. etc. E diversi sono gli stili, la lunghezza dei racconti, etc etc
Quali i rischi e quali le opportunità che offre la “procidanità”?
Non vedo rischi, se non forse il rischio di affezionarsi troppo allo scoglio, un eccessivo attaccamento all’isola ma pochissime persone che conosco ne soffrono.
Le opportunità sono tante: la “procidanità” rappresenta prima di tutto l’ancora di salvezza di chi lavora fuori, di chi va lontano, di chi parte la mattina e torna la sera, di chi non dimentica le radici, di chi si emoziona per la tromba di venerdì santo (sembra banale ma è così), di chi l’estate dice : però che comodità, prendo la vespa e sto al mare, a Napoli ci mettono due ore, di chi fa il mistero anche l’ultima settimana perchè non vuole rompere la tradizione o  perchè vuole stare con gli amici che vede una volta all’anno…la “procidanità” è, sembra strano, un’isola felice dove ti rifugi quando sei stanco e vuoi solo riposare, la “procidanità” rappresenta quel che siamo anche se andiamo a lavorare a Milano…poi tanto qua torniamo che il cuore ce lo chiede…
Quale identità dell’isola scaturisce chiudendo l’ultima pagina del libro?
Pettegola, misteriosa, stupenda, abbandonata, selvaggia, abusata e condonata, malinconica, terra delle seconde possibilità, terra di chi si vuol bene, terra di chi tradisce, terra d’amore e morte, terra dei ricordi, terra ripudiata, terra amata, terra circondata dalle acque: quasi un isola ma a volte così variegata e variopinta che è meno di terraferma e più di isola…è quasi un’isola e mezza questa nostra isola…

http://procidablues.blogspot.com/

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