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Ira, superbia, odio, rancore e gelosia stanno sempre di più alimentando la nostra Terra

gelosia invidiadi Michele Romano

Mentre l’attuale situazione meteorologica espone la naturale bellezza dell’isola di Procida, in tutto il suo splendore, agli occhi stupiti e meravigliati di viandanti che ancora la visitano durante il periodo autunnale, al contrario , nell’ambito delle relazioni sociali e personali della collettività isolana, si respira un atmosfera torbida. L’ira, la superbia, l’odio, il rancore, la gelosia stanno sempre di più alimentando la nostra Terra. In tal senso, si ha la sensazione di incunearsi in uno strato desertificato dove non si riesce a trovare nessuna oasi felice in ciascuno vive nella propria esclusiva visione della realtà, come vasi non comunicati.. Le stesse istituzioni, le agenzie educative e i soggetti politici, hanno acquisito l’abitudine a stare rannicchiati nella propria “domus aurea” insensibili a ciò che accade nell’arena del vivere quotidiano o addirittura offrendo testimonianze poco edificanti con effetti pedagogici estremamente negativi, specialmente sulla fascia adolescenziale. Tutte queste percezioni, visto che stiamo avvicinando alle elezioni comunali, diventano sempre più solide e verosimili, osservando le procedure con cui i gruppi politici sono orientati a percorrere il cammino che conduce al voto. E qui cosa succede? Una intensa animazione nominalistica in cui si discute di chi è il turno,  su chi deve aspettare, su chi deve lasciare il passo, etc., tutto ciò contornato dal nulla inerente all’essenza di una votazione: cosa bisogna fare per riorganizzare una “polis” così dolente? Così mi viene in mente la famosa frase di Catone il Censore davanti al Senato romano: “Qui si discute (di cose futili) e, nel frattempo, Sagunto sarà espugnata”. In pratica se la nave della politica procidana non si riappropria di alcuni principi cardini quali etica della responsabilità e spirito di servizio per il bene comune proseguirà la propria corsa verso un naufragio simile a quelli plasticamente raffigurati nella tragedia del Rex, Titanic e Costa Concordia. Per questo consiglierei, per chi vuole competere e dirigere la “polis micaelica” di organizzare urgentemente corsi di formazione su questi temi specifici.

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