condono edilizio 2003
condono edilizio 2003

Ischia e Procida: Proposta del Partito Democratico apre uno spiraglio per il condono 2003

condono edilizio 2003di Gennaro Savio

Il Partito Democratico, Comitato Regionale Campano, attraverso il Forum sull’Urbanistica ha, finalmente, deciso di intervenire sul rilascio celere, mediante una procedura semplificata, dei permessi a costruire in sanatoria relativi alle domande di condono edilizio del 1985, 1994 e 2003. Allo scopo ha provveduto alla stesura di due proposte di legge, una nazionale e l’altra regionale, che, a causa dello scioglimento anticipato delle camere parlamentari, dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, essere presentate all’insediamento della nuova legislatura. Intanto, nelle prossime settimane gli elaborati preparati dal Forum dovrebbero essere presentati con una iniziativa pubblica nell’ambito della provincia di Napoli. La proposta del PD prevede “Una nuova politica in tema di governo delle trasformazioni territoriali, per il rilancio dell’edilizia legale e per una politica sociale della casa”. La parte più importante della proposta di legge nazionale interessa il terzo condono del 2003, perché attraverso i “Piani di risanamento e di riqualificazione” comunali, che saranno approvati dai comuni e dalla Regione con procedura semplificata o, in presenza di inadempienze regionali, solamente dai comuni tramite Conferenze dei servizi appositamente indette, sarà possibile: 1. Approvare i piani comunali entro 18 mesi dall’approvazione della legge. L’approvazione del Piano di risanamento e di riqualificazione costituisce, ove necessario, variante agli strumenti di pianificazione urbanistica e paesaggistico-ambientale; 2. Condonare gli immobili abusivi costruiti entro il 31 marzo 2003 ricadenti nei suddetti piani, anche nelle aree soggette a vincolo paesistico; 3. Riapertura dei termini del condono 2003 per 90 giorni dopo l’approvazione definitiva dei sopra richiamati piani comunali; 4. Sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti di demolizione di opere abusive sino alla scadenza del termine di presentazione delle domande di sanatoria. “Dinanzi alla quasi certa impossibilità che il parlamento approvi un nuovo condono edilizio per sanare l’abusivismo di necessità, ha dichiarato Domenico Savio, Segretario generale del Partito Comunista Italiano Marxista da sempre impegnato a livello nazionale nella epica battaglia contro gli abbattimenti delle case di necessità, riteniamo questa proposta del Partito Democratico un passo in avanti, seppur parziale al momento, per affrontare e mettere fine alla tragedia dell’abbattimento dell’abusivismo di necessità familiare. Se la proposta sarà approvata dal nuovo parlamento si aprirà tutto un fronte di impegno e di lotta delle popolazioni locali affinché i piani di risanamento e di riqualificazioni comunali tengano conto delle aspettative e delle esigenze abitative che vivono i territori interessati. Il PCIML, continua la nota a firma di Savio, chiede che tale proposta venga modificata per consentire che all’interno dei piani di risanamento e di riqualificazione sia possibile sanare pure gli abusi edilizi di necessità commessi sino all’entrata in vigore della legge, perché non avrebbe senso sanare quelli antecedenti e non pure quelli successivi al 31 marzo 2003, trattandosi dello stesso territorio e degli stessi piani. Inoltre, anche i più sprovveduti capiscono che senza prendere in considerazione la possibilità legislativa di sanare pure l’abusivismo di necessità successivo al 2003 il problema della tragedia degli abbattimenti e della disperazione sociale di decine di migliaia di famiglie lavoratrici non si risolverebbe, con enormi aggravi sui bilanci statali, regionali e comunali. Noi ci batteremo per questo importante risultato. Comunque, sottolinea Savio, noi non ci facciamo alcuna illusione, dopo le crociate in parlamento contro ogni soluzione del problema non sappiamo se il Partito Democratico, coi suoi alleati istituzionali, è disposto ad andare sino in fondo per la soluzione del problema e se è aperto ai suggerimenti popolari di miglioramento della proposta, come abbiamo suggerito sopra, ce lo auguriamo e, come sempre, ci batteremo in tale direzione. Nel contempo chiediamo alla base dei comitati per il diritto alla casa della terraferma, guidati da grandi elettori del centrodestra, di abbandonare gli inganni elettorali seguiti sino ad oggi e di non farsi ancora sedurre da proposte parlamentari che non hanno alcuna prospettiva di essere prese in considerazione né tanto meno di essere approvate dalle aule parlamentari.

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