Oltra 80.000 firme contro la regionalizzazione della scuola

PROCIDA – “Con oltre 80 mila firme abbiamo largamente superato l’obiettivo iniziale che ci eravamo posti. È un grande risultato che dimostra che la nostra scuola è la scuola del Paese.  La prossima settimana ci sarà il passaggio tecnico della consegna al Senato. Si apre, quindi, una fase tutta politica per scongiurare il progetto di regionalizzazione della scuola statale nazionale”.

A dichiararlo è il Segretario generale Uil Scuola Rua, Giuseppe D’Aprile, che commenta così l’entità del risultato della raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare contro l’autonomia differenziata.

Migliaia di cittadini, quindi, hanno dato il loro sostegno alla raccolta firme che ha visto coinvolti in prima linea i sindacati FLC CGIL, UIL Scuola RUA e Federazione Gilda Unams, per la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare avente ad oggetto la modifica dell’articolo 116 comma 3 della Costituzione, concernente il riconoscimento alle Regioni di forme e condizioni particolari di autonomia, e dell’art. 117, commi 1, 2 e 3, con l’introduzione di una clausola di supremazia della legge statale, e lo spostamento di alcune materie di potestà legislativa concorrente alla potestà legislativa esclusiva dello Stato, dimostrando così quanto la scuola rappresenti un bene comune e l’importanza fondamentale che riveste per tutto il Paese. Sei mesi intensi di iniziative, tra manifestazioni, assemblee, campagne di comunicazione e appelli alla cittadinanza, per fermare il disegno di legge Calderoli sull’Autonomia Differenziata la cui attuazione rischierebbe di disgregare il carattere nazionale del sistema di istruzione e di alimentare le disuguaglianze territoriali.

“In questi mesi ci siamo mobilitati per la scuola nazionale, come abbiamo fatto sempre, attraverso assemblee, incontri e convegni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e dimostra che il personale della scuola è unito e pronto a battersi in ciò in cui crede – aggiunge D’Aprile. Ora, è necessario che il mondo politico batta un colpo, è il momento della verità. Chi non è d’accordo con il disegno di legge Calderoli deve dirlo chiaramente e mostrare una partecipazione reale e convincente.

Il milione e 200mila lavoratori della scuola, che – evidenzia D’Aprile – sono anche elettori e sono coloro che la conoscono e la fanno funzionare tutti i giorni con dedizione e professionalità, hanno il diritto di conoscere quali forze politiche sosterranno il sistema di istruzione statale e nazionale.

Lo Stato – prosegue il segretario generale della Uil Scuola Rua – deve mantenere un ruolo centrale nell’istruzione attraverso un modello che sia garanzia di laicità, gratuità e pluralismo che contribuisca a mantenere alto il livello qualitativo dell’istruzione, che rappresenta uno dei principali fattori di crescita economica e sociale di qualsiasi Paese”.

La Campania ha dato un forte contributo. A sottolinearlo Roberta Vannini, segretario regionale Uil Scuola Rua, che dice: “Le oltre 10mila firme raccolte in Campania, sulle 80 mila registrate a livello nazionale, costituiscono un risultato lusinghiero che dimostra che la nostra scuola, quella campana, è viva e vigile rispetto a tutto ciò che potrebbe condizionare negativamente la scuola del Paese, quella pubblica statale!”.

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