La Bimba Gioiosa

Di Annarosaria Meglio

Quel giorno fui svegliata dalla pioggia battente contro i vetri della finestra. Mi ero assopita da poco e non avevo dormito per niente quella notte, guardavo fuori e vedevo sempre buio perché era cattivo tempo. Quel giorno mi rattristai e dicevo tra me e me “ieri era una stupenda giornata” e mi ero ripromessa che l’indomani fosse stato lo stesso sarei andata a fare una passeggiata. Ma oggi piove.  Io vivevo sola. Non avevo parenti vicini ma questo non mi era mai pesato. Ero una maestra elementare in pensione, quanti bambini erano passati dalle mie aule con i loro visi innocenti e belli. Sì li ricordavo uno ad uno. Ciao ragazzi adesso siete uomini e danne che camminate per il mondo ma vi voglio bene come allora. Nell’ultimo incarico scolastico che ebbi prima della pensione nella nostra Scuola arrivarono dei bambini stranieri. Le loro famiglie avevano chiesto rifugio in Italia perché nei loro paesi c’era la guerra. Nella mia aula vennero otto bambini, cinque maschietti e tre femminucce. Erano biondi dagli occhi azzurri come il mare che circonda la nostra Italia. Erano fragili, timorosi e parlavano zitto zitto. Mi diedi molto da fare per inserire i ragazzi con i nostri bambini che dopo decine di giorni erano tutti amici. Tra loro c’era una bimba molto carina, bionda con occhi espressivi e curiosi si chiamava Raissa Gioia che si affezionò molto a una bimba italiana. Brunella, anche lei molto bella e studiosa e tanto socievole con tutti i bambini. Il tempo passava e arrivò il periodo natalizio e la scuola, come ogni anno, organizzava la recita di Natale. I bambini erano frenetici e allegri e anche Raissa Gioia era contentissima di partecipare. Tutti i bambini della scuola ebbero un personaggio da imitare. Il 20 dicembre del 2000 furono invitati tutti i genitori per la recita. Raissa Gioia interpretava la Madonna ed era bellissima ma si emozionava tanto e allora veniva spesso applaudita. I bambini furono molto bravi nel recitare ne usci” una bella festa natalizia. Raissa Gioia e Brunella stavano sempre insieme e invece della timidezza le uscì fuori tanta gioia. Era proprio una bambina gioiosa e un giorno mi disse: “signora maestra vuole sapere perché mi chiamo Raissa Gioia? Quando sono nata, nel mio paese, c’era la guerra e i miei genitori quando mi strinsero per la prima volta tra le loro braccia mi promisero che mi avrebbero portata via da quel paese dove si sparava di giorno e di notte e quindi siamo venuti in Italia dove regna l’amore e la gioia e l’accoglienza per questo il mio nome che mi fu dato era Raissa Gioia in onore dell’Italia. Ora che sono grandicella mi hanno detto questo segreto e io sono strafelice di vivere insieme a voi”. La mattina del Natale Brunella vide tanti regali sotto l’albero di Natale, li guardava ma non ne aprì neanche uno. I suoi genitori le dissero: “amore non scarti i tuoi regali?” E Brunella rispose “quest’anno li voglio regalare alla mia amica Raissa Gioia voglio far provare anche a lei l’emozione di scartare un regalo tutto suo, bello con tanti fiocchi e vedere i suoi occhi brillare cosi sarò contentissima anche perché le voglio un gran bene”. Cosi senza aspettare la risposta dei suoi genitori prese un grosso sacco natalizio mise tutti i pacchetti dentro e chiamò il fratello: “Marco scendi, devi venire con me dobbiamo andare da Raissa Gioia” e il fratello “Aspetta fammi prendere il cappotto e il cappello che fuori fa molto freddo”. Salutarono i genitori e andarono. Bussarono la porta che si apri subito e sulla soglia c’erano la mamma e il papà di Raissa: “Buon Natale ” – dissero – entrate che fuori fa molto freddo” e chiamarono la figlia.  Lei arrivò con un bel vestito rosso in onore del Natale e vedendo tutti quei pacchetti corse dicendo che anche lei aveva un pacchetto per noi. Mi diede una bambola di pezza un cappello e una sciarpa per mio fratello dicendo che li aveva fatti lei con le sue mani. Ci abbracciammo. Dopo scartammo i regali insieme e la sua mamma ci offrì una cioccolata calda con dei dolcetti tipici del loro paese. Erano fatti con datteri e pinoli davvero buoni. La mia Amica Gioia era contentissima e per me quell’anno fu il più bel Natale.

Potrebbe interessarti

Stupore e meraviglia

Di Michele Romano Il filosofo Emmanuel Kant dice: “Due cose in me destano stupore e …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *