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La capacità educativa della scuola dove è andata a svernare?

Di Michele Romano

PROCIDA – La nostra esistenza si trova incuneata dentro un mondo capovolto in cui la categoria dei disvalori sta desertificando quella dei valori. Così sperimentiamo che la diseducazione spinge in un recinto sempre più limitato l’educazione. E’ sufficiente osservare i propri comportamenti in famiglia, nella scuola, nelle relazioni sociali, nei posti di lavoro, nelle istituzioni, nella politica, nei mezzi di comunicazione, per comprendere come i pregiudizi, la superbia, la vendetta, il disprezzo, l’odio, prevalgono sui buoni sentimenti i quali non sono espressioni naturali ma culturali in quanto si apprendono. E qui ci assale l’interrogativo: la capacità educativa della scuola dove è andata a svernare? Ebbene, dal momento in cui, in modo sciagurato, ha smesso di concepire come luogo di formazione per abbandonarsi, attraverso l’enfasi informatica, alla visione dell’istruzione intesa come “somma d’informazione”, ha smarrito il “farmaco” che cura i sentimenti e le emotività degli adolescenti e dei giovani e, con esso, l’autorevolezza, cioè la pedagogia, termine greco che significa “educazione” del fanciullo ma, attraverso lo sviluppo della riflessione, essa si eleva a valore universale. Perché assume tale configurazione? La risposta è che, nella sua interessa, l’uomo deve ritrovarsi nel proprio valore di essere e di agire dentro un meraviglioso disegno, in cui il rapporto è vissuto in profondità, con la tensione di elevarlo per giungere all’attuazione attraverso l’incontro tra pensiero e realtà, tra principio ed esecuzione, tra intenzione ed attenzione, tra stimolo e amore. In altri termini una pedagogia di servizio, di disponibilità in grado di indicarci il tipo di umanità aperta agli ideali supremi di verità, di giustizia, di pace, anche perché essa non è una scienza informativa ma formativa nel suo valore costitutivo e dinamico della personalità umana e di quel mondo in cui questa si apre per agire non soltanto nel campo della conoscenza ma, soprattutto, nelle relazioni di famiglia, di scuola, di società, di Stato dove si esplica il cammino della nostra esistenza.

Si parla tanto della riforma della scuola, che nonostante l’acuta crisi in cui è sprofondata, resta e dovrebbe restare una primaria sentinella del vivere civile e solidale. Ebbene, molti dicono che bisogna cercare i mezzi. Noi suggeriamo che la prima pietra da edificare sta nel moltiplicare i docenti che si impegnano davvero come educatori e non guardano la scuola soltanto come informazione quanto come formazione realizzatrice di piani e disegni, certamente con tutti i supporti e gratificazioni dovute. Altrimenti alunni che metteranno in punizione gli insegnanti dilagheranno e movimenti politici di bulli già in auge, utilizzando una terminologia da chi è nato sul mare della meravigliosa “polis micaelica”, condurranno a frantumarsi sugli scogli della democrazia e alla creazione di una società e di uno Stato che prende la raffigurazione del gigantesco e voracissimo mostro acquatico della tradizione biblica, Leviatano, preso a simbolo dal filosofo Thomas Hobbes per indicare un potere totalitario in cui l’uomo diventa sempre più lupo sull’altro.

Postilla finale: Restiamo imperterriti credenti della speranza perché la scuola d’infanzia e primaria, con tante figure significative di docenti, in gran parte donne, ha mantenuto alta la sagacia educativa tanto da rappresentare un pungolo per quella superiore (compreso l’Università) che hanno disperso, in modo rilevante, lo slancio vitale del respiro pedagogico.

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Un commento

  1. Per il dott. Michele Romano una chicca partorita in un contesto pertinente ed…impertinente al tema !

    IO SPERIAMO CHE….SCENEGGIATURA di rotellapiera@tim.it

    PRIMO TEMPO :RICOSTRUZIONE SCENICA D’ UN’AULA DI LICEO

    CON CARTINE GEOGRAFICHE, SOSPESE ALLA MEGLIO, E RATTOPPATE IN PIU’ PUNTI
    PRESENTE E’ IL DOCENTE DI TURNO,
    SULLA PARETE DOVE E’ ADDOSSATA LA CATTEDRA, SGHEMBA,
    UNA FOTOGRAFIA INGIALLITA, DEL PRESIDENTE E DAL RETRO DELLA LAVAGNA,
    PUNTUALMENTE IMBRATTATA DA FRASI AD EFFETTO REPELLENTE,
    GIUNGE MONOTONA LA VOCE UNIFORME E DISTACCATA DEL PROFESSORE INCARICATO, RIVOLTA AD UN GRUPPO INDISTINTO D’ ALLIEVI, A CUI E’ DIRETTA…
    MENTR’ ESSI ASCOLTANO, CON ARIA DIVERTITA E DISTRATTA ..
    CONTEMPORANEAMENTE, E CON FARE FURTIVO,
    IL PROFESSORE SORVEGLIA ATTRAVERSO LE IRREGOLARI FESSURE
    DELLE DISMESSE TAPPARELLE, LO SPAZIO RISERVATO, NEL CORTILE SOTTOSTANTE
    ALLA SUA NUOVA E FIAMMANTE FIAT 126 ” USATO SICURO “.
    LA RITMICA MELODIA, D’UN CELLULARE IMPORTUNO RISUONA INSISTENTEMENTE FRA I BANCHI . ( DIALOGHI TRA I PARTECIPANTI )

    SECONDO TEMPO : RICOSTRUZIONE D’UN UFFICIO DIDATTICO PRESIDENZIALE, CON ANTICAMERA DESTINATA AL VICE-PRESIDENTE :
    L’ARREDO D’ ENTRAMBE LE CAMERE APPARE SPOGLIO E, NEI RIGOROSI TONI DEL MARRONE, COMPIUTER, TELEFONIA, STAMPANTI E FOTOCOPIATRICI
    ALL’APPARENZA DISPONIBILI A TUTTI, TRONEGGIANO SU VETUSTE SCRIVANIE
    MA , DECOROSAMENTE COORDINATE…L’ACCESSO, INTERFERENTE,
    DEL PERSONALE A.T.A. PREPOSTO AL RIORDINO E, MANUTENZIONE DELLE STESSE
    CONFERISCE AGLI UFFICI, TOTALE PROVVISORIETA’E PRIVACY INESISTENTE .
    SUI RIPIANI, VECCHIE IMPRONTE DI CAFFE’ ROVESCIATO, TESTIMONIANO,
    LO SCARSO IMPEGNO DEL PERSONALE DI TURNO, A RIGOROSE E PERIODICHE RIPULITURE . GLI STRUMENTI DI CANCELLERIA, COME GLI AUSILII DESTINATI AL CONSUMO…GIACCIONO SOTTO CHIAVE, ONDE DISSUADERE EVENTUALI MAL’INTENZIONATI CHE PROCEDESSERO AL RELATIVO ASPORTO .
    LE TOILETTE RISPETTIVE,DIFFERENTI DA QUELLE DEI DISCENTI, PRESENTANO ALCUNI ACCESSORI ” COSIDETTI DI LUSSO ” INDISPONIBILI PERO’ AGLI SCOLARI :
    CARTA DA LAVABO E DA WC, IN ABBONDANZA
    SPECCHIO RIFLETTENTE MA, SPROVVISTO DELLA RELATIVA CORNICE,
    PRODOTTI SANITARI PER DISINTASARE GLI INGORGHI, SAPONE,
    CONSTATIAMO L’ASSENZA ” INGIUSTIFICATA ” DEL VASO BIDET,
    SICURAMENTE CONSIDERATO DAGLI UTENTI COMUNI U N ” OPTIONAL DI LUSSO ” RISERVATO PROBABILMENTE AGL’ISTITUTI CON RETTA SEMI-PRIVATA !!

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