La Chiesa e la mancanza di vocazioni

Di Giacomo Retaggio

Qualche giorno fa mi giunse un messaggio di don Vincenzo Vicidomini, parroco della Chiaiolella, che mi dava gli auguri per S. Giacomo e mi comunicava, tra l’altro, che fra poco sarebbe andato via come parroco pe raggiunti limiti di età. Sinceramente la cosa mi è dispiaciuta anche perché con Vincenzo c’era un antico rapporto di amicizia e di stima reciproca. Ma il problema non è solo questo: analizzando, anche superficialmente, la cosa, viene fuori che a Procida, nel giro di qualche anno, perché tutti i preti sono su per giù della stessa età, siamo destinati a rimanere senza sacerdoti. O, quanto meno, con un numero minino nettamente insufficiente alla bisogna. E dire che l’isola meno di un centinaio di anni fa, aveva settanta, ottanta preti, se non di più. Che cosa è successo? Onestamente non sono in grado di trovare una spiegazione. E, se andiamo ad analizzare anche non troppo in profondità, la situazione ci dobbiamo rendere conto che il tutto è frutto di una “Scristianizzazione” in atto e già da parecchio. E’ venuta meno la molla che alla base del diventare prete, vale a dire la “vocazione”, la cosiddetta “Chiamata” dello Spirito Santo. Quando ero ragazzo e frequentavo le sagrestie, in particolare la Madonna della Libera, la tentazione di diventare sacerdote era quasi costante. Forse giocava il suo ruolo l’ambiente sempre ricco di preti, le discussioni che facevano, le verità che diffondevano. Qualcosa doveva essere per tenere tutti quei ragazzi, come eravamo noi, legati alla chiesa, alla parrocchia, alle scadenze religiose. Poi nel giro di una decina di anni tutto questo fervore religioso giovanile è scomparso. Ci siamo allontanati senza rendercene conto dalla Chiesa e, purtroppo, nessuno ci è venuto a rincorrere. Il risultato è che oggi siamo ridotti senza preti. Ma l’indifferenza della gente avverso l’argomento è che nessuno ci fa caso trattando la cosa con un’alzata di spalle. Io, invece, ritengo che la situazione sia molto più grave: i preti sono sempre stati, insieme ai naviganti, le colonne portanti della società e della cultura procidana. Non è una bella cosa che si siano quasi azzerati di numero, Il problema non riguarda solo Procida, ma un pò tutto il mondo. Il fenomeno è planetario. Qual’è la causa? Secondo e un eccesso di secolarizzazione. Ho l’impressione che la gente creda in Dio sempre meno e questa sarebbe la logica conseguenza. Oggi il non credere è diventato un segno distintivo, di maturità, di cultura. Il credere nella Divinità sarebbe una sorta di infantilismo socio- culturale. Certo nulla nasce a caso: ci dovrà pure essere una spiegazione ed una causa per quanto sta accadendo. Perché sta scomparendo il concetto di Dio? Io non so rispondere a questa domanda. Datemi una mano. Perché, secondo me. se si risolve questo problema, aumentano di nuovo anche i preti.

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Un commento

  1. Elisabeth Walz

    Purtroppo il problema è anche lì in Germania. Questa sera sono andata alla messa della piccola chiesa di Unteruhldingen al Lago di Costanza dove sono in vacanza per pocco giorni. Migliaia di turisti fuori davanti alla chiesa. Visitano musei, parchi ma ignorano la cosa più antica e più spirituale del luogo. Che peccato non sentirlo. Non dobbiamo essere credente per sentirlo. Un ora di pace e di condivisione…

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