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La Federconsumatori Procida chiede chiarimenti sul contributo “volontario” richiesto alle famiglie dalle Istituzioni scolastiche.

federconsumatori procidaDa diverso tempo, in modo particolare i genitori, cercano di comprendere quanto sia effettivamente “volontario” il contributo richiesto dalle istituzioni scolastiche per la frequenza dei propri figli. Da questo punto di vista, continuando nella battaglia avviata negli anni addietro, la Federconsumatori, attraverso il locale coordinatore Tommaso Forestieri, ha inviato una nota al Dott. Giovanni Villani, Presidente del Consiglio d’Istituto “F. Caracciolo da Procida” e al Dott. Raimondo Ambrosino, Presidente del Consiglio di Circolo Istituto Comprensivo “A. Capraro – A. Scialoja”, per chiedere una serie di chiarimenti.

“Gentili Presidenti, a seguito delle lamentele di numerosi genitori pervenute presso lo sportello Federconsumatori inerenti al contributo “volontario” per l’iscrizione a scuola per l’anno 2014-2015, mi sento in dovere di chiedervi, nella tua qualità di Presidente dei rispettivi Consigli di Istituto, e pertanto rappresentante di tutti i genitori, l’inserimento nella prossima riunione del Consiglio di Istituto dell’argomento contributo “volontario”, chiarendo e facendo luce sul fatto che il contributo è VOLONTARIO E NON E’ CONDIZIONE PER L’ISCRIZIONE DELL’ALUNNO, così come dettato dalle due circolari ministeriali  n. 312/12 e n. 593/13. Inoltre, vi metto a conoscenza del fatto che non tutte le mamme sono state informate della possibilità di pagare in forma ridotta nel caso di più figli in età scolare. Sarebbe appropriato portare tali notizie a conoscenza di tutti i rappresentanti di interclasse e tramite loro di tutti i genitori. Sicuro di un Vs. pronto intervento e di un cortese riscontro del presente documento ti porgo, cordiali saluti.”

Per quanto riguarda l’aspetto normativo, per meglio chiarire la contrastata materia, il comma 622 della legge 296/2006  (finanziaria 2007), dopo aver sancito l’obbligatorietà dell’istruzione per dieci anni ha, tra l’altro,  confermato“il regime di gratuità ai sensi degli articoli 28, comma 1, e 30, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226” . Pertanto se ne desume che “In ragione dei principi di obbligatorietà e di gratuità , non è dunque consentito imporre tasse o richiedere contributi obbligatori alle famiglie di qualsiasi genere o natura per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro) fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime (quali ad es: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, ect). Eventuali contributi per l’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni possono dunque essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria” (liberale). Anche l’Agenzia delle entrate ha dedicato un approfondimento proprio alle erogazioni liberali spiegando che “sono detraibili dall’imposta sul reddito, nella misura del 19%, le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa. La detrazione spetta a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari ovvero mediante altri sistemi di pagamento”.

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