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CASAMICCIOLA, IL COMMISSARIO PROPROGA DI DIECI GIORNI IL PAGAMENTO DELLA TARES MA I CITTADINI CHIEDONO L’ABBASSAMENTO DELLA TARIFFA: “ORA BASTA, SCENDEREMO IN PIAZZA PER PROTESTARE”

tares casamiccioladi Gennaro Savio

Sono esasperati e non hanno dove prendere i soldi per poter pagare la Tares vertiginosamente e vergognosamente aumentata a dismisura. Sono i cittadini e i piccoli commercianti di Casamicciola Terme, Comune dell’isola d’Ischia, alle prese in questi giorni con le bollette “pazze” della spazzatura. Infatti nonostante il capitolato d’appalto rispetto al 2012 non sia variato, con la  diversa distribuzione dei carichi di pagamento decisi dall’amministrazione commissariale, il costo della Tares è lievitato  per le famiglie e le piccole aziende mentre ha garantito enorme risparmio alle grosse strutture alberghiere e commerciali: da non credere! Stanchi di dover sottostare a vessazioni e ingiustizie, oltre duecento cittadini si sono recati in Municipio dove era stato fissato un incontro tra il Commissario Prefettizio e una delegazione di cittadini formata da cinque persone. Saranno state le sue durissime dichiarazioni rilasciate alla stampa contro l’assurda decisione commissariale di salassare le fasce più deboli, sarà che è conosciuto per la sua coerenza e la sua fermezza, fatto sta che a Domenico Savio non si voleva dare la possibilità di far parte della delegazione. Un pretesa assurda prontamente stigmatizzata dallo stesso Savio tra gli applausi della folla. “Hanno posto il problema che io non facessi parte della delegazione, nascondendosi dietro il fatto che io sono un politico. Ma io non sono un politico di Casamicciola- ha tuonato Domenico Savio -, io non sono il responsabile politico di  questo disastro che ha creato il potere politico di Casamicciola riversandone le drammatiche conseguenze sulle fasce sociali più deboli di questo Comune. Se i cittadini mi hanno voluto far parte della delegazione è perchè hanno fiducia, stima e sono convinti che in materia abbiamo le conoscenze per poter partecipare a questo incontro”, ha concluso Savio tra la folla sempre più indispettita. Dinanzi al persistere della volontà di non far intervenire Domenico Savio all’incontro col Commissario, la tensione sotto il Municipio è salita e i manifestanti hanno cominciato ad urlare a squarciagola il suo nome “Savio, Savio, Savio”. E sono stati proprio i cori dei manifestanti a spingere letteralmente Savio in quella che dovrebbe essere unicamente la casa del popolo. Il Consigliere comunale di opposizione di Forio, accompagnato da altri cittadini e dalla combattiva e coraggiosa giornalista Ida Trofa de “Il Dispari” promotrice di questa battaglia di civiltà sociale, ha fatto da portavoce per tutti i casamicciolesi chiedendo l’immediata revoca della delibera che ha lievitato i costi della Tares e la rateizzazione del suo pagamento. Dopo un lungo confronto tra il Commissario che sosteneva di non poter revocare la delibera e Domenico Savio che controbatteva fermamente che l’atto amministrativo poteva e doveva essere revocato, la Dott.ssa Gamerra, pur rimanendo sulle sue posizioni, ha prorogato la data del pagamento della Tares di dieci giorni. “Cari cittadini – ha affermato Savio appena uscito dal Municipio, l’incontro c’è stato e io vi ringrazio per aver sostenuto la richiesta che senza di me la delegazione non sarebbe stata ricevuta. Vi ringrazio di cuore della stima e della fiducia che avete avuto e che avete in me, fiducia che gratifica i miei 61 anni di impegno sociale portato avanti sempre a difesa delle fasce sociali più deboli socialmente e contro i potenti. Ho innanzitutto detto al Commissario – ha spiegato Savio – che qui fuori c’era una gran parte della popolazione di Casamicciola massacrata dal potere politico nazionale,  governo e parlamento, gli eletti in  questo parlamento e dal potere politico o commissariale locale oltre che ad essere affamati da questo potere politico e dai rappresentanti delle istituzioni della nostra Repubblica. Per non farla lunga, noi abbiamo proposto quello che già avevamo detto prima, premettendo che i cittadini di Casamicciola non hanno i soldi per poter pagare queste bollette e che qui c’è tanta gente disoccupata che non può neppure mettere il piatto a tavola e che dinanzi a una situazione del genere nessun politico e nessun Commissario Prefettizio si può permettere di massacrare ulteriormente i cittadini. Il punto è che loro hanno modificato l’elemento variabile della tassa che è composto da due elementi: quello fisso e quello variabile. Lo hanno modificato per il 2013, aumentandolo paurosamente, rispetto al 2012. Ad essere state massacrate sono state solo le famiglie e le piccole aziende. Tutto il resto, albergatori, supermercati, uffici bancari, studi commerciali eccetera, sono stati vergognosamente diminuiti”. Il commissario dice: ‘ma noi abbiamo applicato un decreto legge’ e io gli ho detto che nessun decreto legge proibisce a un Comune di gestire in un certo modo una tassa, così come quella della spazzatura. Infine – ha concluso Domenico Savio –  abbiamo chiesto la revoca della delibera, la rimodulazione delle tariffe a partire dal dato base del 2012. In più gli abbiamo detto di andare a colpire la grande evasione, i potenti e per quanto concerne il debito che il Comune haontratto per la società che gestisce la spazzatura, si colpiscano i responsabili, venti anni di responsabili che hanno creato questa situazione”.Inutile dire che ai cittadini di Casamicciola non interessa la proroga del pagamento ma unicamente la diminuzione della tassa e che per ottenere un abbassamento del costo, hanno deciso di scendere nuovamente in piazza e di intraprendere anche azioni legali. Intanto la protesta cresce a vista d’occhio e ha creato non poco malcontento la presenza tra la folla di ex sindaci ed ex amministratori di Casamicciola pronti a strumentalizzare i malumori popolari in vista delle elezioni della prossima primavera. E i casamicciolesi, stanchi dei “volponi” della politica bramosi di poltrone e potere e della lotta politica tra “bande” in corso nella Cittadina termale, li hanno elegantemente snobbati. Intanto i manifestanti sono determinati nell’andare avanti nella loro giusta lotta.

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