La preghiera di don Mimmo Battaglia

Di Giacomo Retaggio

PROCIDA – Non so quanti di voi abbiano letto la preghiera scritta dall’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, in relazione alla guerra tra la Russia e l’Ucraina. Se non l’avete ancora fatto, fatelo al più presto: è un capolavoro assoluto! Non leggevo una preghiera di tale profondità ed ampiezza da molto, forse troppo tempo. Questa preghiera mi riporta alle orazioni degli antichi Padri della Chiesa, ma in chiave moderna e terribilmente attuale. Con un lessico semplice ed estremamente accessibile espone delle verità universali. La sovrapposizione e l’identificazione del bambino morto sotto le bombe di Kiev, del militare di leva russo mandato a morire, del giovane ucraino della resistenza, e di qualsiasi altro morto a causa della guerra, con la figura di Cristo crocefisso è molto profonda e suggestiva. Cristo vive in ciascuno di questi morti e continua a morire in un nuovo e rinnovato Calvario. La guerra continua ad uccidere Gesù e lo fa nelle persone di questi soggetti innocenti. Il tutto è una metafora della Passione di Cristo rappresentata dall’uccisione di questa povera gente. Nella preghiera c’è un grido: Cristo non fare la nostra volontà! Ed è ovvio che sia così, perché la nostra, la volontà degli uomini, è una volontà di distruzione e di morte. E la preghiera continua: Signore ci hai dato le mani per abbracciarci, ma noi le usiamo per ammazzare. Non fare la nostra volontà! Caino ha prelevato le pietre dal suo campo per ammazzare Abele. E poi il grido finale: Signore proteggi anche Caino! A me sembra udire le parole di Cristo in croce: “Padre, perdona loro perché non sanno ciò che fanno!”

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