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La Procida che Vorrei e il laboratorio dello sviluppo sostenibile

la procida che vorreiIdentità, Vivibilità, Reciprocità, Sostenibilità, Partecipazione. Queste le parole chiave che ricorrono con maggiore frequenza nel manifesto politico de “La Procida che vorrei” presentato alla stampa lo scorso giovedì nei locali de “La Maison” e sabato mattina alle ore 11,00 in Piazza della Repubblica alla cittadinanza .

“La Procida che Vorrei” mette al primo posto la difesa dell’identità procidana come risorsa fondamentale del futuro, scevra di provincialismo e aperta al mondo come nella nostra tradizione marinara. Difendere l’identità dell’isola significa provare a guardare l’isola con gli occhi del forestiero, significa rendersi conto del grande patrimonio ereditato, per preservarlo e conservarlo. Le architetture antiche, i giardini tipici, la memoria comune, il vissuto della  comunità, la sua antica tradizione marinara, devono essere restaurati, valorizzati e condivisi per farne ancora  punto di riferimento delle prossime generazioni. Identità e tradizione, paesaggio, qualità della vita, straordinarie bellezze naturali sono la forza e sono anche attrattori per una tipologia di turista che già frequenta silenziosamente l’isola, ma che spesso non torna mai più per una scadente vivibilità degli spazi pubblici e la scarsa fruibilità dei nostri beni. In questa visione non esiste contrapposizione tra gli interessi degli operatori del turismo e chi, la maggioranza, vive di un diverso lavoro: il minimo comune denominatore è la valorizzazione dell’unicità dell’isola, e l’investimento sul buon vivere.

Procida dovrà puntare di più sulla cultura. Bisogna valorizzare gli eventi della tradizione, le manifestazioni del periodo pasquale, la Sagra del Mare, il Premio “Elsa Morante” e puntare su pochi nuovi appuntamenti che coinvolgano la comunità locale. Un obiettivo primario – si legge nel manifesto politico – è quello di puntare  sulla vivibilità quotidiana migliorando il decoro urbano, l’ordine, l’ordinaria manutenzione delle infrastrutture e dei beni pubblici.

Il Comune deve essere più efficiente, obiettivo da raggiungere tramite l’informatizzazione dei servizi così come previsto dalle normative e come da tempo proposto dal gruppo “Insieme per Procida”, per consentire ai cittadini di gestire la maggior parte delle istanze dalla propria abitazione.

Lavorare per la vivibilità quotidiana dell’isola significa anche rilanciare i servizi sociali offerti dal Comune puntando alla reale soddisfazione delle esigenze delle fasce più bisognose della comunità. Bisogna investire nelle politiche giovanili, trovando spazi e risorse  per corrispondere alle aspettative delle nuove generazioni. Al tempo stesso necessita tutelare anche le persone più anziane, offrendo loro servizi adeguati, coinvolgendoli nelle iniziative pubbliche, favorendo la nascita di case di riposo che possano fargli trascorrere in compagnia gli ultimi anni della loro esistenza. Bisogna mettere a punto un servizio sanitario locale capace di gestire al meglio le emergenze ed offrire servizi di base in alternativa a quelli offerti in terraferma da specialisti privati.

«La delega che chiediamo con il voto – dice il candidato a Sindaco Dino Ambrosino –   non è in bianco. Il voto rappresenta idealmente una sorta di “patto elettorale” che viene stretto tra politica e società; un patto che chiede al politico eletto di render conto continuamente del suo operato ai cittadini: ciò significa che non amministreremo mai da soli ma ci proporremo sempre anche alle forze politiche diverse, perché una vera democrazia non è la dittatura della maggioranza, ma rispetto di ogni idea e continuo confronto».

Procida – come si specifica nel programma – dovrà diventare un laboratorio di sviluppo sostenibile garantendo a tutti la mobilità e la fruibilità del territorio, inclusi pedoni, anziani e bambini, con una radicale disciplina del traffico privato, con la tutela dell’ambiente, incentivando l’agricoltura biologica e i prodotti a km 0, sostenendo iniziative turistiche a basso impatto territoriale e valide tutto l’anno, con un’attenzione speciale al turismo nautico e culturale.

Il mare è una risorsa primaria e l’Amministrazione deve contribuire a stimolare la formazione nel settore marittimo, coadiuvando l’Istituto Nautico e favorendo lo sviluppo di una rete di scuole per migliorare la preparazione e la competitività. L’economia marittima è la spina dorsale del benessere di Procida. Mare significa anche  sostegno alla pesca, cura e tutela delle spiagge, delle coste.

Importante indirizzo strategico, inoltre, è quello di portare al centro delle scelte politiche il primato della volontà della cittadinanza, attraverso la trasparenza e la partecipazione ai processi decisionali, in contrapposizione a decisioni calate dall’alto o dall’esterno.

«Anche gli ultimi avvenimenti di cronaca giudiziaria – sottolinea Dino Ambrosino – dimostrano l’esigenza di voltare pagina nella gestione politica della nostra isola. Un sistema efficace si basa su una sana alternanza amministrativa che deve impedire le incrostazioni di potere e deve stimolare lo sviluppo di proposte sempre all’avanguardia. Per ottenere questo obiettivo la comunità procidana deve maturare la consapevolezza di avere la responsabilità delle scelte. Riusciremo a raggiungere nuovi traguardi se saremo capaci di crescere insieme ad una nuova classe dirigente».

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