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La Procida che vorrei parla alla gente ed è trasparente

la procida che vorreidi Tommaso Forestieri

Come attivista de “La Procida che vorrei”, intendo portare il mio contributo pubblico riprendendo la discussione politica “sul da farsi” dopo lo svolgimento delle Primarie.

Il brillante risultato elettorale conseguito da Dino Ambrosino, eletto candidato alla carica di Sindaco per il gruppo “La Procida che vorrei” e gli ottimi risultati elettorali conseguiti  dagli altri candidati (Giovanni Scotto di Carlo ed Eugenio Michelino), ci consente di affermare che “La Procida che vorrei” è un soggetto politico, coeso ed in buono stato di salute. Dino Ambrosino in un suo recentissimo intervento su questo giornale ha affermato che “La Procida che vorrei” è un contenitore aperto a tutte le realtà che intendono lavorare per una alternativa capace di governare e gestire bene i problemi ordinari dell’isola. Un segnale importante per affrontare  il restante cammino che ci resta da fare fino alle elezioni comunali di primavera.

Dino Ambrosino sente, già da adesso, tutta la responsabilità del condottiero di una squadra capace di cimentarsi con le altre durante la prossima campagna elettorale e che, nel frattempo,  sa tenere al centro del dibattito politico, per la circostanza ha affermato, che “è tra quelli che non demonizza l’ultimo intervento dell’on. Andrea Cozzolino che in quanto candidato alle ipotetiche primarie regionali che batte legittimamente il territorio isolano in cerca di sostegni, ma questa iniziativa è ben altra cosa rispetto al percorso che il gruppo La Procida che vorrei alla determinazione del Partito Democratico locale… ed esclude, tuttavia, che il gruppo “La Procida che vorrei” e le sue componenti politiche e sociali possano subire influenze da queste dinamiche “esterne” (e di retrobottega) anche perché è tra noi condiviso il principio dell’alternativa credibile si costruisce attraverso percorsi  trasparenti e di vero cambiamento”.

Conosco Dino Ambrosino da una vita e la sua chiarezza politica fa piazza pulita di “tanti chiacchiericci inutili” fatti sul suo comportamento politico; si è saputo mettere in discussione, ha voluto che si facessero le Primarie, è stato, così, lungimirante perché ha introdotto, davvero, un nuovo modo di fare politica rompendo quel vecchio modo delle “scelte a tavolino” (lunghe ed estenuanti trattative) per la scelta del candidato alla carica di Sindaco e, adesso, il consiglio che gli offro “è di tenere sempre la barra al centro del dibattito politico senza tentennamenti” e deve tener conto, anche, del contributo e del plauso espresso per aver organizzato le primarie da parte dell’ex Consigliere Comunale Dott. Michele Romano.

Fanno sperare bene i suoi propositi, del democratico convinto; infatti nelle conclusioni del suo intervento su “Il Golfo” quando afferma, con la sua genuinità che lo contraddistingue “se ci dovessero essere contributi al lavoro chiunque è ben accetto per noi tutti… e che le decisioni importanti si prendono in assemblea”. Sono dovuto, pertanto, convergere sui contenuti forti, chiari e coraggiosi che Dino Ambrosino ha esternato con convinzione. Riconosco la qualità, i pregi e la coerenza politica che, nel corso degli anni, ha espresso e che ha, senz’altro, reso la Sinistra Democratica più concreta e dinamica. Insomma, un leader ideale, che viene da una laboriosa e attiva militanza politica di partito e di Consiglio Comunale e che ha avuto a che fare con le diverse sensibilità della sinistra e del centro-sinistra, ovvero dell’Ulivo e della Colomba. E la porterà fuori.

Spero che gli verrà affiancata una vera squadra di Consiglieri Comunali e per questo sono convinto che porterà molti di noi, anche quelli come me della Sinistra storica (cioè quella più anziana anagraficamente) ad amministrare correttamente e a pieno titolo il Comune di Procida.

Infine, colgo l’occasione di esporre alcune proposte “sul da farsi a stretto giro”.

Chiedo all’assemblea de “La Procida che vorrei” di valutare l’opportunità di affidare, in via provvisoria, agli ex candidati alle Primarie la reggenza temporanea della guida di un organismo di coordinamento del gruppo politico.

Sul piano strettamente organizzativo occorre preparare una serie di riunioni pubbliche per discutere, con la gente, le linee programmatiche del nuovo soggetto politico; per discutere, con la gente, la nostra carta dei valori fondanti del nostro gruppo politico; per discutere, con la gente, un progetto ad hoc per rendere più funzionale ed efficace alcuni organismi comunali (Consiglio comunale, giunta, organismi di partecipazione comunale); per discutere una ipotesi  di progettazione di bilancio comunale partecipato; per discutere un progetto per la costituzione di un consorzio di imprese locali con la compartecipazione del Comune che potrà gestire il recupero di alcuni spazi non troppo degradati (ex carcere) al fine di consentire alle imprese l’usi dei detti spazi per attività produttive.

Alcune di queste proposte fatte, a prima vista, possono creare clamore che, a mio avviso, considero utilissimo. In alcune occasioni il clamore può essere un approccio con altre realtà  che se bene curate possono entrare a far parte di questo nuovo soggetto politico. Noi dobbiamo continuare a lavorare nella direzione che ci siamo dati, e così, dimostreremo all’opinione pubblica che con qualsiasi risultato elettorale continueremo a stare in campo per esercitare, con impegno, la nostra iniziativa di rinascita dell’isola.

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Un commento

  1. pienamente d’accordo sulle argomentazioni del nostro amico Tommaso,
    nel segno della trasparenza vorrei a questo punto che il candidato a sindaco nel segno della trasparenza
    ci indicasse il vice-sindaco io spero una donna (non mancano di forte personalita’) al di fuori degli schemi.

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