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La Soprintendenza aumenta le carte in tavola

soprintendente napolidi Vincenzo ing. Muro

Alla metà di settembre è giunta, a tutti i comuni della provincia di Napoli, (quindi anche Procida e Ischia e comunque a tutti quelli vincolati paesisticamente), una nota della Soprintendenza BB.AA.CC, con la quale si indica  una serie di documenti da allegare alle istanze di autorizzazione paesaggistica presentate ai sensi art. 146 del DLvo 42 del 2004 (cd. Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici). In verità il DPCM  del 12.12.2005 che norma la “documentazione necessaria per la verifica della compatibilità paesaggistica degli interventi proposti ai sensi art. 146……” ben individua i documenti, i contenuti, gli elaborati e gli elementi cui deve rispondere la relazione paesaggistica per consentire una corretta valutazione della compatibilità, ai fini paesistici, degli interventi da realizzare. Inoltre il DPR 139 del 2010 individua anche gli interventi – di scarso rilievo – soggetti ad una autorizzazione paesaggistica semplificata, redigendone peraltro una corposa casistica.

Il DCPM suddetto prevede, inoltre, la possibilità che le Regioni possono integrare i contenuti della relazione paesaggistica e, in accordo con la Soprintendenza regionale, “possono introdurre semplificazioni ai criteri di redazione e ai contenuti della relazione paesaggistica, per le diverse tipologie di intervento”. La nota della Soprintendenza ha sortito l’effetto di bloccare i lavori della Commissione per il Paesaggio in quanto il nostro Soprintendente,  pare senza diretto input della Regione e dimenticandosi anche della recente legislazione in materia di semplificazione amministrativa, si è evidentemente affannato  nella individuazione e ricerca di ulteriori complicazioni circa documenti ed elaborati da inserire nella documentazione di accompagnamento alle istanze di autorizzazione, partorendo, tra l’altro, le seguenti richieste, delle quali si fornisce qualche esempio:

ortofoto in originale. (L’ortofoto è una fotografia aerea corretta per renderla il più possibile conforme ad una mappa). L’ortofoto accompagna tutte le relazioni paesaggistiche, viene normalmente inserita in tutti i progetti e presa generalmente da Google, risultando quindi  pressoché contemporanea all’epoca del progetto perché arretrata solo di qualche mese. Per averla in originale, cioè sottoscritta e timbrata dall’ufficio che la  detiene, si dovrebbe far riferimento all’O.R.CA (Ortofoto Regione Campania), richiederla, farsela timbrare, ecc. con un notevole aggravio di tempi e spese,  dimenticandosi che tale documento, almeno da quanto è stato possibile accertare  via mail, oltre che di difficile reperimento, risale addirittura al 2004-2005.

rilievo completo della posizione e degli ingombri della chioma delle alberature…presenti sul lotto. Le schede saranno redatte da un botanico o un agronomo. Tale richiesta, pur se la normativa vigente prevede qualcosa di simile solo per i parcheggi interrati, può sembrare adeguata e confacente nel caso che si debba  eseguire una lottizzazione o almeno un fabbricato di qualche rilievo, ma appare fuori luogo quando, come succede nella nostra isola, gli interventi richiesti riguardino principalmente muri di recinzione, rampe o minimi ampliamenti; comunque è una richiesta al di fuori della legge e che serve non a semplificare ma a complicare le situazioni. Vi immaginate di dover chiamare un agronomo iscritto all’Albo ogni volta che si deve chiedere un muretto di recinzione?

Relazione tecnica in unica copia in originale. La relazione paesaggistica già deve contenere una sezione indirizzata alla descrizione dell’intervento, alla tipologia  e alla descrizione dei materiali da impiegarsi, alle eventuali essenze da piantumare, alla eventuale mitigazione dell’impatto ambientale, ecc. Quindi viene in definitiva chiesto un inutile doppione di una parte della relazione paesaggistica che non trova spiegazione se non  in una macchinosa e burocratica perdita di tempo e di energie. Peraltro la si chiede in unico originale anziché in doppia copia, segno che si intende trattenerla  in Soprintendenza, al di fuori della documentazione da restituire poi, vistata, al Comune.

specifiche sezioni finalizzate alla dimostrazione che la localizzazione e la progettazione delle opere abbiano tenuto conto anche… di soluzioni diverse da quella proposta…delle quali dovranno essere forniti solo gli elementi…… Così come formulata, portando agli estremi tale richiesta, significa che, se viene richiesto per es. un patio in ampliamento, bisogna non solo spiegare perché viene situato in aderenza ad un certo lato del fabbricato (cosa già normalmente precisata nella relazione paesaggistica) ma anche presentare almeno degli schizzi su come sarebbe l’intervento su qualche altro lato del fabbricato, con prolungamento di tempi e di lavoro facilmente comprensibili.

La relazione illustrativa del Responsabile….dovrà recare sempre ed in modo inequivoco, indicazione esplicita circa la data di costruzione dell’eventuale manufatto interessato alle opere….  Nel caso il fabbricato interessato è di costruzione recente o almeno dopo gli anni ’60, nella maggior parte dei casi è anche possibile risalire a licenze o atti autorizzativi ma, nel caso che si tratti di fabbricati precedenti, è ben difficile trovarne traccia e sono molti gli atti di compravendita nei quali, anche per semplicità di redazione notarile, i fabbricati vengono dichiarati come eseguiti prima del 1967, indipendentemente da autorizzazioni rilasciate. Il Soprintendente, nella sua nota, pretende che l’indagine  circa la legittimità venga estesa anche a questi ultimi (che sono certamente una gran quantità). Cosa succede quindi per un fabbricato eseguito prima del 1967 che non sia stato interessato dal condono o da accertamenti urbanistici (niente quindi risultando negli archivi comunali)? La pratica non potrà procedere se non si riesce a risalire alla data di costruzione? Ed il Responsabile del procedimento si dovrà trasformare in un poliziotto di archivio o fare accertamenti nel vicinato con la speranza di ripescare memorie dai vecchietti?

Il Soprintendente, evidentemente, è uno all’antica, che non si è reso conto che, negli ultimi decenni, lo stato italiano ha emanato una serie di leggi (tra cui la L.241/90) non solo sulla semplificazione ma anche sull’attestazione delle situazioni personali e relativi a certificazioni, stati  situazioni, titoli ecc. , che sono sostituite da una autocertificazione e/o dichiarazione sostitutiva. Occorre che qualcuno glielo spieghi. Peraltro, nella stessa nota, sottolinea come sussista “.. in capo alle amministrazioni competenti, (cioè al comune)  l’obbligo della verifica della ricorrenza dei presupposti… e la verifica  della legittimità dello stato di fatto del sito ..”, però ne chiede documentazione  per poterne, evidentemente, effettuare un controllo supplementare.

Appare evidente che la nota del Soprintendente sia un tentativo di recupero di potere, peraltro al di fuori di ogni controllo ed in barba a molte norme. Forse esagero e forse la questione si potrebbe risolvere all’italiana con un passaggio in Soprintendenza di qualche nostro amministratore che rappresenti direttamente al Soprintendente l’esistenza del buon senso. Sarebbe forse oltremodo utile un incontro urgente tra gli assessori competenti delle isole flegree (magari supportati da  qualche esperto come l’avv. B. Molinaro, l’avv. C. Esposito o il prof. S. Conte) per rappresentare una linea comune di pensiero ed evitare l’impasse creatosi nel rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche.

Un ex senatore con casa a Ischia, già  sottosegretario al Ministero BB.AA.CC.  del governo Andreotti con sostanziali funzioni di ministro, intorno alla metà degli anni ’80, si lamentava della brutta figura fatta dal Ministero perché un oscuro burocrate funzionario di una Soprintendenza del Veneto, per dimostrare il suo potere, si era arrampicato sugli specchi inventandosi interpretazioni normative cavillose e prescrizioni stravaganti e quindi apporre parere negativo ad un progetto dell’allora già famosa Gae Aulenti. Siamo ancora in situazioni simili anche dopo le leggi sulla semplificazione amministrativa?

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