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Le Chiese diventino luoghi di cultura e di accoglienza del disagio

chiesa ss pieta marina grandeDi Michele Romano

Papa Francesco, dal giorno dell’elezione, con i suoi interventi, sorprende e spiazza, continuamente, tutti, svincolando e più di qualche volta superandoli, gli arroccamenti in cui, spesso, la Chiesa cattolica si è rinchiusa su tanti temi.

Le recenti considerazioni del Pontefice, ad esempio, si sono soffermate su un nervo sensibile e contrastato quello della problematica dei beni e degli immobili ecclesiastici. Ebbene con un candore disarmante ha espresso due concetti significativi: le chiese chiuse o in estrema criticità a svolgere la propria funzione sono musei; i conventi alberghi paghino le tasse. Da queste parole quale messaggio si evince? Che, anche nella Chiesa esiste la tentazione del Dio denaro. Infatti, rileva il pontefice, alcune congregazioni ritengono, poiché vi sono strutture ecclesiastiche vuote, di utilizzarle come alberghi in modo tale da guadagnare soldi per il mantenimento di chi le sostiene: bene se desideri ciò, paghi le imposte. Dare a Cesare quello che è di Cesare.

Inoltre si appella, con l’annuncio evangelico, alle parrocchie, agli istituti religiosi, ai monasteri, alle organizzazioni di fede cattolica di aprire le porte di Cristo ai sofferenti della tragedia migratoria. Mi auguro che, anche la “polis micaelica”, nel suo piccolo ambito, accolga il grido trepido e speranzoso del sacerdote venuto dall’altra parte del Mondo e schiuda i portoni degli immobili in dotazione, non abitati, ai nuclei familiari, principalmente quelli dilaniati dalla guerra siriana, offrendo un ottimo esempio di testimonianza cristiana. Infine, voglio stimolare l’acuta sensibilità di chi guida la locale diocesi a prendere in considerazione la prospettiva di utilizzo, a beneficio della pubblica utilità, di alcune chiese destinate, per un fattore fisiologico, a diventare, come dice il Papa, musei con il catenaccio. Sarebbe un enorme sprone, viceversa, per il buon andamento della vita comunitaria, costituirvi luoghi della cultura, della riflessione, della pluralità, dell’accoglienza del disagio e della marginalità.

In tal senso, per rendere ancor più esplicita l’idea, vorrei segnalare, dentro l’ennesimo sconquasso di morte e di terrore, sviluppato dalla camorra nel cuore del centro storico di Napoli, che, accanto ai valorosi sacerdoti del quartiere “Sanità”, emerge l’eroica funzione socio-culturale degli operatori della Biblioteca Comunale “Durante” dentro il martoriato quartiere di “Forcella”.

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Un commento

  1. Papa Francesco, candido e scomodo, pontefice della chiesa che abbraccia…si fa per dire…ogn’altra religione di stato .
    Certo se eletto dagli stessi prelati, ha comunque convinto i più del Suo valore e della Sua onestà ma, come sarebbe bello se, mentre Egli predica,
    i fornitori d’armi, tra cui anche ditte italiane, smettessero l’esportazione di tali strumenti di morte !! …ragione e sentimento …eterna dicotomia !

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