Savina Caylyn: lettera di Adriano Bon, padre di Eugenio, dopo nuova telefonata comandante

da Liberoreporter.it – Nel tardo pomeriggio di ieri, la moglie del Comandante Lubrano ha ricevuto un’altra telefonata dal marito, il quale le ha dato ulteriori informazioni. La signora Nunzia era molto provata e ha chiesto agli altri familiari di darne comunicazione…

Il marito avrebbe detto che i pirati sono molto irritati per il prolungarsi infinito e stentato delle trattative e spesso si sfogano in vari modo sui marittimi. Quando poi la nave viene sorvolata da un elicottero dei militari, li legano tutti e puntano su loro i fucili pronti ad ucciderli in caso di attacco.
La descrizione continua mostrando la preoccupazione per un indiano che da molto tempo soffre di una grave diarrea, con frequenti scariche giornaliere e senza sali e pochi liquidi rischia di disidratarsi. Dice il Comandante che se uno dei suoi uomini dovesse morire si sentirebbe morirebbe pure lui. Infine ha comunicato che i pirati in questa settimana gli permetteranno di telefonare a casa ogni giorno e offriranno ai prigionieri una pausa di tranquillità, auspicando che la trattativa prenda una svolta conclusiva. In caso contrario ricominceranno con le torture.

Nonostante l’angoscia data da queste ultime telefonate voglio provare ad essere obiettivo. Nel dare questa e le prossime notizie innanzitutto inviterei i giornali a non ipotizzare trattative con cifre di richiesta ed offerta virtuali e inattuali oltre che non accertabili. Io voglio credere che i pirati, pur poco inclini all’umanità, siano molto precisi nel calcolare il valore delle loro prede , e abbiano già considerato che la Savina Caylyn, insieme al suo carico, date le condizioni attuali, abbia perduto notevolmente di valore. Per cui l’accordo su una cifra ragionevole di riscatto potrebbe portare ad una veloce conclusione e alla liberazione di tutti anche dei pirati stessi che potrebbero sganciarsi da quella maledetta nave e andarsi a godere il malloppo.
In questa settimana di drammatica attesa e speranza voglio avere fiducia anche nei vertici del governo, sicuramente avranno capito di non poter lasciare nelle mani di un privato, che fa il gioco delle tre carte, la decisione di vita o morte di 22 marittimi. Il proprietario, Cavaliere Luigi D’Amato sta nell’ombra, il suo vice Capitano Pio Schiano è indecifrabile e poi c’è il negoziatore privato, ufficialmente incaricato alle trattative, ovviamente facente gli interessi della Compagnia.
Questo calvario umano, comincia ad essere conosciuto dal popolo italiano, che credo dia alla sua soluzione un valore molto più alto, della bagarre parlamentare sulle inestricabili questioni economiche ecc. ecc. Ora che il sottosegretario Gianni Letta e il Presidente Berlusconi sono stati da noi familiari direttamente informati sugli avvenimenti, spero riescano a sottrarre il timone delle operazioni alla obsoleta prassi e burocrazia dagli uffici e settori competenti, avendo solo loro, l’autorità per trovare scorciatoie dirette per risolvere il caso in tempi brevi e, certamente con l’approvazione degli italiani ancora molto sensibili ai drammi umanitari

Adriano Bon
(padre di un sequestrato)

(in foto: Eugenio Bon, sequestrato insieme a 4 connazionali e 17 indiani sulla Savina Caylyn)

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