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“Il mare non ha mai viaggiato”. Racconti di Giuseppina De Rienzo

de rienzo il mare non ha mai viaggiatoGiuseppina De Rienzo ritorna nelle edicole con “Il mare non ha mai viaggiato” ed. Manni, libro in cui la scrittrice narra, attraverso una serie di racconti, di donne tenaci, di una città partenopea ancora ricca di fantasia e di una Procida inedita, vista come isola della libertà, terra flegrea sempre pronta ad accogliere le differenze.

Il libro, che sta raccogliendo unanimi consensi di critica e lettori, sarà presentato domani alle ore 19,00 presso Nutrimenti Bookshop in via Roma n. 54, con il patrocino del Comune di Procida assessorato al turismo e gli interventi di Massimo Andrei e Luciano Ferrara con il coordinamento di Luca Palumbo.

In una lingua piana e via via mimetica questi racconti, sotto la coltre della normalità, svelano accenti di parodia, la propensione del cuore e della mente a rilanciare al buio la partita dell’esistenza mettendosi in gioco sempre senza rete. Su un humus dichiaratamente phlegreo, di appartenenza genetica, sfilano i più diversi personaggi accomunati dalla forza della passione.

Tutte le storie riconfermano, accanto alla verità dell’invenzione, l’assurdità del reale, quello che gridano le cose, greguerìas, per dirla con Ramón Gómez de la Serna.

L’autrice, da sempre legata all’isola di Arturo, già selezionata al premio Strega in passato con “Vico del Fico al Purgatorio” e “Passo d’Ombre”, con questo suo ultimo lavoro regala una raccolta fitta di storie raccontate attraverso diversi stili e linguaggi, che toccano il cuore e aprono la mente.

Tre sezioni percorse da un sotterraneo, leggibile riferimento al senso della scrittura, alla verità dell’invenzione, dove sfilano uomini cose luoghi, figure di donne diverse ma accomunate dalla forza delle passione; Concetta la pescatrice che nel mare ha l’unica sua fonte di libertà; Daria e il suo fallimentare inseguimento a un’impossibile idea di amore; Archina, mezza donna e mezzo uccello che, “invidiando perfino il sonno dei morti”, trascorre le sue giornate controllando il cuore di Pietro, eternamente vivo sotto la lastra di marmo.

Fino alle due docu-stories finali: “Nude allo specchio, con e senza chador”, sul tema del ruolo della donna oggi. E “Adèla la rustica” che, pur nella trasfigurazione narrativa, racconta la storia travagliata di uno dei NAP, la fede purissima in un ideale perseguito a costo della vita stessa.

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